antico_1920x680
Images

Tra antico e contemporaneo

Published on number 30 of Images, marzo 2014

Siamo in Valle d’Aosta, nella Valsavarenche, nel parco Nazionale del Gran Paradiso, orgoglio non solo valdostano, primo parco istituito in Italia con un territorio di oltre 70.000 ettari. Qui il tempo è scandito dalle stagioni e la natura si rivela in tutta la sua forza, permettendo di rivalutare l’importanza di misurarsi con i ritmi di un mondo da non credere ormai perduto.

Blurred imageLa stanza degli ospiti
La stanza degli ospiti

Ci troviamo a Nex, dove l’architettura è molto particolare: presenta granai di legno, risalenti al XV-XVII sec. che ricordano che nel Basso Medio Evo la casa rurale della valle era composta da vari piccoli fabbricati dedicati alla rimessa dei raccolti; questo conferisce al villaggio di Nex un grande valore in termini di testimonianza architettonica. Il toponimo “Nex”, poi, richiama il fatto che, nella cavità umida accanto alla strada d’accesso, veniva fatta macerare la canapa, largamente coltivata in zona nei tempi passati. Nex è un piccolo microcosmo di casette costruite in legno, sassi e pietre, completamente ristrutturato, con grande rispetto per il “canovaccio” originale, dall’ingegner Franco Binel, di Aosta, negli anni settanta del novecento. Ancora oggi, nonostante il tempo trascorso, questo è uno dei più begli esempi di recupero architettonico che ha permesso al villaggio di sopravvivere mantenendo l’immagine originaria.

La costruzione considerata è stata oggetto di un test al carbonio 14 fatto eseguire dall’amministrazione regionale della Valle d’Aosta, sulle travi di copertura, dal quale risulta come datazione “non oltre la fine del 1300”. La costruzione si presenta in tavoloni di larice di circa 10 cm di spessore, appoggiate a travi della stessa essenza, da 20 x 20 cm. ancorate ad un basamento in pietra di importante spessore. Una peculiarità interessante, originale dell’edificio, è la soluzione della facciata principale con una loggetta coperta, che definisce uno spazio esterno protetto, molto ben esposto, probabilmente utilizzata per essiccare fieno o frutti del raccolto, e che oggi si presta egregiamente per momenti di relax o convivialità in ogni stagione. La prima ristrutturazione degli anni ’70, seguendo gli usi dell’epoca, aveva risolto i rivestimenti interni con perlinatura in larice da 5 cm circa, scale interne anch’esse nello stesso materiale a gradini sfalsati, con spessori largamente sovradimensionati, un unico bagno al piano seminterrato e moquette ai pavimenti.

Tavole di larice originali
Tavole di larice originali

La ristrutturazione attuale, si è basata sull’assunto di valorizzare solo il larice antico, realizzando i rivestimenti interni con materiale attuale non legnoso e fortemente coibente e la scala in ferro, di disegno moderno, senza compromessi con la struttura d’origine. La ripulitura dell’interno ha messo in evidenza una bella soletta in larice rosso dell’epoca, e travi nella zona seminterrata, prima coperte e poco visibili. Gli impianti, tanto elettrico quanto idraulico, sono stati completamente rinnovati e messi a norma. Il paramento esterno è stato trattato con prodotti che hanno consolidato il legno antico, senza variarne colore e struttura. Dato che la committenza fin dall’inizio dell’intervento ha espresso il de-siderio di avere un’abitazione confortevole, vivibile tutto l’anno e realizzata con materiali più consoni ad uno stile di vita contemporaneo, l’arredo è stato eseguito su disegno, mentre i complementi d’arredo sono stati scelti con attenzione tra quelli dei maggiori maestri del design contemporaneo che più corrispondevano alle ambizioni della proprietaria.