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Images

Editoriale

Published on number 30 of Images, marzo 2014

Quindici anni di sollecitazioni a sognare il bello, di episodi, di date da rispettare, di ricorrenze…. Tante immagini, a cominciare da quelle scattate ancora su rullino, ad oggi con un digitale che permette cose fantastiche impensabili fino a pochissimo tempo fa. Studi di architettura non terminati i miei, un piccolo rimpianto che si affranca ad ogni uscita di questa rivista che è solo mia e di cui rivendico oneri e onori: l’inizio è cominciato in altra maniera, con una forte vocazione turistica che si è trasformata un po’ sui miei interessi e molto sulle richieste del “mio pubblico”, dei miei lettori che neanche a sognarlo potevo sperare così numerosi! Le abitazioni sono diventate il tema portante di images, i modi di vivere le case e l’architettura alpina in genere, è diventata una rivista che si è fatta conoscere per le sue peculiarità, per il suo proporsi sempre in modo elegante, mai sopra le righe.


Conoscenza del mestiere, tecnica, sensibilità. Ogni volta, quando entro in una casa, cerco di capire cosa comunica.


Siamo conosciuti e riconosciuti sull’arco alpino, andiamo oltre i confini delle celebrate montagne per prendere posto anche presso chi la montagna la vive saltuariamente, ma ne apprezza le caratteristiche; è nata bilingue la mia rivista, italiano e francese, non per sofisticatezza, ma perché nasce in Valle d’Aosta dove il bilinguismo con il francese è quotidianità. È vero, i lettori sono ormai tantissimi, forse dovrei pensare all’inglese, più internazionale mi dicono… ma rimango convinta che il linguaggio su images è un susseguirsi di aggettivi molte volte superflui: parlano le immagini, quindi scusatemi tanto, ma italiano e francese rimangono così, a cornice di un linguaggio più universale che è quello delle fotografie. Conoscenza del mestiere, tecnica, sensibilità. Ogni volta, quando entro in una casa, cerco di capire cosa comunica, nella ricerca di quel gusto alpino che ciascuno interpreta e declina in modo personale. Questo mi sento di scrivere oggi, quando è ormai prossima la stampa di questo numero 30 che ho tanto aspettato e che ora guardo già con distacco, pronta a percorrere ancora, spero insieme a tutti voi e a tanti altri nuovi lettori, i sentieri e le strade di queste amate Alpi.

Marinella Vaula