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Matericità e gusto contemporaneo

Published on number 34 of Images, Dicembre 2014

L’Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico, dei volumi assemblati nella luce. (Le Corbusier). In questa realizzazione si possono trovare esattamente i termini del pensiero di quell’architetto visionario che è stato Le Corbusier: progettato e realizzato da Chalets Bayrou, questo elegante chalet in larice è una costruzione unica, raffinata e accogliente. È il frutto della fattiva collaborazione tra il costruttore, la decoratrice che si è occupata degli interni, Angélique Buisson, e Chalet Prestige, agenzia specializzata nella gestione e locazione dell’immobile quando non è utilizzato dalla proprietà.

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La decorazione abbina la matericità e l’impronta contemporanea

Siamo a Serre Chevalier, alpi savoiarde, celebrate dai successi dell’atleta Luc Alphand, campione di discipline sciistiche veloci, poi di automobilismo e altri sport adrenalinici; qui è stato realizzato uno chalet progettato per accogliere una famiglia numerosa e sportiva. Beyrou è un nome di riferimento, originari di questa zona, hanno realizzato oltre 1000 abitazioni in 125 anni di attività, acquisendo di diritto l’ambito titolo di referenti per quanto riguarda la costruzione di chalets di alto livello nelle Alpi francesi e svizzere. Il larice non trattato, di alta qualità tecnica ed estetica è il materiale privilegiato nelle realizzazioni Beyrou che si avvalgono di architetti capaci di dare forma ai sogni e concretizzarli su misura per clienti esigenti, dotandoli di moderne tecnologie, ponendo prima tra tutti attenzione all’ambiente ed alle energie rinnovabili.


L’Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico, dei volumi assemblati nella luce.

Le Corbusier


In questo sofisticato chalet la differenza è costituita dall’intervento di Angélique Buisson, già creatrice del prestigioso marchio Angel des Montagnes, conosciuta per la sua straordinaria capacità di abbinare materiali naturali con un gusto ed una raffinatezza molto personali. In questo lavoro la sua decorazione abbina la matericità e l’impronta contemporanea. È questa la filosofia di Angélique, la cifra stilistica che segna le realizzazioni che le sono affidate. Qui la linea di lettura è l’armonia dell’insieme, struttura e decorazione: al legno apparente e in alcune soluzioni lasciato addirittura con la sua corteccia, si abbinano elementi naturali dalle linee semplici come i tessuti di lana, la pietra il cuoio. Le lavorazioni sono minimali per non caricare l’ambiente.

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Il caldo abbraccio del legno di larice: moderno, naturale ed autentico

Le linee semplici della concezione della decorazione escludono ogni sovrappiù che possa inutilmente distrarre; l’armonia e la calma che ne derivano possono essere apprezzate a maggior ragione da chi vive nel caos quotidiano di una vita frenetica. L’abitazione costruita seguendo questo principio di semplicità si nobilita con linee confortevoli e design. La luminosità degli interni ha permesso di lavorare con tonalità di grigio molto decise e con arredi di cedro massiccio per il soggiorno; le stanze sono state realizzate in tonalità chiare con accessori design e biancheria di lino naturale. Lo chalet risulta piacevole per il caldo abbraccio del legno di larice, moderno, naturale ed autentico: il lusso di oggigiorno!

REALIZZAZIONE
CHALETS BAYROU

DECORAZIONE
ANGELIQUE BUISSON

GESTIONE
CHALET PRESTIGE

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Editoriale

Published on number 34 of Images, Dicembre 2014

Viviamo in un’epoca in cui niente è mai abbastanza, è mai sufficiente… Sappiamo ancora accontentarci? Abbiamo la capacità di cogliere le opportunità delle molteplici occasioni che possono capitare? Da sempre nel settore immobiliare ci sono “gli affari” e “le occasioni”, ecco allora che subito qualcuno parte con progetti e idee alla volta di ristrutturazioni e lavori di adattamento. Professionisti del settore sono in grado di realizzare proprietà magnifiche, dove budget più o meno importanti, permettono di sostenere iniziative fuori dal comune, vuoi per l’importanza dell’investimento, vuoi per l’opposto che porta a soluzioni interessanti: nella maggior parte dei casi è proprio l’intervento di un architetto che rende possibile l’ottimizzazione di un appartamento, facendolo diventare unico e personale.


La bellezza si crea e, quando non c’è, si cerca di inventarla


 

È senz’altro fondamentale la struttura, è decisamente determinante l’arredo, così come lo sono il tessile, gli imbottiti e l’illuminazione; accostamenti di materiali, forme e stili se studiati appropriatamente possono migliorare sensibilmente l’abitazione. Rispondo quindi alla domanda iniziale: è soddisfatto chi ha chiare le proprie esigenze e con buon gusto, inventiva e creatività realizza un’abitazione in cui regna l’armonia, dove entrando si coglie una sensazione di benessere, di idee e scelte decise. La bellezza si crea e, quando non c’è, si cerca di inventarla, tenendo presente che la fantasia è infinita e che gli umani sono campioni di riserve nascoste… Il concetto di bellezza è legato alla cultura, al gruppo sociale, alla sensibilità di una persona, alla moda ed al momento storico. Ciò che qualcuno giudica “bello” in un certo momento si può modificare nel tempo, quindi anche non piacere più.

Non è più vero il concetto che “una casa è per sempre”, il mondo evolve e le esigenze sono ogni giorno diverse, si abita una proprietà per un certo periodo, magari anche lungo, poi si cambia. Al variare delle esigenze e delle aspettative, le abitazioni ritornano sul mercato e c’è chi con entusiasmo è pronto a ricominciare!

Marinella Vaula

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Una realizzazione straordinaria

Published on number 34 of Images, Dicembre 2014

Esternamente è un volume esteticamente attraente, da considerare come oggetto distinto, unico nel suo genere; uno ”spazio architettonico”, sapientemente interpretato sfruttando il pendio naturale del terreno e rendendolo collaborante con la costruzione, adagiata in modo estremamente armonico. La struttura è interamente realizzata seguendo le linee dei materiali, semplicemente adattati all’esperienza quotidiana del vivere e dell’abitare. Qui si può considerare come l’uomo sia il vero padrone del mondo, il privilegiato che può dominare la natura, piegarla ai suoi scopi, trasformarla con le sue costruzioni.

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Volumi da scoprire, materici, con i graniti ed i legni imponenti

Siamo al Saint Hubertus Resort, a Cervinia, ai piedi del Cervino, montagna celebre e celebrata, magnetica tanto per gli alpinisti che per i turisti che desiderano scoprirla in tutta la sua prepotente maestosità. Gli interni sono spazi organizzati e progettati per viverli e starci dentro, fino ad esserne conquistati e condizionati; volumi da scoprire, materici, con i graniti ed i legni imponenti. Lo spazio abitato è addolcito da tessuti e metallo plasmato a formare lampade e complementi; l’abilità del noto progettista, l’architetto Savin Couelle, oggi nel suo ambito una delle personalità più originali, è stata quella di sviluppare la sua architettura, caratteristica per le creative strutture gettate. Il giusto equilibrio fra la tradizione e l’innovazione è qui perfettamente realizzato: l’analisi dei valori originari e l’interpretazione del contesto hanno portato ad una costruzione unica nel suo genere e per la sua localizzazione.

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La struttura è interamente realizzata seguendo le linee dei materiali, semplicemente adattati all’esperienza quotidiana del vivere e dell’abitare

La bravura dei proprietari è stata quella di permettere agli ospiti del loro Resort di calarsi nell’ambiente montano con la scelta tra 18 appartamenti tutti uguali ma differenti tra loro per taglio e visuale, con un raffinato servizio alberghiero a disposizione ed una SPA da fare invidia ai più pretenziosi centri benessere. Classe, privacy e la montagna più affascinante che si possa desiderare in un contesto decisamente alpino, dove non è difficile lasciare un po’ di cuore…

ARCHITETTO
SAVIN COUELLE

WWW.SAINTHUBERTUSRESORT.IT

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Abilità di ieri e di oggi

Published on number 34 of Images, Giugno 2014

Il progetto nasce come volontà di riqualifi care ciò che non deve assolutamente andare perso, ma recuperato e fatto rivivere con le esigenze di oggi. Ricerca e approfondimento delle tipologie strutturali e ambientali; studio dei caratteri compositivi; approfondimento della cultura tradizionale Walser; confronto e ricostruzione storica del particolarismo di questa cultura, sono state le basi per la progettazione. Il villaggio è adagiato in una verde conca ai bordi del fi ume Lys, praticamente alla testa della vallata di Gressoney.

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Il fascino dei legni d’epoca sapientemente recuperati

Gli Städel, così sono chiamate queste tipiche costruzioni, risalgono a un periodo che va dal 1660 al 1890. Per riuscire nell’intento di riportare a nuovo splendore il villaggio, mantenendone l’unicità architettonica, l’intera equipe, dal progettista, al costruttore, agli artigiani, hanno messo in campo tutto il know-how e tutte la creatività di cui disponevano. L’opera di recupero ha comportato diverse fasi costruttive: prima fra tutte la rimozione delle parti interne in legno: solai, pavimenti e rivestimenti, lo stoccaggio delle stesse sul posto, a seguire il restauro e quindi il loro riutilizzo in fase di fi niture interne. I lavori di tipo strutturale sono stati determinanti per il corretto recupero dei fabbricati, che oggi rispondono a tutti i requisiti per garantire una vivibilità ed un comfort di alto livello.

È stato necessario intervenire in fase progettuale per mantenere pareti in tronchi a vista e inserire intercapedini, vuoti sanitari, isolanti, e nonostante tutto mantenere le caratteristiche d’origine che prevedevano tronchi posizionati strategicamente a formare incroci “magici”, secondo superstizioni e leggende Walser. Dopo l’attento recupero il villaggio ora ha una sua nuova vita, le abitazioni sono state riqualifi cate, mantenendo intatto il fascino dei legni d’epoca sapientemente recuperati.

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un comodo appartamento uso vacanza, che ha un fascino particolare proprio perché rappresenta un documento storico

Questo appartamento in origine era la scuola del villaggio, alla base troviamo un volume che era destinato a stalla, mentre la parte sovrastante, lo chalet di legno, oggi è un comodo appartamento uso vacanza, che ha un fascino particolare proprio perché rappresenta un documento storico, un luogo dove ritrovarsi circondati dalla natura allo stato puro.

Impresa
CGB

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Materia e materiali

Published on number 34 of Images, Giugno 2014

Esistono frasi che alimentano l’anima e l’immaginario del progettista, ad esempio “Il vero lusso è quello che non si vede”, probabilmente è stata quella che più ha suggestionato quest’intervento. Precisa richiesta dei proprietari è stata di realizzare un’abitazione con un forte contrasto tra levigato e rugoso, con i toni chiari della quercia e della pietra lasciata nella sua matericità più autentica.

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I materiali danno uniformità all’intervento, rendendo l’abitazione singolare per la sua unicità

 

La progettazione è stata dettagliata e si è articolata nei più minimi dettagli, in modo tale che il proprietario potesse seguire l’andamento dei lavori a distanza, attraverso lo scambio di oltre 4500 e-mail sull’avanzamento del cantiere. La scelta dei materiali è stata studiata dai proprietari e dettata anche da fattori non trascurabili quali la durata nel tempo. Pur non essendo tipico del posto, siamo infatti nella Valle di Chamonix, è stato impiegato legname di quercia che, per la sua consistenza, corrisponde alle richieste dei proprietari; finito con sbiancamento e sabbiato o piallato a seconda del progetto.


un forte contrasto tra levigato e rugoso, con i toni chiari della quercia e della pietra lasciata nella sua matericità più autentica


 

La pietra, presenza che caratterizza l’intera abitazione, è granito locale, tagliato in notevole spessore e utilizzato in grande formato realizzato su preciso disegno dell’architetto, come rivestimento del muro del salone, base del camino e top della cucina; forte il richiamo con le pareti granitiche della catena del Monte Bianco, vera attrazione per un appassionato di montagna e di alpinismo come il proprietario. Altro motivo dominante la proprietà è il panno di lana, unito o lavorato a motivo spinato, declinato nei toni dal terra al grigio e al nero, con alcuni tocchi di colore a ravvivare l’attenzione: sono stati realizzati su misura imbottiti, copriletti, ricchi tendaggi che vestono le finestre dell’intero appartamento, assieme a pesanti tendoni di lino grezzo per i bagni.

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La pietra che caratterizza l’intera abitazione è granito locale tagliato in notevole spessore e utilizzato in grande formato!

I materiali danno uniformità all’intervento, rendendo l’abitazione singolare per la sua unicità: bagni in marmo bianco, stesse rubinetterie, stesse porte realizzate su disegno dell’architetto, così come tutto l’arredo di falegnameria artigianale eseguita su progetto. Tutto l’appartamento è uniforme, così come gli allineamenti delle porte, delle finestre… lo sguardo scivola e non si perde in ostacoli visivi sia verticali che orizzontali. L’abitazione è stata precisamente progettata per risultare riposante e per fungere da base neutra in cui il proprietario possa inserire oggetti d’affezione che in questo modo saranno messi in risalto.

Architetto
Delphine Gimet Lambert
Carole Falconnet

Tessile e Imbottiti
Arpin – Le Chalet De Jules

 

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Unica

Published on number 34 of Images, Giugno 2014

L’idea alla base della progettazione di questa proprietà a Courmayeur è stata quella di realizzare qualcosa di unico, di personale e molto speciale; la committenza da parte sua ha espresso una sola richiesta, quella di dare riconoscibilità alla costruzione, seguendo un tema tradizionale, con un progetto di architettura alpina rivisitata. La casa è composta da due corpi di fabbrica, su 3 livelli fuori terra e 1 livello interrato, in una posizione privilegiata con un magnifico panorama sulla catena del Monte Bianco.

Blurred imageLa realizzazione è stata un attento intervento di professionalità di altissimo livello
La realizzazione è stata un attento intervento di professionalità di altissimo livello

Il progetto con studiata astuzia ha previsto uno spigolo vetrato sul versante nord con vista mozzafiato sulla maestosa parete rocciosa del Monte Bianco, spigolo che offre una visuale panoramica dall’interno dell’abitazione, oltreché dall’ascensore, realizzato in vetro e personalizzato su disegno dell’architetto. La filosofia dell’intervento è stata di utilizzare materiali della tradizione, dunque sono stati impiegati legni e pietre autoctone come il legno di larice e la pietra new Cogne, sia per gli interni che per gli esterni, fatta eccezione per la pietra naturale di rivestimento della facciata, quest’ultima recuperata e lavorata durante il cantiere.

La proprietà è suddivisa in più appartamenti per soddisfare le esigenze di una famiglia di tipo “patriarcale” dove però ciascuno ha una sua ben precisa indipendenza, compresi gli eventuali amici, ospitati in unità autonome ma nella stessa costruzione. L’appartamento “master” è all’ultimo piano, con il tavolato della copertura a vista, in larice bio, lavorato con scolpitura e decori a mano su disegno creati in esclusiva per questa committenza; è su un unico livello con una grandiosa zona giorno con parete in lastra di onice retroilluminata, zona pranzo e zona conversazione-camino che culmina con lo spigolo panoramico in vetro. Il pavimento è intarsiato in legno di rovere a pannello quadrato, rivestimenti in larice bio leggermente spazzolato con molure.

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L’installazione di un’opera d’arte contemporanea sulla facciata dell’ingresso principale

Nell’ottica di dare continuità visiva e di permettere la lettura del tavolato delle falde del tetto nel suo insieme, la parte terminale della parete del soggiorno è stata realizzata in vetro. La stanza padronale ha un’armadiatura continua nella parete di fondo, rivestita di fi or di cuoio nella tonalità tabacco e ribattuta con piccole borchie in ottone, le ante celano la porta d’accesso al bagno principale, che è stato realizzato in granito nero assoluto, con inserto in onice. La particolarità del secondo bagno invece è di avere una continuità visiva nel rivestimento, ottenuta da una unica lastra di pietra di Courtil. La cucina è in acciaio Boffi. L’illuminazione diretta e indiretta è tesa a sottolineare le particolarità architettoniche e le scelte di lavorazione dei ricercati materiali impiegati.

L’abitazione è resa riconoscibile per un esterno del tutto particolare: balconi in legno con balaustra a doppio mancorrente, installazione di un’opera d’arte contemporanea sulla facciata dell’ingresso principale e grandioso giardino piantumato con essenze ad alto e medio fusto, perfettamente integrato con la natura circostante, in cui trova posto un’altra opera d’arte in granito nero. Il fabbricato si integra con il costruito del luogo, differenziandosi per la particolarità dei suoi elementi caratterizzanti, che pur utilizzando gli stessi elementi tradizionali, si distingue per la loro minuziosa selezione e particolare lavorazione, rendendo, per precisa scelta della committenza, la costruzione assolutamente unica, in uno scenario naturale straordinario.

Progetto e Direzione Lavori
Arch. Fabrizio Gandolfo
Arch. Marzio Cavanna
Arch. Cristiana Giua

Falegnameria
Arte Rovere Antico

Tessile e Imbottiti
Le Tapissier

Studio e Realizzazione Area Verde
Floricoltura Valdostana

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Vista sul Teatro romano

Published on number 34 of Images, Giugno 2014

L’edificio risalente per la parte maggiore ai primi del 1900 si trova in una condizione di estrema visibilità da un luogo centrale della città, della storia aostana e del turismo: affaccia infatti sull’importante sito archeologico del teatro romano; il suo recupero quindi ha posto non facili problemi di armonizzazione con il contesto visuale. Il volume ha forma di casetta urbana: finitura esterna ad intonaco, finestre inquadrate con una cornice.

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La magnifica vista sul Teatro romano

Il balcone al primo piano è sostenuto da modiglioni in pietra lavorata, la parte verso la piazzetta d’accesso costituisce un atrio aperto, dove troviamo la scala che sale al piano primo. La legge richiede a chi esegue trasformazioni edilizie ed urbanistiche di conseguire gli obiettivi della conservazione, del recupero integrato e della valorizzazione dell’insieme, con attenzione alle peculiarità delle parti, delle testimonianze storico archeologiche degli edifi ci, degli spazi aperti e delle reti infrastrutturali di interesse storico, artistico o documentario, nel rispetto delle specifi che componenti edilizie e di arredo che lo differenziano, favorendo il recupero abitativo. Qui l’obiettivo è stato pienamente centrato, l’intervento di manutenzione e restauro ha portato al risanamento conservativo con effettiva integrazione degli aspetti riguardanti il contenimento energetico con interventi radicali di isolamento termico.

L’edificio è composto da due unità abitative: una al piano primo fuori terra, con soggiorno-cucina, camera ed un bagno, terrazza con affaccio sull’area archeologica e taverna. L’altra al piano secondo fuori terra con accesso dal terrazzo a cui si sale con la scala esterna, composta al piano primo da disimpegno di ingresso, soggiorno- cucina, bagno e scala di accesso al piano superiore dove si trova un’ampia camera da letto con il suo bagno. Data la povertà costruttiva e strutturale, l’intervento, visivamente contenuto, ha previsto il radicale adattamento dell’edifi cio alla normativa edilizia; inoltre è stato necessario adeguare strutturalmente i muri portanti mediante interventi di rinforzo. Per conseguire un livello di comfort adatto allo standard attuale è stata realizzata la coibentazione con idonee cappottature ed un effi cace impianto di riscaldamento ad elementi radianti. Le due unità abitative sono differenti tra loro per una scelta radicale rispetto l’arredo: per quella al piano terreno si è optato per tonalità chiare e sofi sticata pietra antica a pavimento; quella al piano superiore è caratterizzata da colori vivaci e legno a doghe importanti per il rivestimento dei pavimenti. Entrambe le abitazioni hanno una sola camera da letto, molto spaziosa, arredata su progetto con un letto matrimoniale che nella testata ha inseriti due letti singoli.

Per quest’appartamento la scelta è stata di dare un tocco di colore
Per quest’appartamento la scelta è stata di dare un tocco di colore

 

La situazione abitativa è unica per la sua localizzazione, per scelta si è deciso di lasciare irrompere l’importante scenario esterno costituito da una testimonianza archeologica di inestimabile valore, dando precedenza assoluta a questa visuale. Ne consegue che gli interni sono stati realizzati privilegiando l’aspetto funzionale, facendo eseguire gran parte dell’arredo su progetto e su misura. Sono pochi ma veramente importanti gli inserimenti di pezzi d’antiquariato della tradizione alpina nelle zone soggiorno dei due appartamenti.

Architetto
Simonetta Viotto

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Spazioso ed accogliente

Published on number 34 of Images, Giugno 2014

Siamo in Valle d’Aosta, alla testa della nota vallata che prende il nome dal torrente Ayas che la percorre, lo scenario naturale è affascinante, su tutto domina l’imponente Massiccio del Monte Rosa, celebre per i suoi ghiacciai e per le imprese alpinistiche che qui si compiono. Nella quiete del piccolo villaggio di Cuneaz, a 2032 metri di altitudine, è stata recuperata una costruzione in pietra di grande interesse databile come epoca tra il 1700 ed il 1800, con il suo tipico lungo balcone in facciata.

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L’imponente struttura in legno recuperata dalla costruzione d’origine

Anticamente questa frazione che si trova sulle alture di Champoluc, era abitata tutto l’anno da quasi 80 persone, con una sua modesta autosufficienza per la stagione invernale dovuta all’attività di allevamento, dotata di forno per il pane, cappella votiva e scuola. La casa era pesantemente compromessa, ed il luogo impervio e non facile da raggiungere se non con mezzi 4×4; la classica baita d’alta montagna. Il primo intervento è stato quello di svuotare completamente l’edifi cio, intervenendo sui solai in legno vecchio, in modo da poterli riutilizzare dopo un radicale risanamento. Oltre la metà del piano terreno era invasa dalla terra, con piccoli scavatori è stata rimossa e ribassato il livello.


l’arredo è estremamente semplice e non invasivo


Il lavoro più difficile, delicato e lungo è stato quello di operare un severo rinforzo strutturale, procedendo a piccoli settori con sottomurazioni in cemento armato; questo edificio era veramente in pessime condizioni e naturalmente i muri esterni dovevano rimanere visivamente identici. Procedendo con estrema cautela è stato costruito un robusto esoscheletro interno conservando la sua pelle originaria; quindi è stato eseguito un grande intervento sulle facciate. Seguendo i disegni di posa delle pietre esistenti si sono ripresi con la stessa mano tutti i muri esterni arrivando così fino al tetto; si è trattato di un intervento delicato ma molto emozionante, più da archeologi che da muratori.

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Una cucina molto tecnica e la facciata con la balconata in legno tipicamente Walser

In seguito è stato rimosso il vecchio tetto, il nuovo naturalmente doveva rispecchiare il disegno precedente ma essere prestante per i freddi inverni di Cuneaz, la parte più complessa è stata lasciare gli importanti travi esternamente con le lose a vista e internamente con un pacchetto isolante corrispondente alle normative richieste. Una volta coperto il fabbricato è iniziato il lavoro: all’interno dove il legno è protagonista primario; la richiesta del committente è stata quella di creare un grande ambiente caldo e accogliente. L’imponente camino vetrato su tutti i lati è il cuore della casa, le stanze, come vuole la tradizione del rifugio di montagna, sono piccole e ricavate in modo tale da ottimizzare lo spazio a disposizione. All’esterno della casa una piccola dependance, il cui processo strutturale è stato identico a quello affrontato per la casa, dove è stato ricavato uno spazio benessere.

L’unicità di questa costruzione è certamente data dalla sua posizione, per questo in modo molto rispettoso l’arredo è estremamente semplice e non invasivo, curiosa e originale la scelta di non stirare la biancheria lasciando il lino nel suo aspetto di piega naturale.

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Tendenze

Published on number 34 of Images, Giugno 2014

Valorizzare i prodotti locali equivale a valorizzare il territorio. Porre l’attenzione sulle caratteristiche di questi prodotti contribuisce a svelare le peculiarità dei siti di produzione e talvolta la loro unicità; la conoscenza di questi elementi permette di mettere in evidenza ed esaltare quelle combinazioni di fattori irripetibili indissolubilmente legati alle caratteristiche che deliziano il gusto e l’olfatto.

Inoltre la storia, molto spesso, si intreccia con il fascino dei territori più preziosi e pregiati. Per sottolineare tali valori e dare uno scrigno adeguato a questi prodotti, nascono architetture di qualità decisamente interessanti. Il rapporto con il contesto geografi co e culturale ed un attento inserimento nel paesaggio risultano in questi casi elementi indispensabili a veicolare il corretto messaggio.

Quando poi la sensibilità di imprenditori committenti è in sintonia con questi principi, sorgono esempi, come quello di una catena di grande distribuzione austriaca, che dimostrano come la loro applicazione anche a strutture diffuse, a cui comunemente si pone minore attenzione, possa costituire un’enorme valorizzazione dei nostri territori.

Roberto Rosset ARCHITETTO