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Sospesa tra cielo e terra

Published on number 35 of Images, Giugno 2015

In un bosco di larici tra prati da sfalcio e alte cime, questa baita si trova nell’alta valle dell’Ubaye a 1750 metri di altitudine. Edificata in una costa del pendio, domina con orgoglio la valle come una sentinella di pietra e legno. Ricostruita nel XIX secolo, probabilmente su una base più vecchia, è stata utilizzata come fienile e non come abitazione poiché molto vicina al villaggio. Inoltre durante l’inverno è servita come ricovero per un piccolo gregge. Oggi è accessibile a piedi con una passeggiata di mezz’ora dal vicino villaggio dove si lasciano le vetture, giusto il tempo necessario per renderla un rifugio di pace e di silenzio.

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Accessibile a piedi con una passeggiata di mezz’ora dal vicino villaggio dove si lasciano le vetture, giusto il tempo necessario per renderla un rifugio di pace e di silenzio

La baita è stata ristrutturata dal proprietario con il massimo rispetto per la tradizione, i volumi ed i materiali, sfruttando al meglio le risorse del luogo. I componenti necessari per i lavori di ristrutturazione sono stati trasportati in elicottero in gran parte; il resto a spalle e quindi con la fatica di uomini e donne… La struttura portante della copertura è stata completamente rifatta come quella d’origine, in larice squadrato ad ascia, con doppio strato di scandole della stessa essenza a copertura. Per mascherare l’isolamento che è stato aggiunto per ovvie esigenze, si è realizzato un assito di cirmolo piallato a mano sul posto. Le mura sono state ricostruite nella parte superiore con pietre trovate in loco e intonacate con la calce. La parte che era stata utilizzata come fienile oggi è suddivisa su due livelli: la zona sotto il tetto per dormire, quella sottostante, che corrisponde all’ingresso, per cucina e soggiorno. I pavimenti di larice sono antichi pavimenti di recupero, spazzolati e posati a correre.

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I letti collocati proprio davanti a quest’apertura sulla valle, danno l’impressione a chi dorme di essere sospeso tra la valle ed il cielo

La vecchia apertura che serviva per la ventilazione del fienile, oggi è un’ampia finestra con vista sulla vallata, provvista di un grande serramento con vetro, anch’esso trasportato all’epoca della riqualificazione dell’edificio, con un tiro d’elicottero dedicato. I letti collocati proprio davanti a quest’apertura sulla valle, danno l’impressione a chi dorme di essere sospeso tra la valle ed il cielo. Per dotare l’abitazione di un minimo comfort si è provveduto a captare una vicina sorgente e quindi provvisto la cucina di un acquaio e ricavata una toilette nella zona della stalla che è stata lasciata intatta, con le sue mangiatoie. All’esterno l’acqua è raccolta in un grande tronco recuperato sul posto e scavato per ottenerne una capiente fontana. L’arredo di questa baita è autentico del XVIII secolo e proviene dai villaggi del circondario, il tavolo è del Queyras, altri pezzi come madia dalla valle dell’Ubaye, mentre certamente una cassapanca è della Val Varaita.

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Chalet gemelli

Published on number 35 of Images, Giugno 2015

Nel cuore delle Alpi della Savoia, la celebre stazione di Tignes è una meta di riferimento per turisti appassionati di montagna e di sport, d’inverno come d’estate. Questa è una realizzazione assolutamente fuori dal comune, si tratta infatti di un progetto creato come investimento, per affitto, con servizi di altissimo livello. L’edificio si trova in una posizione panoramica con vista che spazia sul lago e con un panorama d’eccezione sulle montagne circostanti; la struttura portante è stata realizzata in cemento armato come richiesto dalla normativa locale, poi è stata completamente rivestita interno ed esterno in legno massiccio finitura bruciata e pietra. A proposito di esterni la progettazione ha previsto per i balconi un melange interessante tra due tipi di balaustre: in legno a movimento tradizionale e vetro per ottenere un’immagine leggera e contemporanea anche in facciata.

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L’ambiente è reso fresco e dinamico grazie ad alcune superfici ad intonaco liscio tinteggiate in morbido bianco lino

Per quanto riguarda gli esterni due Spa troneggiano sulle terrazze con vasche capaci di 8-10 persone che si possono rilassare godendosi tutta la bellezza delle meravigliose cime che circondano questa destinazione alpina. La costruzione prevede due chalet quasi gemelli con importanti spazi di soggiorno/conversazione dall’ampio respiro, con volumi decisamente fuori dal comune, doppia altezza e tetto apparente. Enormi divani e caminetti completano gli ambienti che assumono qui una caratterizzazione che per la tipologia del legno e i complementi studiati in modo semplice ed efficace hanno una netta connotazione alpina. Gli interni di questa proprietà tanto eccezionale sono stati realizzati dall’equipe dell’azienda Grosset Janin incaricata secondo un progetto dalle linee relativamente sobrie, non sovraccariche di decorazione, seguendo una linea stilistica pulita e contemporanea. Si tratta di un accogliente grande rifugio nel cuore delle Alpi, con finiture di pregio, che hanno forti richiami alla tradizione e dettagli che connotano una sofisticata ricercatezza. Legno di rovere cerato finitura rustica per i pavimenti a doghe larghe posate a correre e ardesia Golden Grey per camini ed alcune pareti. L’ambiente è reso fresco e dinamico grazie ad alcune superfici ad intonaco liscio tinteggiate in morbido bianco lino che alleggerisce la visuale pur mantenendo l’atmosfera ovattata tipica degli chalet montani.

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Il savoir-faire degli esecutori ha raggiunto canoni d’eccellenza senza nulla lasciare al caso

Il comfort più assoluto è garantito da una vasta gamma di servizi di alto livello che prevedono dal catering al baby sitting fino al jet privato o elicottero. I servizi sono previsti per ogni esigenza. Lo chalet si sviluppa su tre livelli fuori terra e le due proprietà sono divise. Uno può ospitare 10 persone in 5 camere tutte con stanza da bagno en-suite e grandiosa master-room all’ultimo piano. Qui l’ampio soggiorno si trova al secondo livello, le luci soffuse ed il legno naturale sapientemente lavorato creano un ambiente raffinato in cui una scultura contemporanea apporta un suggestivo contrasto con l’ambiente. Al primo livello si trovano 4 stanze doppie con i loro bagni e con affaccio riservato sul terrazzo. L’altro chalet accorpato nel medesimo corpo di fabbrica è una gradevole miscela fra arredi moderni e arredi tipicamente alpini: lo spazio soggiorno è dominato da un imponente lampadario che troneggia sul grande tavolo da pranzo, anche qui all’ultimo piano si trova la master suite, mentre al primo livello sono state progettate due stanze matrimoniali con bagno ensuite ed una stanza doppia comunicante con una dotata di letti a castello. Idealmente posizionato in una località alpina di grande richiamo, questo importante chalet è una realizzazione di alto standing, in cui il savoir-faire degli esecutori ha raggiunto canoni d’eccellenza senza nulla lasciare al caso: anche i dettagli sono stati minimamante curati con una precisione che garantisce alla proprietà una locazione oltre ogni aspettativa.

 

www.grossetjanin.com
FOTO: YVES GARNEAU

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Chi semina verde raccoglie futuro

Published on number 35 of Images, Giugno 2015

Alfred Austin in una sua famosissima frase recitava: “Il bello del giardinaggio: le mani nello sporco, la testa baciata dal sole, il cuore vicino alla natura. Coltivare un giardino non significa nutrire solo il corpo, ma anche l’anima.” Wikipedia definisce il giardino come uno spazio progettato riservato alla vista, alla coltivazione botanica e al godimento di piante e altre forme naturali.

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Coltivare un giardino non significa nutrire solo il corpo, ma anche l’anima

La progettazione è la parte più importante dello sviluppo di un’area verde, è infatti fondamentale valorizzare i vari siti tenendo conto delle esigenze e dei gusti, oltre che delle caratteristiche dell’habitat. Un progetto deve essere armonioso, funzionale, creativo ma soprattutto deve sapersi fondere con il carattere di chi lo vivrà. Il giardino fa bene al corpo e alla mente, lo dimostrano studi diffusi a seguito della crescita impetuosa delle città e la cementificazione che stanno progressivamente allontanando le persone dal contatto con la natura. A completare un giardino elemento d’eccellenza è l’acqua. Le piscine di tendenza oggi sono realizzate con materiali naturali come sabbia, ciotoli di marmo e quarzo, legno e monoliti di pietra. La filtrazione dell’acqua avviene tramite elettrolisi e sono impiegati sali minerali. Tutti gli elementi risultano essere eco-compatibili in armonia con i principi della bioedilizia e dell’architettura sostenibile.

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Chi ama il verde sa da sempre che le piante, a modo loro, sono capaci di comunicare

In un giardino sono diversi i fattori che nutrono il corpo e l’anima; l’odore e il profumo che stimolano i sensi, i colori per emozionare, stimolare e accentuare la vivacità psichica o indurre pace, relax e meditazione. Il giardino all’apparenza “spontaneo” molto di tendenza in quest’epoca, è in assoluto un falso clamoroso poiché più è “spontaneo” più c’è del lavoro a monte… Chi ama il verde sa da sempre che le piante, a modo loro, sono capaci di comunicare. Soffrono, amano, fioriscono e deperiscono come gli esseri viventi. Ogni giardino è unico, irripetibile, proprio come le persone. Perciò chi semina verde raccoglie futuro.

 

www.floricolturavaldostanagiardini.it
www.acquatherm.it

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Tendenze

Published on number 35 of Images, Giugno 2015

Nell’immaginario così come nella realtà la montagna ci accoglie con luoghi e paesaggi suggestivi dove le costruzioni sono da sempre molto caratterizzate: talvolta sono massive e solidamente piantate nel terreno, talvolta hanno forme e fattezze che le fanno apparire prive di peso, quasi pronte a spiccare il volo. Tradizionalmente questi due archetipi sono rappresentati da un lato dalle solide costruzioni in pietra e dall’altro dalle leggere costruzioni in tronchi e tavole di legno, mentre nell’architettura moderna e contemporanea risultano affrancati dai materiali costruttivi impiegati.

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Una leggerezza che smentisce la legge di gravità

Questo numero è dedicato alle strutture sospese o aggettanti che sembrano “nidi d’aquila realizzati in siti speciali per uomini speciali”. La sensazione di una leggerezza che smentisce la legge di gravità ha indirizzato la ricerca di strutture che stimolano a ripercorrere strade forse un po’ dimenticate e a spingere l’architettura fino al limite del possibile, in quei territori che confinano con i sogni. A due architetture contemporanee si affianca un progetto concepito più di mezzo secolo fa, che ha mantenuto inalterato il suo carattere di arditezza e di sfida.

Il museo del Passo Rombo, blocco aggettante al confine tra Italia e Austria apparentemente oltre il limite della stabilità, la casa capriata di Mollino, che ha trovato realizzazione in cima alla ripida pista di Weissmatten a Gressoney, e due incredibili “case sugli alberi” di una foresta nel nord della Svezia intendono tradurre con l’immediatezza delle immagini le sensazioni prima descritte e ricercate.

Roberto Rosset ARCHITETTO

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Editoriale

Published on number 35 of Images, Giugno 2015

Con l’intento di presentare eccellenze dell’ambito abitativo nel territorio alpino, non potevo tralasciare l’importante contributo apportato dalla valorizzazione delle aree verdi. Proprio perché viviamo in paesi incastonati tra le vette più belle d’Europa, la cura delle aree private, con la loro carica poetica, è determinante nell’insieme visivo del paesaggio.

I giardini, grandi o piccoli hanno un loro preciso significato rispetto l’abitazione, rivelano uno stile raffinato, la ricerca di ostentazione o di eleganza. Senza dubbio è più semplice creare un giardino ridondante che inseguire un’immagine sofisticatamente semplice e naturale, ma qui è davvero una questione di gusto personale… Tappeti erbosi, siepi, rocce, arbusti e piante, fiori … si integrano con le peculiarità dell’architettura contribuendo a formare e definire le particolarità dell’abitazione, acquisendo il valore della “stanza in più”… Non tutti hanno a disposizione uno spazio verde per realizzare un giardino, ma attraverso specifiche azioni ed in collaborazione con professionisti del settore, è possibile creare dei veri e propri “giardini dove il giardino non c’è”, per mezzo di fioriere e espedienti vari.


I giardini, grandi o piccoli hanno un loro preciso significato rispetto l’abitazione


Risulta strategica la filosofia progettuale dello spazio da dedicare al giardino: la conoscenza ed il rispetto del territorio, le sue trasformazioni nel tempo, le componenti naturali o artificiali. Dal punto di vista tecnico l’impianto di irrigazione ed una buona progettazione permettono di realizzare al meglio quanto desiderato, ma, soprattutto, consentono di mettere in relazione elementi scelti per piacere con gli elementi naturali del paesaggio circostante e le differenti esigenze. Detto precedentemente che viviamo un territorio meraviglioso, dove la natura è presente in modo quasi prepotente, perché realizzare e dedicare attenzione alle zone verdi quando il circondario è già splendido nel suo insieme? Perché la cura e la personalizzazione anche di un minimo spazio verde assume un ruolo fondamentale nell’immagine generale della proprietà.

Grande qualità e risultati si conseguono attraverso uno studio dell’architettura del paesaggio, e con l’attenta analisi delle potenzialità del terreno a disposizione, calcolando irraggiamento solare, esposizione al vento, disponibilità di acqua e/o umidità naturale, quanto di spontaneo già esiste, il terreno e non ultimo le gelate. Un bel giardino curato è un piacere da vivere, da mostrare e da osservare.

Marinella Vaula

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Published on number 35 of Images, Giugno 2015
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Tendenze

Published on number 35 of Images, Dicembre 2014

Il recupero degli edifici esistenti ubicati in luoghi di particolare pregio paesaggistico così come in tessuti di interesse storico-architettonico è in costante aumento. La crescente sensibilità verso una corretta valorizzazione degli agglomerati storici, vero patrimonio collettivo, ha portato alla conservazione di importanti edifici e, parallelamente, ha incrementato l’attenzione e la progettualità rivolta a quelle architetture definite minori che costituiscono il tessuto urbano. Vincoli paesaggistici e la raggiunta consapevolezza che il territorio è un bene limitato e prezioso da preservare e proteggere hanno talvolta fatto delle trasformazioni dell’esistente le uniche occasioni progettuali. In presenza di numerosi vincoli, una sempre maggiore attenzione viene rivolta dai progettisti agli spazi interni degli edifici.

Molti interventi di architettura contemporanea si sviluppano così a partire da edifici esistenti, con creazioni autentiche. Come spesso accaduto nel passato, gli architetti affrontano il tema del recupero delle strutture storiche, che devono essere riadattate ai modi di vivere contemporanei, attraverso la valorizzazione degli elementi architettonici storici combinati a materiali e tecnologie avanzate. In contesti e in edifici dove “non c’è niente da aggiungere” si riscoprono ed esaltano gli spazi interni valorizzandone le potenzialità di utilizzo ma soprattutto le geometrie, la luce e la materia.

Gli interventi più belli sono talvolta quelli che, seppur minimi, sono capaci di esaltare le specificità presenti. Le pagine che seguono presentano l’ampliamento di un edificio unifamiliare attraverso volumi rivestiti da tavole alternate di legno naturale e trattato, l’ammodernamento di un albergo storico in un suggestivo borgo medievale, la trasformazione di un antico fabbricato rurale dove si confrontano la forza e la purezza di materiali moderni e tradizionali ed un interno dove estese superfici in legno dialogano attraverso ampie vetrate con l’edificato ed il paesaggio circostanti.

Roberto Rosset ARCHITETTO

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Scelta di vita

Published on number 35 of Images, Dicembre 2014

Viviamo nel Golfo del Tigullio, in collina con il mare di fronte. Amiamo la natura, il silenzio e la solitudine, facilitati sicuramente dalla nostra natura ligure. Nel 1996 abbiamo cominciato a cercare una casa in montagna per poter sciare, camminare e giocare a golf. Dopo varie ricerche, siamo arrivati a Gressoney e ci siamo innamorati del posto, che rispondeva perfettamente alle nostre esigenze. La costruzione che ci è stata proposta risale al 1726, era praticamente abbandonata e la prima volta che l’abbiamo vista, al piano terra, ospitava un caprone, mentre al piano di sopra dei conigli.

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Gli interventi strutturali sono stati abilmente eseguiti nel rispetto della tradizione.

Non si poteva tuttavia non intravederne la bellezza e le potenzialità. La trattativa per l’acquisto dell’immobile è stata lunga e complessa, ora una volta terminati i lavori di ristrutturazione ed arredata, la viviamo con piacere appena ci è possibile. La costruzione, tipicamente Walser, presenta un basamento in pietra su due livelli e un soprastante stadel circondato da un caratteristico balcone a liste orizzontali. Le falde dell’unico e suggestivo tetto che copre i due volumi esistenti dell’edificio sporgono sui lati per proteggere le balconate sottostanti. Nell’intento di mantenere immutata l’immagine d’origine, gli interventi strutturali sono stati abilmente eseguiti nel rispetto della tradizione. La nuova destinazione d’uso prevede l’ingresso nella porzione centrale del fabbricato e due spazi ben distinti: la zona dedicata al riposo con un’ampia stanza padronale in cui troneggia un suggestivo camino ad angolo; e lo spazio “pubblico” con un soggiorno esposto a sud, quindi naturalmente luminoso, dove si apre l’area tecnica per la preparazione dei cibi che per precisa scelta contrasta con la rusticità dei legni.


Un’abitazione dove il comfort ed il riposo sono i cardini della progettazione


Lo spazio conviviale è suddiviso tra conversazione con imbottiti frontali rispetto al grande camino e pranzo, con il tavolo costruito riutilizzando un grande banco da falegname. Nell’ottica di realizzare un’abitazione dove il comfort ed il riposo sono i cardini della progettazione, il livello inferiore della struttura è stato dedicato al benessere, prevedendo una piscina di notevoli dimensioni, adatta al recupero ed al relax dopo le escursioni in montagna.

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L’area tecnica per la preparazione dei cibi per precisa scelta contrasta con la rusticità dei legni.

Nel complesso il lavoro di restauro è stato complicato e faticoso, ha comportato notevoli difficoltà per la nostra voglia di ottenere un’abitazione che avesse un buon dialogo con il territorio anche per quanto ha riguardato le scelte d’arredo. In una casa di Gressoney c’è questa scritta che ci ha colpiti e su cui abbiamo avuto modo di riflettere: “Per essere felici, bisogna vivere nascosti”, è una frase curiosa perché la nostra casa di frequente è piena di amici, ma per il tempo che rimane, in effetti, il silenzio e la pace attorno a noi sono la premessa indispensabile alla nostra pace interiore.

ARCHITETTO
ANNAMARIA LINTY

FALEGNAMERIA
ALPEN BAU

ILLUMINOTECNICA
ROBERTO PISTORE

IMPRESA
PIER PAOLO LINTY

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Charme, lusso e semplicità

Published on number 35 of Images, Dicembre 2014

Nella quiete del piccolo villaggio delle Crêtes, a Brusson, in Valle d’Ayas, è stato recuperato un tipico “Rascard” datato fine 1700, oggi documento storico. Ci troviamo in un mondo incantato, dove gli amanti dello sci e delle passeggiate non devono far altro che uscire per divertirsi sulla limitrofa pista da sci nordico che ha ospitato gare di coppa del mondo.

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Creare qualcosa di unico, speciale, fortemente connotato, seguendo un progetto di architettura alpina contemporanea

A pochi chilometri da Champoluc e dal comprensorio sciistico Monterosaski, La Maison de Dolphe, (nome dato in onore del nonno della proprietaria) concede ai suoi ospiti il privilegio di vivere l’emozione di abitare un vecchio edificio completamente recuperato a nuova vita; l’antica costruzione rurale dopo un importante lavoro di risanamento conservativo, è diventata uno chalet di charme adibito ad affittacamere e predisposto per un uso esclusivo con servizio alberghiero dedicato. Trattandosi di un documento storico, i lavori di risanamento sono stati lunghi ed impegnativi ed hanno richiesto significativi interventi strutturali. Oltre a numerose sottomurazioni si è proceduto internamente alla costruzione di un esoscheletro in cemento, collaborante con una struttura esterna che, essendo sotto tutela, non poteva essere toccata. Una volta consolidata la parte in muratura si è proceduto alla posa del rascard, ricostruito secondo le tecniche antiche con travi di abete come l’originale. Un grande intervento è stato realizzato sulle facciate, stuccate tutte a calce viva. I proprietari spinti dalla passione per il bello, con attenzione quasi maniacale, hanno dedicato tempo, impegno ed ingenti risorse per gli interni, cominciando con la scelta dei materiali, volendo creare qualcosa di unico, speciale, fortemente connotato, seguendo un progetto di architettura alpina contemporanea. L’obiettivo è stato quello di realizzare una struttura di charme con il massimo dei comforts nel rispetto della tradizione. Tutti i materiali sono stati accuratamente scelti all’insegna dell’eleganza, nel rispetto del passato ed in linea con le esigenze attuali.

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L’orditura del tetto a vista è in abete antico

L’ingresso al piano terra si apre su un open space che offre subito una calda sensazione di accoglienza: uno splendido doppio arco in pietra, elemento architettonico originale lascia presagire altre piacevoli sorprese! La zona comune è impreziosita da tessuti ricercati, da dettagli e complementi d’arredo antichi, da pezzi di design realizzati ad hoc da Gabriele Maquignaz, che con il suo estro artistico ha reso unica tutta la struttura con tele, pitture e sculture anche monumentali. I pavimenti in pietra si intonano con l’arco, il bardage tutto in abete antico lascia già immaginare l’atmosfera del rascard. Le camere sono caratterizzate da pavimenti in rovere piallato a mano, boiserie in abete antico prima patina, porte assemblate con pannelli in noce del 1700. I bagni sono stati realizzati con ampie docce e lavabi scavati nella pietra. Anche l’orditura del tetto a vista è in abete antico ed i particolari dei travi e delle pedate della scala che sale sul soppalco sono originali del vecchio rascard. L’idea dei proprietari, Nicole e Gabriele, era quella di creare un ambiente unico ed irripetibile offrendo ai propri ospiti uno chalet eslcusivo per stile e accuratezza nei dettagli, rispettoso della tradizione ma che unisse charme, lusso e semplicità. La bellezza della tradizione, la natura e l’arte sono qui riunite in un contesto che esprime l’accoglienza ad alti livelli.

TESSILE
LE TAPISSIER

LEGNI
ANGELI DEL LEGNO

MOBILI ANTICHI
LOEN DAUDRY

WWW.LAMAISONDEDOLPHE.COM

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Essenzialità alpina

Published on number 35 of Images, Dicembre 2014

L’Alta Savoia è un territorio dove la tradizione del costruito ha radici ben salde che ancora oggi sono fortemente caratterizzanti del paesaggio, anche per quanto riguarda le strutture di nuova edificazione. A Les Gets gli amanti della montagna trovano un vero e proprio paradiso: in inverno si scia in un immenso comprensorio di sci alpino, Les Portes du Soleil, che collega sci ai piedi l’Alta Savoia con il vicino Vallese. In estate le possibilità per scoprire il territorio facendo trekking o in mountain-bike sono numerose, inoltre si può giocare in un campo da golf a 18 buche.

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La purezza è il tema di questa abitazione: le linee sono semplici e fortemente materiche

Anche i turisti meno sportivi ma solo in cerca di natura, relax e genuinità, qui trovano l’ambiente perfetto. Tutta la perizia e l’esperienza del costruttore sono evidenti in questo chalet che esteriormente si presenta con un corpo di fabbrica in pietra e legno con finitura bruciata, ottenuto seguendo il naturale pendio del terreno, qui particolarmente scosceso. La copertura è in scandole di cedro rosso, quindi con un aspetto decisamente improntato sulle costruzioni tipiche della zona. Qui la definizione “tipica” è riferita agli edifici più antichi, di tipo rurale, che si trovano facilmente nella vallata, caratterizzati da strutture molto semplici. L’impresa ha realizzato un progetto sia strutturale che di arredo: al livello d’ingresso è stato creato un ampio garage, la cantina, una palestra con sauna e doccia aperta. Al primo piano 2 camere da letto, il grande spazio notte per i giovani, con un complesso sistema di letti a castello che permette di ospitare fino a 8 ragazzi e l’attiguo home cinema.

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Il contrasto tra i legni sbiancati e la pietra scura è di grande effetto e permette di apprezzare l’arredo molto lineare

Al secondo piano, il livello in cui il terreno presentava la maggiore porzione di spazio piano, è stato ricavato l’ampio soggiorno/cucina, con un importante camino centrale che riprende la forma della tipica “borne”, la cappa tradizionale, sospesa sulla pietra del focolare, qui costruita in legno vecchio, per conferire il solo ed unico tocco di rusticità ad un ambiente che è decisamente epurato da qualsiasi linea superflua rispetto l’utilizzo. La purezza è il tema di questa abitazione le linee sono semplici e fortemente materiche, l’abilità dell’impresa è anche stata questa: realizzare un arredo secondo una richiesta decisa del committente che desiderava valorizzare i legni impiegati, per sottolineare il gusto contemporaneo e gli spazi che hanno volumi decisamente importanti. In linea con questa scelta i legni sono stati trattati con colore chiaro ad acqua, per un’impronta di tipo ecologico, che ha portato anche a scegliere la pavimentazione in ardesia naturale, così come il piano lavoro della cucina, di pietra nera dello Zimbabwe. Il contrasto tra i legni sbiancati e la pietra scura è di grande effetto e permette di apprezzare l’arredo molto lineare. Una scelta importante è stata quella della progettazione degli impianti a corredo di questo chalet in domotico, un sistema innovativo che permette la gestione a distanza dell’illuminazione, del riscaldamento, dell’impianto di video sorveglianza, in primis, oltre che della sonorizzazione, dell’impianto tv, delle tapparelle elettriche semplicemente con un tocco su uno schermo.

 

ARCHITETTO
FRANCIS DESSOBERT

REALIZZAZIONE
CHALET GROSSET-JANIN

DOMOTICA
FUTUR IN MEDIA