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Tendenze

Published on number 36 of Images, novembre 2015

Il rapporto tra pietra e architettura alpina è antico e duraturo. Materiale da costruzione per eccellenza, in montagna, per la sua ampia disponibilità, ha trovato impiego nella realizzazione di più elementi: così nella tipica costruzione rurale adibita ad abitazione o stalla la pietra è muro, pavimento e manto di copertura.

Nei tempi le pietre erano raccolte sul terreno, nelle pietraie o erano ricavate a spacco da rocce locali. Ne derivavano costruzioni solide e massicce, simili a blocchi monolitici che, grazie al colore della materia, ancora oggi si fondono con il paesaggio naturale circostante; case concepite come massi erratici, pesantissimi, posati sui prati nei valloni o strutture costruite su terreni rocciosi, faticosamente scavati e modellati.

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Capanna pietrificata

Le possenti masse della muratura, realizzate con questo materiale a tutti gli effetti indistruttibile, appaiono come la risposta naturale per resistere alle condizioni estreme dell’ambiente montano, fatto di rigide temperature, abbondanti nevicate e forti venti che impongono alle costruzioni gravose sollecitazioni.

Le architetture contemporanee presentate, pur differenti per ubicazione, dimensione e materia, esprimono con forza l’idea di massa e radicamento al suolo: un piccolo rifugio per due plasmato in interno e in esterno da un unico materiale, il calcestruzzo, una villa come un blocco omogeneo in pietra, scavato per ospitare gli spazi abitativi ed un recupero con murature in pietra fortemente radicate nel suolo.

Roberto Rosset ARCHITETTO