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Geometrie contemporanee

Published on number 57 of Images, Giugno 2026

L’intervento si colloca in una frazione di Champorcher, in Valle d’Aosta, a circa 1400 metri slm in posizione panoramica non distante dal capoluogo. Il lotto, caratterizzato da un marcato dislivello e completamente immerso nel verde, ha rappresentato fin dalle prime fasi progettuali un elemento determinante nella definizione volumetrica e distributiva dell’edificio. Il concept nasce dalla volontà di costruire due “cannocchiali” orientati verso le vedute più significative del contesto: una verso monte, l’altra verso valle. L’architettura non si limita ad aprirsi sul paesaggio, ma lo seleziona e lo incornicia attraverso due volumi sovrapposti, incisi da piani inclinati su angolazioni differenti.

Geometrie contemporanee

Questi tagli generano estrusioni profonde che proteggono le grandi superfici vetrate minimali, contribuendo sia alla definizione formale sia al controllo dell’irraggiamento solare. I due elementi superiori sono volutamente leggibili come corpi contemporanei, caratterizzati da un involucro compatto e da una geometria dinamica. Il rivestimento laterale in travi lignee trattate in tonalità grigia stabilisce un dialogo cromatico con serramenti e lattoneria, conferendo continuità e coerenza materica all’insieme. La verticalità del rivestimento alleggerisce visivamente il volume e richiama, in chiave astratta, il ritmo dei boschi circostanti. Alla base, l’architettura assume un linguaggio più radicato. Due volumi semplici, rivestiti in pietra faccia a vista, presentano allineamenti perimetrali leggermente differenti, evocando la presenza di due fabbricati originari accostati nel tempo.

Geometrie contemporanee

Questa scelta compositiva consente di integrare l’intervento nel tessuto alpino senza ricorrere a soluzioni mimetiche, ma attraverso un riferimento alla logica insediativa tradizionale. La copertura in lose rafforza il legame con la cultura costruttiva locale, mentre il dialogo tra pietra, legno e metallo definisce un equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Il rapporto con il terreno è stato affrontato attraverso una gestione puntuale del dislivello: l’edificio contribuisce a definire parti pianeggianti funzionali all’abitare e scarpate sostenute da massi ciclopici, integrandosi nel profilo naturale del sito. Il fabbricato diventa così elemento di perimetrazione del verde, organizzando gli spazi esterni senza alterare la morfologia del territorio. Appena terminato, il progetto rappresenta una sintesi tra controllo formale e attenzione al luogo: un’architettura che utilizza geometrie contemporanee per costruire relazioni visive precise con il paesaggio, radicandosi nella tradizione attraverso materiali e proporzioni. Gli interni sono ripartiti su più livelli e presentano spazi generosi, che garantiscono vivibilità e privacy ad una famiglia che qui abita stabilmente.

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Calore e autenticità

Published on number 57 of Images, Giugno 2026

Questo è il risultato di un eccellente lavoro a quattro mani svolto in completa sintonia tra l’architetto e l’interior designer in una realizzazione che è appena stata terminata in Alta Savoia. Ognuno si è concentrato sulle proprie mansioni: esterni e aspetti tecnici per l’uno e interni e design armonico per l’altra. È questa un’architettura nell’architettura, dove le finiture sono progettate per diventare elegantemente invisibili.

Calore e autenticità

La zona giorno open space è simile a una cattedrale che ottimizza i volumi e dà significato al grande camino sfaccettato in ottone, che si prolunga su tutti i piani e nel soggiorno riunisce la famiglia attorno al fuoco dopo una giornata all’aperto. L’aspetto innovativo è rappresentato dell’utilizzo dell’ottone brunito sia per il camino, che per la scala e gli arredi: questo elemento illumina lo chalet con un tocco morbido e raffinato. Una suddivisione degli spazi creata ad hoc è onnipresente, come una firma: aiuta nella strutturazione delle altezze, produce un tema ricorrente e permette di creare intimità nel soggiorno, che si apre sulla sala da pranzo, sulla cucina e su un angolo bar/sala da tè. Particolare attenzione è stata posta alla scala: l’ottone e il vetro attraversano con grazia la struttura dello chalet che si sviluppa su quattro piani, creando un senso di unità e una migliore comunicazione tra tutti gli ambienti, insieme all’ascensore discretamente nascosto. In cucina le sfumature di verde acqua richiamano i boschi circostanti e una terrazza esposta a sud ospita un grande tavolo per un’ottima convivialità nelle giornate di sole.

Calore e autenticità

Il legno di recupero conferisce calore e autenticità alle sei camere da letto, tra cui una dedicata ai ragazzi. La camera padronale, come il soggiorno, presenta una parete divisoria composta da piccole travi di legno di recupero che garantisce la privacy del bagno. I colori sono tenui, senza eccessi, e la terrazza offre una rilassante vasca idromassaggio esterna con vista sulle cime circostanti. Al piano terra l’ingresso definisce lo stile dello chalet: tre nicchie individuali in legno di recupero, dalle linee pulite, completate da cuscini imbottiti essenziali, offrono un piacevole modo per prepararsi alla passeggiata o per lasciare gli indumenti al rientro a casa… Ancora al piano terra, si trovano una spa e una palestra dove trascorrere lunghe ore dopo aver praticato sport. Nell’area relax, una fotografia panoramica retroilluminata evoca l’onnipresenza delle montagne e la loro forza vivificante. Al piano inferiore si trova il garage, ma soprattutto un deposito dove tutti possono prepararsi e trovare la propria attrezzatura, sia estiva che invernale: armadietti, vani a giorno con un gioco di specchi che si alternano alle doghe di legno di recupero ampliando elegantemente lo spazio.

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Il lusso della misura

Published on number 57 of Images, Giugno 2026

In un contesto naturale eccezionale, ai piedi del Monte Rosa è stato appena terminato un piccolo villaggio di otto chalet contemporanei che reinterpretano l’abitare alpino, pensati per stabilire un rapporto di continuità con il paesaggio. Tra questi uno di circa duecento metri quadrati, sviluppato su più livelli, racconta questa visione progettuale. Qui la stessa regia che ha guidato la composizione del villaggio, prosegue anche nel disegno degli interni, traducendo nello spazio domestico l’idea di equilibrio e misura che definisce l’intervento. Il progetto nasce da un dialogo attento con i committenti, trasformando le esigenze del quotidiano in scelte architettoniche precise. La casa si organizza attorno a una distinzione tra spazi dedicati alla convivialità e ambienti più raccolti, pensati per una dimensione più privata.

Il lusso della misura

La zona giorno, ampia e luminosa, è concepita come un luogo aperto all’ospitalità e alla condivisione, mentre le camere e gli ambienti privati mantengono una linea più domestica e protetta. Il rapporto con il paesaggio diventa uno degli elementi centrali della composizione. Le grandi superfici vetrate aprono lo spazio interno verso l’esterno, trasformando il panorama alpino in una presenza costante. I telai interni in tonalità scure accentuano la percezione della finestra come cornice, trasformando ogni apertura in una vera e propria inquadratura, tanto che la natura stessa finisce per assumere il ruolo di elemento decorativo. L’intervento supera così uno degli stereotipi più diffusi dell’architettura di montagna: l’immagine tradizionale dello chalet, dominata da un uso diffuso del legno su pavimenti e pareti, lascia spazio a un’interpretazione più contemporanea e sofisticata. Il legno è protagonista, ma viene utilizzato in modo inatteso. Non è il pavimento a raccontare la dimensione materica della casa, bensì il soffitto. Tutti gli ambienti sono caratterizzati da un rivestimento in rovere antico, con una tonalità calda che avvolge lo spazio e introduce una sensazione diffusa di calore e profondità. Al di sotto di questo elemento ligneo si sviluppa un linguaggio differente.

Il lusso della misura

Pavimenti e alcune porzioni delle pareti sono realizzati in resina in spessore, declinata in tonalità marroni intense e calde. Una scelta cromatica inconsueta per un contesto alpino, capace di conferire agli ambienti un carattere contemporaneo e raffinato. Anche le superfici verticali partecipano alla costruzione dell’atmosfera degli interni. In alcune zone la resina assume una lavorazione superficiale ricca, quasi tessile, generando una trama che ricorda la struttura di un tessuto e aggiunge profondità percettiva allo spazio. L’intimità delle zone private è sottolineata dall’impiego di rivestimenti murali tessili continui. La progettazione attenta della luce, con elementi iconici e dispositivi minimali a scomparsa, contribuisce a definire un ambiente intimo ed elegante, base ideale per accogliere un arredo composto da pezzi iconici, elementi storici e su misura. Il risultato è un equilibrio sottile tra tradizione e ricerca contemporanea. Il calore del legno dialoga con la matericità delle superfici, mentre le ampie aperture vetrate costruiscono una relazione continua tra interno, luce naturale e paesaggio. In un momento in cui il lusso è spesso associato all’eccesso, questo progetto suggerisce una lettura diversa: il vero privilegio non risiede nell’osten­tazione, ma nella qualità dello spazio, nel rapporto con il paesaggio e nella capacità di costruire luoghi che riflettano realmente la vita di chi li abita. Un lusso silenzioso, fatto di misura, ascolto e materia.

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Editoriale

Published on number 57 of Images, Giugno 2026

Contemporaneità e spirito locale, uniti alla sostenibilità, rappresentano un tema fondamentale nell’architettura alpina; le realizzazioni spaziano partendo dalla celebrazione della tradizione con il calore dell’ospitalità tipica, creando associazioni suggestive con ambienti che, raccontandone la storia, proiettano questo territorio verso il futuro con l’abile utilizzo di materiali innovativi.  L’esperienza abitativa, attraverso progettazioni sensibili, deve generare benessere, sicurezza, proteggere, rilassare e rigenerare…. La continuità spaziale risulterà così come una compenetrazione di ambienti volta all’equilibrio e all’appagamento di chi li vive.


“…dove orizzonte e immensità si intersecano in un equilibrio perfetto…”


Il dialogo continuo tra esterno e interno, tra architettura e natura, in una ricercata commistione tra innovazione e sostenibilità, garantisce ambiti che offrono protezione rispetto ad una natura, a volte aspra, simbolo di resilienza, capace di evocare una connessione primordiale con il circondario. Allora è fondamentale la ricerca di un’architettura che dialoga con la materia, la memoria e l’essenza, costruendo interni accoglienti, in cui la leggerezza, resistenza e abitabilità, sono requisiti fondamentali che rendono omaggio alla tradizione alpina e ai suoi luoghi così fortemente caratterizzati dalla natura e permettono a chi vi abita di prendere il tempo per trovare energia e positività, in un ambito naturale dove orizzonte e immensità si intersecano in un equilibrio perfetto.

Marinella Vaula
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57

Published on number 57 of Images, Giugno 2026
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Tendenze

Published on number 57 of Images, Giugno 2026

ARCHITETTURA DEL BENESSERE
Nel dibattito contemporaneo sull’architettura alpina, il tema del benessere non può essere ridotto a comfort o performance energetica, ma diventa oggi una qualità spaziale, un equilibrio sottile tra percezione, materia, luce e relazione con il paesaggio. Questa realizzazione si inserisce con coerenza e forza, proponendo un’architettura che non si limita a ospitare, ma che protegge, rallenta e rigenera. Il progetto nasce come rifugio per due persone: un’architettura volutamente compatta, introversa e protettiva, lontana da ogni retorica dell’ostentazione.
Il riferimento archetipico è quello del rifugio primordiale, reinterpretato in chiave contemporanea attraverso forme organiche continue, prive di spigoli e interruzioni. Pareti, soffitto e copertura si fondono in un unico gesto architettonico. Lo spazio interno si comporta come una pelle, come un involucro avvolgente che restituisce una sensazione immediata di sicurezza e raccoglimento.

Tendenze

Questa scelta formale non è decorativa, ma profondamente percettiva: la continuità spaziale riduce la tensione visiva, favorisce il rilassamento e costruisce un rapporto emotivo diretto tra corpo e architettura. Lo chalet si inserisce in un lotto caratterizzato da forte pendenza, occupando consapevolmente una porzione di terreno altrimenti inutilizzabile. Il prato e la vegetazione circostante rimangono intatti; l’edificio appare quasi nascosto, schermato dal bosco e modellato dalla topografia. L’architettura non compete con il paesaggio dolomitico, ma lo interpreta. Verso sud, una grande apertura panoramica incornicia le montagne come un quadro naturale, trasformando il paesaggio in parte integrante dell’esperienza abitativa.
È un equilibrio calibrato tra protezione e apertura, tra introversione e contemplazione. Il benessere passa inevitabilmente attraverso la materia. La struttura è realizzata prevalentemente in legno locale, con un sistema costruttivo che combina tradizione alpina e precisione contemporanea. L’isolamento in lana di pecora e fibre naturali contribuisce a creare un microclima interno sano, traspirante e stabile. La copertura in scandole di legno diventa un elemento di continuità tra tetto e parete, rafforzando l’idea di un volume monolitico e organico. La distribuzione interna segue una logica essenziale e intuitiva.

Tendenze

Al livello inferiore si trovano gli spazi più intimi: ingresso, guardaroba, servizi, camera da letto e area wellness con sauna a infrarossi. Qui l’architettura lavora sulla dimensione del corpo, sul contatto con la materia, sul rallentamento. Il livello superiore ospita un unico grande spazio fluido dedicato alla vita quotidiana: cucina, soggiorno e zona pranzo convivono senza separazioni rigide. Il volume si sviluppa in altezza, evocando una spazialità quasi sacrale, amplificata dal rivestimento continuo in larice che scende dalla copertura fino al pavimento. Particolarmente significativa è la nicchia del tavolo da pranzo, concepita come spazio intermedio tra interno ed esterno, che restituisce la sensazione di trovarsi “dentro il bosco”.
La terrazza privata, con vasca idromassaggio e piccolo orto, completa l’idea di un’abitazione che invita a prendersi cura di sé e del tempo. L’interior design, curato nei minimi dettagli, rafforza l’identità del progetto: colori naturali, tessuti morbidi, arredi su misura e luce calibrata costruiscono un’atmosfera di lusso silenzioso, lontana da ogni eccesso. Qui il valore non risiede nell’oggetto, ma nell’esperienza complessiva dello spazio. Questa costruzione rappresenta una visione chiara dell’architettura contemporanea alpina; che rinuncia alla spettacolarità per concentrarsi sull’essenziale, che interpreta il benessere come risultato di scelte coe­renti e misurate. Il progetto dimostra come anche una piccola architettura possa diventare un manifesto: abitare non come consumo dello spazio, ma come atto di cura verso sé stessi e il paesaggio.

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Essenziale

Published on number 57 of Images, Giugno 2026

I numeri per essere un edificio realizzato in montagna sono veramente ragguardevoli: per i metri quadri, la generosa piscina coperta, il vano scale di proporzioni più che cospicue, l’ascensore che porta ai piani… Questa è un’abitazione pensata non solo come un luogo dove ricevere, ma anche come un rifugio intimo in cui godersi il relax… L’ampia metratura permette di beneficiare degli spazi privati molto riservati, così come viceversa l’enorme soggiorno è ideale per rappresentanza, pranzi e momenti conviviali attorno ad un camino iconico del tutto particolare. L’intervento strutturale appena terminato ha valorizzato con sapienza la superficie dell’abitazione, esaltando e privilegiando la materialità degli interni con raffinatezza e sobrietà.

Essenziale

Il nucleo è il soggiorno/pranzo in cui un divano tessile modulabile permette vari scenari; le enormi vetrate affacciano su una natura meravigliosa, dominata dalla potenza della catena del Monte Bianco. In tutti gli ambienti è stato posato del rovere naturale a doghe larghe a correre, per le pareti a intonaco una calda tonalità panna a rendere omogenea ed avvolgente la chiara scelta stilistica chic e minimal. Una boiserie eseguita su disegno è stata prevista per l’intera proprietà in un abbraccio discreto che inoltre cela armadiature e porte. La scelta tessile è caduta su tessuti materici dai toni chiari, con bordi a contrasto per i tendaggi e tocchi di colore nelle fantasie dei tartan per plaid e cuscini.

Essenziale

A sottolineare l’insieme dell’arredo un progetto illuminotecnico sofisticato che permette scenari che sottolineano gli ambienti con luci morbide, mai invadenti e con corpi luminosi di gran carattere, di ispirazione vagamente decò. Gli arredi in linea con lo stile dell’abitazione sono inseriti con giusta misura e sono rigorosi come tutto lo stile scelto, puntando alla valorizzazione delle opere d’arte inserite. La passione dei proprietari per l’arte, infatti, è manifestata con la collocazione di alcuni pezzi significativi che hanno trovato il loro spazio ideale in questi ampi volumi in cui si possono apprezzare nella loro unicità. L’insieme della proprietà conta stanze per ospiti corredate di bagni en suite rivestiti di marmi a lastra intera, una “stube” attrezzata per momenti di svago e un’home spa dotata di piscina realizzata a misura. Una scelta di carattere inconsueto per questa generosa proprietà, preziosa nella sua essenzialità.

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Estetica e funzionalità

Published on number 57 of Images, Giugno 2026

Immerso nel paesaggio alpino valdostano, l’edificio oggetto di intervento rappresenta un tipico esempio di architettura rurale in pietra e legno. Nato come casa agricola, con spazi destinati a stalla, fienile e locali di servizio, conserva ancora oggi tracce evidenti delle origini. Nel corso del tempo le trasformazioni dovute alle esigenze abitative e all’aggiunta di volumi secondari ne hanno compromesso l’immagine originaria, stratificando linguaggi e materiali eterogenei. Questo nuovo progetto si fonda su un principio di equilibrio tra conservazione e trasformazione, assumendo come punto di partenza la valorizzazione degli elementi autentici e l’eliminazione delle superfetazioni che ne hanno deturpato i fronti.

Estetica e funzionalità

L’analisi condotta ha distinto le facciate più ricche di valore architettonico – quelle a sud ed est – da quelle maggiormente alterate, poste a nord e ovest, dove si concentra l’azione di reinterpretazione contemporanea. Il concept si traduce in un dialogo tra linguaggi: da un lato il restauro conservativo delle superfici lignee e delle murature in pietra; dall’altro l’inserimento di nuovi volumi vetrati e sovrastrutturali, caratterizzati da imbotti metallici che talvolta aggettano o si incassano rispetto al filo murario d’origine. Questa strategia consente di restituire leggibilità alle parti costitutive, evidenziando al contempo la natura contemporanea delle aggiunte. All’interno la distribuzione privilegia la luce e la relazione visiva con il paesaggio: il grande soggiorno a doppia altezza, ricavato nell’ex fienile, diventa fulcro della vita domestica, mentre le ampie vetrate verso sud incorniciano la vista sulla conca di Aosta.

Estetica e funzionalità

La ricostruzione della cantina voltata in pietra, l’uso di materiali naturali e il recupero degli elementi lignei storici confermano la volontà di mantenere vivo il legame con la tradizione costruttiva alpina. In questo progetto la luce ha la funzione di enfatizzare i diversi materiali architettonici, come la pietra del grande pilastro centrale, e di accompagnare lo sguardo verso gli scorci più significativi che l’interno propone. L’intervento illuminotecnico è stato concepito per valorizzare la matericità degli elementi e creare un equilibrio tra atmosfera e funzionalità, attraverso un dialogo calibrato tra luce diretta e indiretta, capace di restituire profondità e calore agli ambienti. Il risultato è un progetto che non si limita a preservare, ma reinterpreta criticamente il manufatto, restituendogli un’identità coerente: una casa contemporanea capace di raccontare, attraverso le proprie stratificazioni, la storia di un’architettura rurale che evolve senza perdere memoria.

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Una nuova definizione dello spazio

Published on number 57 of Images, Dicembre 2025

Nei pressi del centro di Courmayeur, in un edificio di nuova realizzazione, questo appartamento gode di una vista spettacolare e di un soleggiamento perfetto. Il fabbricato, seppur dalle dimensioni importanti, ben si inserisce all’interno del contesto cittadino grazie ad una costruzione accorta, con linee attuali e materiali che rimandano alla tradizione; inoltre dispone di ampia autorimessa interrata comune, con ascensore.

Una nuova definizione dello spazio

L’appartamento è organizzato internamente in modo da godere della vista della catena del Monte Bianco dalle magnifiche vetrate della zona giorno, un moderno open space con caminetto che è il cuore della casa, la cucina a vista ed un piccolo soppalco con funzione di disimpegno completano l’ambiente. La zona notte adiacente è articolata in due spazi distinti: la stanza padronale con ampio bagno en suite ed un’altra stanza a due letti attigua. Una “quinta materica” in continui­tà visiva è il dispositivo realizzato a misura su disegno che cela egregiamente armadiatura e spazi accessori, nonché le porte di accesso alle stanze ed al bagno di servizio, rendendo un’immagine di boiserie continua e molto gradevole. Questo rivestimento innovativo è stato ottenuto sostituendo la classica boiserie, ormai già troppo vista, con listoni di legno vecchio di abete in patina originale, lavorato a doghe irregolari, cui è stato alternato e abbinato un materiale ultramoderno come il laminato Hpl con una finitura metallica brunita opaca.

Una nuova definizione dello spazio

Porte interne, armadi, rivestimenti e pareti diventano l’elemento di disegno architettonico che caratterizza e definisce gli spazi in modo integrato e continuo creando nuove profondità e conferendo una percezione dell’insieme degli ambienti non comune. Un sapiente intervento ha inserito tessili preziosi per tendaggi ed imbottiti lavorati sartorialmente, che apportano un sapore alpino estremamente piacevole agli ambienti. L’attento studio illuminotecnico sottolinea le lavorazioni conferendo un fascino del tutto speciale ad un appartamento dove tradizione ed innovazione trovano un connubio ideale in uno spazio perfettamente disegnato con estro creativo e raffinato che unisce estetica alla funzionalità dell’abitare.

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Sapiente precisione

Published on number 57 of Images, Dicembre 2025

Un angolo di lusso immerso nel bosco di abeti nella zona sud di Madonna di Campiglio. È così che definiamo questa importante dimora che, per metratura e disposizione nonché per i generosi spazi della zona living, si configura come una rarità nel panorama immobiliare locale.

Sapiente precisione

Inserita in un complesso anni ‘70 la cui architettura evidenzia il forte dialogo tra calcestruzzo armato e pietra Tonalite dell’Adamello, l’interno sconvolge totalmente i parametri di tipicità dell’involucro, affidando a eleganti finiture la visione più contemporanea dell’architettura alpina d’interni. La fa da padrone la dimensione in pianta ed alzato della zona living che contrappone il legno a volumi puri ed essenziali volutamente emergenti, che si affacciano sulla zona giorno garantendo ampiezza agli spazi funzionali del piano superiore.

Sapiente precisione

Il travertino, lavorato in tre diverse finiture (cannettato, liscio e spazzolato) è stato posato a pavimento e rivestimento; con la sua matericità conduce l’immagine estetica verso una visione raffinata che viene tuttavia riscaldata dal colore caldo del legno di rovere sapientemente lavorato, con precisione maniacale. Le tonalità degli elementi funzionali cucina e tavolo, unite alla contemporaneità dell’ottone spazzolato per gli elementi di scala, camino ed illuminazione, contribuiscono ad impreziosire ulteriormente lo stile ricercato di questa abitazione. Sparsi in modo casualmente non casuale, alcuni complementi d’arredo iconici e di design, si inseriscono magistralmente in un ambiente avvolgente e rappresentativo grazie ad un’illuminazione precisa e puntuale.