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Editoriale

Published on number 33 of Images, Giugno 2014

Realizzare un’abitazione vuol dire anche osare, rischiare, azzardare qualcosa che, a prescindere da qualunque regola più o meno consolidata, faccia piacere, nell’ottica di creare una casa unica, straordinaria e molto personale. Il costruito attorno a noi – facciamoci caso – nella maggior parte delle realizzazioni, ripete sistematicamente modelli già visti, “tradizionali”…

In pochi si discostano da uno standard che potremmo definire “rassicurante” proprio perché ripetuto e quindi conosciuto. Il mio impegno per quest’edizione è stato quello di trovare qualcosa che nella sua unicità potesse destare stupore: per scelte progettuali, per materiali utilizzati o riutilizzati, per localizzazione straordinaria. Questo concetto dell’unicità è presente ugualmente nella sezione “tendenze” esclusivamente con realizzazioni commerciali e industriali, a dimostrazione che anche per queste tipologie architettoniche è possibile costruire alcune cose originali.


In pochi si discostano da uno standard che potremmo definire “rassicurante” proprio perché ripetuto e quindi conosciuto.


Vorrei aggiungere che un’abitazione è un punto di incontro, un luogo dove c’è spazio per emozioni e ricordi e, per questo, non è mai finita: è possibile rendere unica ed irripetibile ogni casa; c’è sempre tempo per cambiare qualche parte, o modificare dei dettagli, perché a nostra insaputa o meno, attraverso la nostra sensibilità e passione, è un cantiere continuo…

Marinella Vaula

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Published on number 33 of Images, Giugno 2014
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Tra antico e contemporaneo

Published on number 33 of Images, Marzo 2014

Siamo in Valle d’Aosta, nella Valsavarenche, nel parco Nazionale del Gran Paradiso, orgoglio non solo valdostano, primo parco istituito in Italia con un territorio di oltre 70.000 ettari. Qui il tempo è scandito dalle stagioni e la natura si rivela in tutta la sua forza, permettendo di rivalutare l’importanza di misurarsi con i ritmi di un mondo da non credere ormai perduto.

Blurred imageLa stanza degli ospiti
La stanza degli ospiti

Ci troviamo a Nex, dove l’architettura è molto particolare: presenta granai di legno, risalenti al XV-XVII sec. che ricordano che nel Basso Medio Evo la casa rurale della valle era composta da vari piccoli fabbricati dedicati alla rimessa dei raccolti; questo conferisce al villaggio di Nex un grande valore in termini di testimonianza architettonica. Il toponimo “Nex”, poi, richiama il fatto che, nella cavità umida accanto alla strada d’accesso, veniva fatta macerare la canapa, largamente coltivata in zona nei tempi passati. Nex è un piccolo microcosmo di casette costruite in legno, sassi e pietre, completamente ristrutturato, con grande rispetto per il “canovaccio” originale, dall’ingegner Franco Binel, di Aosta, negli anni settanta del novecento. Ancora oggi, nonostante il tempo trascorso, questo è uno dei più begli esempi di recupero architettonico che ha permesso al villaggio di sopravvivere mantenendo l’immagine originaria.

La costruzione considerata è stata oggetto di un test al carbonio 14 fatto eseguire dall’amministrazione regionale della Valle d’Aosta, sulle travi di copertura, dal quale risulta come datazione “non oltre la fine del 1300”. La costruzione si presenta in tavoloni di larice di circa 10 cm di spessore, appoggiate a travi della stessa essenza, da 20 x 20 cm. ancorate ad un basamento in pietra di importante spessore. Una peculiarità interessante, originale dell’edificio, è la soluzione della facciata principale con una loggetta coperta, che definisce uno spazio esterno protetto, molto ben esposto, probabilmente utilizzata per essiccare fieno o frutti del raccolto, e che oggi si presta egregiamente per momenti di relax o convivialità in ogni stagione. La prima ristrutturazione degli anni ’70, seguendo gli usi dell’epoca, aveva risolto i rivestimenti interni con perlinatura in larice da 5 cm circa, scale interne anch’esse nello stesso materiale a gradini sfalsati, con spessori largamente sovradimensionati, un unico bagno al piano seminterrato e moquette ai pavimenti.

Tavole di larice originali
Tavole di larice originali

La ristrutturazione attuale, si è basata sull’assunto di valorizzare solo il larice antico, realizzando i rivestimenti interni con materiale attuale non legnoso e fortemente coibente e la scala in ferro, di disegno moderno, senza compromessi con la struttura d’origine. La ripulitura dell’interno ha messo in evidenza una bella soletta in larice rosso dell’epoca, e travi nella zona seminterrata, prima coperte e poco visibili. Gli impianti, tanto elettrico quanto idraulico, sono stati completamente rinnovati e messi a norma. Il paramento esterno è stato trattato con prodotti che hanno consolidato il legno antico, senza variarne colore e struttura. Dato che la committenza fin dall’inizio dell’intervento ha espresso il de-siderio di avere un’abitazione confortevole, vivibile tutto l’anno e realizzata con materiali più consoni ad uno stile di vita contemporaneo, l’arredo è stato eseguito su disegno, mentre i complementi d’arredo sono stati scelti con attenzione tra quelli dei maggiori maestri del design contemporaneo che più corrispondevano alle ambizioni della proprietaria.

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Legni vecchi e comfort assoluto

Published on number 33 of Images, Marzo 2014

Questa ampia costruzione, suddivisa su più livelli, rappresenta il modello perfetto dell’unione di vecchi legni trattati e rifiniti a spazzola, con elementi d’arredo ultramoderni. Il proprietario desiderava che gli interni, sia pareti che soffitti, fossero eseguiti in legno vecchio, così è stata decisa una lavorazione semplice del materiale, per non sovraccaricare l’insieme e nel contempo mantenere delle linee leggere e raffinate. Identico ragionamento è stato seguito per la progettazione delle stanze, in cui la scelta della realizzazione lignea “all over” poteva facilmente condurre ad ottenere locali poco confortevoli, viceversa giocando su volumi e livelli differenti anche nelle stanze la linea generale di leggerezza è stata realizzata agevolmente.


Raffinati contorni in metallo nero ed il rivestimento in legno antico: un dialogo interessante tra legni vecchi e modernità


Dunque nell’ottica di creare un dialogo interessante tra legni vecchi e modernità un ulteriore importante apporto è stato conseguito con la messa in opera di materiali naturali contemporanei. L’ampio salone ospita tre spazi imponenti: la zona pranzo, lo spazio relax/conversazione e la parte dedicata al grande camino. Proprio il caminetto è la dimostrazione del dialogo perfetto e continuo ricercato in questa proprietà: un disegno puro e contemporaneo con il suo raffinato contorno in metallo nero ed il rivestimento in legno antico. Tutta l’ampia ed articolata zona soggiorno beneficia di un soffitto a doppia altezza, oltreché di un rapporto privilegiato con l’esterno che dialoga egregiamente con gli interni attraverso grandi finestre vetrate. Nei bagni l’arredo ha linee molto essenziali: i piani dei lavelli sono stati costruiti sul posto in malta cementizia successivamente cerata e lucidata; oltre ai legnami posati per muri e soffitti, il rivestimento dei pavimenti è estremamente contemporaneo in grès nero. Per la piscina è stata realizzata la grande vasca in cemento armato rivestito di resina poliestere, mentre è la pietra naturale che ne riprende le tonalità blu-grigie per bordo vasca e ambienti circostanti. Un abile gioco di lastre a specchio moltiplica lo spazio apportando una profondità notevole.

Blurred imageTutta la maestria degli artigiani del legno per questo soggiorno
Tutta la maestria degli artigiani del legno per questo soggiorno

Per tutta l’abitazione è stato scelto, in linea con il concetto di modernità, un parquet di rovere a larghe tavole, in tonalità chiara, per conservare una relativa luminosità. Per la cucina, nell’ottica di valorizzare un volume architettonicamente rilevante, aperto in prossimità dell’ingresso principale, l’esigenza era di creare uno spazio tecnico adeguatamente attrezzato, ma altrettanto mimetizzato da non risultare impattante. Il risultato conseguito è d’eccellenza, con zona tecnica su misura e piano di lavoro in cemento colorato e cerato nella stessa tonalità del legno. La decorazione di questa importante proprietà è sobria e contemporanea, in linea con un gusto montano grintoso e raffinato.

Il calore di legni vecchi si sposa magnificamente con il piano cucina in cemento laccato e le lastre in Gres del pavimento
Il calore di legni vecchi si sposa magnificamente con il piano cucina in cemento laccato e le lastre in Gres del pavimento

La sapiente lavorazione di legni vecchi ed il loro utilizzo ottimale dalla struttura ai rivestimenti, nonché agli arredi su misura, ha condotto alla realizzazione di una proprietà corrispondente esattamente alle esigenze della committenza, con particolare attenzione alla dimensione umana, all’abitabilità ed al comfort, risultato raggiunto grazie ad un’equipe progettistico-operativa di alto livello tecnico e di grande esperienza.

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Un comfort abitativo senza pari

Published on number 33 of Images, Marzo 2014

Espressione dell’attenta ricerca da parte di una giovane famiglia desiderosa di trovare una sistemazione in una località montana di prossimità, che garantisse privacy e tranquillità, con la possibilità di praticare sport in un comprensorio adeguatamente esteso ed attrezzato, per questo moderno chalet è stata individuata la località di Les Carroz d’Araches, a pochi chilometri dalle vicine località di Annecy e Thonon, così come in prossimità di Ginevra. Probabilmente è proprio per questo motivo, cioè localizzato al crocevia di molteplici strade, che questo paese si chiama così… Rispondendo pienamente ai requisiti richiesti, la residenza, di nuova edificazione, è stata progettata seguendo i principi costruttivi tipici delle case alpine: struttura portante in cemento armato come basamento, quindi realizzazione secondo il progetto utilizzando il legno.

Blurred imageL’ampia cucina con il grande tavolo
L’ampia cucina con il grande tavolo

Perché costruire con il legno? Essenzialmente per un motivo unico: è un materiale sano dal comfort abitativo senza pari! L’impresa che ha eseguito il lavoro si è fatta carico di progettare e realizzare l’abitazione chiavi in mano, fabbricando tutti gli elementi che costituiscono la casa, in questo caso abete e vecchi legnami, costruendo su misura in azienda ogni costituente l’edificio: dalla struttura portante ai serramenti per finire con gli elementi d’arredo; questo applicando le più moderne tecnologie a disposizione, ed impiegando un centinaio di operai specializzati che in stabilimento praticamente preparano tutti i pezzi necessari per il progetto seguendo poi il loro montaggio sul posto.


Le scale, valorizzate da un’attenta illuminazione, sono l’elemento decorativo più forte che troviamo.


Valorizzazione delle competenze, passione ed entusiasmo portano a risultati di alto livello che, uniti a conoscenza ed esperienza pluriennale nel settore possono garantire al cliente finale un prodotto affidabile e qualitativamente ineccepibile Edificare una casa in legno trasformando la materia prima ed assemblando gli elementi con materiali naturali è, ricordiamolo bene, un sistema che rispetta l’ambiente e riduce emissioni nocive; inoltre l’abitazione così ottenuta, basata sui principi costruttivi della bioclimatica ed avvantaggiandosi dei più avanzati sistemi tecnologici, porta ad un comfort abitativo davvero a livelli molto elevati. Dunque realizzata la struttura nei suoi vari elementi, la scelta del cliente è stata di posare per l’intera superficie, pavimentazione e scale, parquet in quercia. Proprio le scale sono l’elemento decorativo più forte che troviamo: come detto sono in legno e la progettazione è stata di mettere a vista la struttura, creando una sorta di “gabbia” a vista, che è ulteriormente valorizzata da un’attenta illuminazione. Lo chalet si sviluppa su tre livelli: entrando si percepisce immediatamente che il volume è di tutto rispetto, un living spazioso su cui si apre la cucina a vista, e, separata, una zona dedicata agli ospiti costituita da due ampie stanze comunicanti con un bagno.

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La stanza dei più piccoli

Il livello superiore accoglie la zona notte con un’area dedicata ai bambini e la stanza padronale che è servita da un bagno affacciato sul bosco. Al piano seminterrato si trovano la zona fitness, l’home cinema ed i locali accessori. Nulla è lasciato al caso, le luci sono attentamente studiate e un sistema domotico avanzato permette di comandarle insieme con tapparelle e musica che rende l’ambiente particolarmente accogliente, anche grazie alla scelta dei tessuti che “vestono” gradevolmente l’abitazione.

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Contemporaneo e lineare

Published on number 33 of Images, Marzo 2014

Il progetto si è sviluppato con l’intento di ottimizzare il recupero di un fabbricato degli anni ’50, a Courmayeur, immerso nella fitta vegetazione della località Plan Gorret alle pendici del Monte Bianco. Un’intensa collaborazione tra committenza e progettisti incaricati ha portato alla realizzazione di una ristrutturazione particolarmente interessante, di stile moderno ed essenziale in grado di legare la storicità della costruzione con le nuove esigenze funzionali ed impiantistiche richieste per legge. L’edificio in origine era costituito da un monoblocco in pietra con finiture ad intonaco, di colore chiaro, privo di caratteristiche architettoniche di rilievo.

Blurred imageTecnica mista ferro e legno per i solai a vista.
Tecnica mista ferro e legno per i solai a vista.

L’esigenza funzionale delineata dalla committenza era di studiare le volumetrie esistenti, in modo da creare angoli conviviali distinti, che potessero essere vissuti in completa libertà: da qui l’idea di eliminare qualsiasi elemento in muratura fisso e vincolante, lasciando spazio ad elementi di “arredo” come separatori di funzione: il camino centrale ben si inserisce come componente tecnologica di aggregazione; quest’ultimo oltre ad assolvere ad un compito prettamente tecnico di riscaldamento, crea una disgiunzione spaziale tra la zona pranzo e soggiorno; idem per l’elemento scala, in grado con la sua trasparenza di lasciare a vista l’intera pianta, pur frazionando la parte ingresso dalla cucina. In generale, tutti i nuovi interventi realizzati sull’esistente, sono stati fatti con tecniche e materiali riconoscibili, in modo da non celare la vera essenza dell’origine del fabbricato storico: in primo luogo sono leggibili i solai, questi ultimi costituiti da una tecnica mista ferro/legno; consolidati con microgetto di calcestruzzo vibrato.

A seguire il nuovo corpo scala, realizzato come per tutte le strutture portanti in ferro, le parti lignee del tetto e dei solai, sono state finite con uno speciale trattamento, in grado di lasciare la naturalezza della venatura del legno, richiamando un colore tipico dei legni invecchiati dal tempo. Le murature esistenti sono state pazientemente pulite e stuccate con calce naturale a giunto raso muro. L’illuminazione, attentamente studiata, è realizzata mediante luce indiretta proiettata da fasci di led a basso consumo, fatta eccezione per le zone di lavoro della cucina o dello spazio pranzo, dotate di illuminazione ad incasso con luce zenitale. La produzione di acqua calda per uso sanitario/riscaldamento è garantita da un impianto centralizzato a GPL, collegato ad un sistema di produzione di energia da fonti rinnovabili, nello specifico pannelli solari, in grado di soddisfare più del 40 % di autoproduzione di energia ad emissione zero. Un complesso sistema di termostati per ambiente gestisce la climatizzazione che, a seconda del piano e dell’esposizione, ottimizza il rendimento energetico dell’intero edificio. Lo sviluppo degli arredi è stato realizzato espressamente su misura, con uno stile contemporaneo e lineare.

La stanza padronale con il caminetto
La stanza padronale con il caminetto

Il rigore della forma e della superficie lascia spazio all’espressività estetica e sensoriale propria del legno, usato in larga parte dell’arredo: la vena ed i nodi dell’essenza lignea utilizzata appaiono in trasparenza velati da una tonalità di grigio, elemento atto a mantenere l’originalità del naturale invecchiamento del legno ad opera del tempo. In netto contrasto per tonalità e finitura spiccano alcuni elementi importanti della casa, per esempio il caminetto della zona living rivestito con lame di legno di rovere tagliate a piano sega che richiamano la composizione tridimensionale dei rivestimenti in pietra presenti nell’ambiente. Nella cucina il legno viene invece impiegato in contrapposizione agli elementi high-tech; il bancone di rovere incornicia, quasi abbracciando, l’isola tecnica, che è realizzata interamente in acciaio.

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Concetto Abitativo

Published on number 33 of Images, Marzo 2014

In origine la costruzione era una vecchia rimessa in legno in pessimo stato, talmente ridotta male che praticamente sarebbe stato più semplice abbatterla… La sfida per il giovane architetto si fondava sulle possibilità di sviluppo e di ottimizzazione degli spazi dentro ad un volume che non poteva essere modificato per esigenze urbanistiche. Con l’idea di farne la propria abitazione, lo scopo era duplice perché si presentava l’opportunità di trasformare la struttura in un modello: un esempio dello stile, dell’impronta, del “sentire” di un giovane professionista che, compiuti gli studi e visto realizzazioni un po’ in tutto il mondo, rientrato nel luogo d’origine ha la ferma intenzione di lasciare una traccia della sua concezione dell’architettura di montagna.

Blurred imageEsterno notte, grande purezza e simmetria architettonica.
Esterno notte, grande purezza e simmetria architettonica.

Qui infatti leggiamo in modo molto chiaro lo stile dell’architetto, la sua filosofia e la sua convinzione della direzione verso cui dovrà tendere l’evoluzione delle costruzioni alpine: linee pure, architettura audace, tendenza contemporanea nelle forme e nei volumi, attenzione per la qualità dei materiali e all’eco-sostenibilità. Lo chalet è provvisto di una pompa di calore ed è stato isolato con lana di roccia di spessore variabile dai 30 ai 35 centimetri su muri e tavolato del tetto. Il rivestimento realizzato con listelli di legno permette di proporre un effetto visivo “dentro-fuori” che interagisce egregiamente tra gli elementi della facciata in ferro Corten e le ampie finestrature.

La forza del paesaggio esterno irrompe prepotentemente nell’abitazione, così come è molto forte l’immagine che dall’esterno si percepisce della vita quotidiana di chi abita questa proprietà: è l’architetto che sostiene questo principio, per lui infatti tutti gli esseri umani sono degli attori nel teatro della vita. Ecco così spiegata la scelta. L’aspetto generale della costruzione è di grande purezza e simmetria. Si entra in questo “contenitore” accedendo dall’esterno ad un piano terra luminoso e caratterizzato da un living con un’importante cucina all’americana. Le ampie superfici vetrate permettono oltreché di godere di luce naturale, anche di approfittare di una impagabile sensazione di libertà. L’ampio volume aperto del soggiorno è stato reso possibile grazie a rinforzi strutturali in ferro che sono stati lasciati a vista, colorati in grigio antracite. Tutta la gamma di colori adottata per l’abitazione è sui toni del bianco e nero, nelle sue sfumature. Qui a pavimento sono stati posati dei pezzi ceramici di grandi dimensioni 120 x 60, poi anche utilizzati nei bagni.

Stanza d’angolo per gli ospiti.
Stanza d’angolo per gli ospiti.

Al livello superiore cui si accede con un’ampia scala, si trova la zona notte per gli ospiti: due camere ed uno studio, con i bagni. Anche qui le due stanze da letto godono di una vista magnifica una sui Drus e l’altra sul Brevent, due tra le cime più rinomate della catena del Monte Bianco. Al piano superiore un unico spazio accoglie la stanza padronale, in un enorme volume dove ci sono solo le tramezze necessarie per bagno/doccia e testata del letto. Grazie ad una superficie vetrata aperta sui quattro angoli della casa, la stanza ha una vista magnifica. Non è un’abitazione comune, qui siamo in un contenitore in cui l’architetto ha messo dentro dei concetti abitativi che vanno oltre la progettazione e conducono verso ragionamenti, e di conseguenza realizzazioni, in cui filosofia e architettura si incrociano tendendo dei ponti immaginari verso un futuro di forme e possibilità assolutamente innovative. La tradizione e la forza naturale del territorio sono fermamente salvaguardate nella scelta dei materiali

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Tendenze

Published on number 33 of Images, Marzo 2014

L’inverno in montagna è sinonimo di neve. Un manto bianco ricopre il paesaggio e per mesi prati, case, rocce, boschi si trasformano quasi mostrando nel caso delle architetture il “negativo fotografico” dell’immagine estiva. Sì, perché le pareti bianche, che spiccavano nel verde dei prati, nel paesaggio innevato si annullano mentre le murature in pietra ed i rivestimenti in legno, i cui colori prima si armonizzavano con l’ambiente, all’improvviso diventano visibili e segnano un paesaggio diverso.

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Ha l’aspetto di una tenda rivestita di una trama di tronchi e giace su un leggero pendio immersa in un paesaggio dominato dal bianco della neve.

La luce naturale, calda e avvolgente nella stagione estiva, potenziata e riverberata dalla neve diventa intensa e accecante. Si modifica anche la percezione delle architetture destinate ad abitazione, che diventano rifugi e sono associate psicologicamente a spazi caldi e protetti che lasciano fuori freddo e natura, anche quando sono caratterizzate da ampie trasparenze che nella bella stagione davano la sensazione di vivere sotto un semplice riparo.

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Un prototipo, un’architettura sperimentale che nasce da una precisa ricerca sui temi della naturalità e della sostenibilità dell’abitare.

Non ultimo, dal punto di vista tecnico la presenza della neve che si accumula contro le pareti e ricopre i tetti determina la necessità di mettere in atto precise soluzioni costruttive per sostenere i carichi, evitare infiltrazioni e il deterioramento dei materiali. Può sorprendere scoprire quanti aspetti connessi alla neve possono influire sul modo di pensare e progettare in paesaggi montani. Ma c’è chi li sa sfruttare!

Roberto Rosset, architetto

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Editoriale

Published on number 33 of Images, Marzo 2014

Quindici anni di sollecitazioni a sognare il bello, di episodi, di date da rispettare, di ricorrenze…. Tante immagini, a cominciare da quelle scattate ancora su rullino, ad oggi con un digitale che permette cose fantastiche impensabili fino a pochissimo tempo fa. Studi di architettura non terminati i miei, un piccolo rimpianto che si affranca ad ogni uscita di questa rivista che è solo mia e di cui rivendico oneri e onori: l’inizio è cominciato in altra maniera, con una forte vocazione turistica che si è trasformata un po’ sui miei interessi e molto sulle richieste del “mio pubblico”, dei miei lettori che neanche a sognarlo potevo sperare così numerosi! Le abitazioni sono diventate il tema portante di images, i modi di vivere le case e l’architettura alpina in genere, è diventata una rivista che si è fatta conoscere per le sue peculiarità, per il suo proporsi sempre in modo elegante, mai sopra le righe.


Conoscenza del mestiere, tecnica, sensibilità. Ogni volta, quando entro in una casa, cerco di capire cosa comunica.


Siamo conosciuti e riconosciuti sull’arco alpino, andiamo oltre i confini delle celebrate montagne per prendere posto anche presso chi la montagna la vive saltuariamente, ma ne apprezza le caratteristiche; è nata bilingue la mia rivista, italiano e francese, non per sofisticatezza, ma perché nasce in Valle d’Aosta dove il bilinguismo con il francese è quotidianità. È vero, i lettori sono ormai tantissimi, forse dovrei pensare all’inglese, più internazionale mi dicono… ma rimango convinta che il linguaggio su images è un susseguirsi di aggettivi molte volte superflui: parlano le immagini, quindi scusatemi tanto, ma italiano e francese rimangono così, a cornice di un linguaggio più universale che è quello delle fotografie. Conoscenza del mestiere, tecnica, sensibilità. Ogni volta, quando entro in una casa, cerco di capire cosa comunica, nella ricerca di quel gusto alpino che ciascuno interpreta e declina in modo personale. Questo mi sento di scrivere oggi, quando è ormai prossima la stampa di questo numero 30 che ho tanto aspettato e che ora guardo già con distacco, pronta a percorrere ancora, spero insieme a tutti voi e a tanti altri nuovi lettori, i sentieri e le strade di queste amate Alpi.

Marinella Vaula

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Il valore della convivialità

Published on number 33 of Images, Febbraio 2014

Questi chalets, situati a Vallorcine, lontano dalla confusione di Chamonix, sono stati recentemente costruiti utilizzando metodi antichi. Siamo in una frazione costituita da quattro edifici, accessibile non soltanto dalla strada che collega Chamonix alla Svizzera, ma in inverno anche con gli sci ai piedi. Un bell’insieme di pietre di montagna, di larghe tavole di legni incrociati, ricoperti da tetti di tegole di legno che ricordano i vecchi rascard Walser che si trovano in Valle d’Aosta o nella regione svizzera del Valais.

Questi chalets sono stati recentemente costruiti utilizzando metodi antichi.
Questi chalets sono stati recentemente costruiti utilizzando metodi antichi.

La collocazione degli chalets è stata concepita per concedere agio a tutte le unità, in modo che ciascuna possa godere della propria terrazza privata dove concedersi piacevoli momenti di relax al sole, con lo splendido panorama del massiccio delle Aiguilles Rouges. In estate, i campanacci delle mucche, al pascolo nei prati fioriti accanto, si confondono con il canto degli uccellini, poiché questa parte della frazione non è accessibile alle auto. All’interno arredi design sono stati realizzati per contrastare con il carattere piuttosto rustico della struttura delle costruzioni. Seguendo la tradizione, la douglasia, legno dal carattere robusto simile al larice, è stato bruciato all’esterno e soltanto sabbiato all’interno, così da ottenere un effetto invecchiato. Il costruttore, originario del Juras, ha concepito e realizzato numerosi chalets nella valle e la sua impronta è ormai riconoscibile a Chamonix, poiché soltanto lui sa disegnare queste realizzazioni in legno. Entrando è il profumo delicato del pino che vi accoglie: il pavimento è ottenuto da grandi e rustiche lastre di ardesia grigia, lo stesso colore si ritrova nei tessuti di lana che compongo i tendaggi e i rivestimenti dei divani. L’insieme degli arredi interni è stato concepito in legno spazzolato o in metallo, così da evitare l’utilizzo di troppi elementi e richiamare ad una unicum confortevole ed appagante. Sui pavimenti o a ricoprire le panche troviamo pellicce chiare, in un’ambientazione accogliente che risulta ovattata alla luce tenue delle candele.

Blurred imageGli interni sono volutamente semplici
Gli interni sono volutamente semplici

Questo progetto vede la luce grazie ad una storia d’amore: l’incontro di Thierry e Nathalie 19 anni or sono a Lione; sin dall’inizio del loro rapporto hanno desiderato lavorare insieme ad un progetto comune che avrebbe dovuto svilupparsi a Vallorcine, dove l’attività economica poteva essere potenziata. E poi l’amore che li ha legati a Vallorcine, terra allietata dal suono dolce delle sue acque, dalle splendide montagne, e dai camosci che si possono addirittura osservare dalle finestre. Il loro percorso professionale, lui direttore artistico in un’agenzia di comunicazione, lei dirigente in una rete televisiva, ha influenzato fortemente la realizzazione di questo progetto. La complementarietà dei loro profili è risultata fondamentale per la nascita di questa attività, ma anche per quella della loro ultima creazione: il “Café Comptoir”, un ristorante adiacente, dallo spiccato spirito del bistrot-atélier. L’ambientazione, simile a quella degli chalet destinati all’affitto, unisce autenticità e spirito contemporaneo; un’atmosfera unica, di grande charme, ottenuta dai materiali e dalla sapiente concezione delle luci. Thierry e Nathalie avevano questa gran voglia di cambiare la loro vita per riscoprire il valore della convivialità, per questo sono nati gli “Chalets du Plane”: non si può fare a meno di constatare che sono perfettamente riusciti ad evocare quell’atmosfera che auspicavano.

CHALETS DU PLANE

LE CAFÉ COMPTOIR

Foto
DIDIER MICHALET