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Atmosfere d’altri tempi

Published on number 31 of Images, febbraio 2014

Costruire nuove realtà abitative in un territorio dal forte carattere alpino come la Valle d’Aosta è operazione delicata e stimolante. I secoli, le economie rurali, gli aspetti sociali hanno influito in modo determinate sui paesaggi e sugli archetipi sino a creare equilibri unici e ricchi di autenticità tanto da trasformare il territorio in meta esplorativa di turisti amanti del sapore e dell’atmosfera della montagna. Lo studio e l’analisi del patrimonio esistente, la ricerca dei dettagli distintivi del costruito, la comprensione dei caratteri identitari che si celano dietro alcune scelte architettoniche sono fondamentali per poter seguire un percorso che, partendo dalle radici, trae rinnovamento dalle innovazioni tecnologiche del presente.

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L’isola attrezzata della cucina – Casapiù

Fondamentale è sapersi raffrontare con l’intorno paesaggistico per creare nuove edificazioni in grado di integrarsi nel territorio senza essere però prive di dettagli originali e prestazioni al massimo dell’efficienza e del comfort abitativo. Guardare con attenzione al passato secondo questi criteri significa saper cogliere e valorizzare il “fuoco” della tradizione alimentandolo in modo da renderlo vivente nel tempo che passa. È con questo spirito che nasce questa abitazione collocata sulla collina di Aosta, residenza di una giovane coppia valdostana. L’edificio è caratterizzato da tre volumi distinti di cui uno più alto ed imponente centrale a cui se ne addossano due laterali. Attraverso l’importante portoncino d’epoca in noce si accede all’ingresso: un gioco di linee, vuoti e pieni separa la zona destinata all’accoglienza degli ospiti dalla scala che scende ai locali del piano seminterrato e dalla stanza in cui il padrone di casa ha realizzato la propria area studio, contenuta in una “scatola” con struttura di larice recuperato. Nell’ingresso si percepisce nettamente l’imponenza della copertura in castagno che si accosta in modo armonioso alla pavimentazione in larice recuperato che dall’ingresso si estende, attraverso una passata aperta a tutta la zona giorno. Quest’ultima si sviluppa nell’ampio e luminoso spazio aperto del corpo centrale concepito come spazio duplex: il primo piano è costituito da un soppalco realizzato in travi di larice. Al piano terreno il salotto è sormontato dalla struttura del soppalco che suddivide solo in parte l’ambiente.

La zona pranzo si colloca invece nell’ampio spazio a tutta altezza. Qui la luce naturale ed il paesaggio divengono elemento distintivo dell’ambiente abitato attraverso una grande vetrata che dal piano terra si sviluppa fino al tetto a costituire una vera e propria parete trasparente che guarda verso le montagne valdostane trasportando all’interno dell’abitazione le sensazioni e le bellezze del paesaggio. In perfetta sintonia con la boiserie della parete opposta all’ampia finestra è la scala che collega al piano del soppalco, integralmente recuperata da un intervento di ristrutturazione, è in legno di castagno. A cornice della scala e del soppalco il mancorrente che, sullo stile di quello dell’ingresso, è costituito da una corda in ferro che segue l’andamento curvilineo dei longheroni, per poi contornare il bordo del soppalco. Accanto alla zona giorno si colloca lo spazio della cucina in continuità del vasto open space che comprende ingresso, studio, salotto, zona pranzo, soppalco e cucina. Il camino è collocato tra il soggiorno e la cucina e costituisce un voluminoso elemento di arredo. La tecnologia degli scambiatori di calore che recuperano il calore dei fumi per cederlo alla centrale termica è mascherata da un involucro cubico in ferro e legno, con chiodature a vista, griglie di aerazione e sportelli di ispezione. Da questo involucro si eleva fino al tetto la canna fumaria in ferro a sviluppo conico totalmente a vista che enfatizza, assieme all’involucro, la volontà di ricreare una sorta di caldaia di epoca industriale in cui l’estetica è funzionale alla “macchina” ed al suo esercizio.

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Effetto “scatola” per il rascard-studio

Di contrasto alla zona giorno invece si pongono i corpi illuminanti e le varie apparecchiature di comando dell’impianto elettrico: queste ultime, lineari ed essenziali portano nell’ambiente la contrapposizione tra il legno e l’intonaco rustico da una parte e l’acciaio inox dall’altra. Lo stesso effetto diviene esasperato grazie al lampadario sovrastante il tavolo della zona pranzo, costituito da una enorme sfera in fili di acciaio che risulta protagonista dello spazio ed appare un’opera d’arte contemporanea sospesa nel vuoto. La zona notte si sviluppa in parte a piano terra e in parte al piano primo. A piano terra sono situate la camera degli ospiti e la camera della piccola primogenita, alle quali si accede da un piccolo disimpegno affacciato sul salotto attraverso una porta in noce integrata nella struttura della boiserie. Dal soppalco si accede alla zona padronale: qui la copertura diventa chiara e luminosa, sbiancata da oli naturali; il pavimento piallato a mano è realizzato con legno di rovere e un grosso lucernaio a tetto irradia la stanza di una brillante luce zenitale. A servizio dell’abitazione sofisticati sistemi tecnologici si mimetizzano tra le strutture ed i rivestimenti. Il calore, interamente distribuito a mezzo di sistema a pavimento radiante è generato da una pompa di calore elettrica alimentata da pannelli fotovoltaici integrati nella copertura in lose, oltre l’apporto dei pannelli solari e del termo camino collocato nella zona giorno. L’impianto elettrico con sistema in domotica consente la migliore gestione di tutte le apparecchiature e dei corpi illuminanti installati, il tutto volto a creare il massimo comfort in una residenza dal sapore vissuto e di altri tempi.

Realizzazione
IMPRESA FRATELLI DALL’ARA

Opere in ferro

EGIDIO DUCLY

Tessuti
LE TAPISSIER

Illuminazione ambienti
PM IMPIANTI E LIGHT-CENTER