Siamo stati saggiamente guidati: dalla suddivisione degli spazi alla scelta dei materiali che, su nostra esplicita richiesta, dovevano riportare all’ambiente naturale alpino. Da qui la scelta di elementi trattati in modo naturale come la pietra e il legno, con l’accostamento di alcuni componenti di design che per forma e colore restituiscono all’ambiente equilibrio e calore, tipici dell’architettura montana.
Il progetto si sviluppa da uno sfondo neutro rappresentato dal pavimento in legno di rovere trattato ad olio con una leggera sbiancatura, che uniforma l’ambiente, mettendo in risalto gli arredi, la cucina e gli elementi decorativi; nel complesso ne deriva un’abitazione sobria e raffinata, dove la semplicità di forme e materiali si fonde con elementi di design per dare origine ad uno stile essenziale e molto personale di cui siamo innamorati per la piacevole sensazione di benessere che si percepisce entrando in casa.
Protagonista è la scelta di materie trattate in modo naturale come la pietra e il legno, con l’accostamento di alcuni elementi di design che per forma e colore restituiscono all’ambiente equilibrio e calore
In particolare abbiamo subito amato la tonalità di colore del legno naturale in larice bio, che, sapientemente selezionato e lavorato, porta quell’atmosfera calda e rilassante che volevamo conferire alla nostra casa; della pietra di quarzite naturale a spacco abbiamo immediatamente apprezzato le sue molteplici sfumature e le forme un po’ strane che assume con la lavorazione.
In particolare abbiamo subito amato la tonalità di colore del legno naturale in larice bio che porta quell’atmosfera calda e rilassante che volevamo conferire alla nostra casa
La trasparenza e la continuità dei materiali, viene esaltata dall’utilizzo inconsueto di elementi vetrati come per la balaustra di protezione della scala, o per gli inserti in vetro della parete mobile della zona studio, che accostati al legno creano continuità di materiale, pur definendo precisamente le diverse funzioni della casa. La stessa filosofia ha ispirato la zona notte in cui ritoviamo legno e inserti vetrati, in particolare l’armadio della camera matrimoniale in legno con ante scorrevoli con l’inserimento di elementi in vetro laccato “Lacobel” nero, che esalta gli ambienti interni e ne intensifica i colori attraverso scintillanti superfici di luce, portando degli effetti di profondità su una parete piena.
Cos’è l’armonia se non la mediazione di due entità distinte che insieme creano un nuovo che c’è e non c’è allo stesso tempo? Vi sono dimore che hanno il privilegio di offrirti una visione verso l’esterno a 360°. Sono abitazioni rare e, a volte, per certi versi anche estreme.
Parliamo delle torri. La torre è un confine abitato, tra la terra e il cielo. Una soglia “sospesa”, non per tutti. Dove la luce del giorno e della notte scandiscono il ritmo di chi ci abita. Un tempo e un luogo mutevoli quindi, non definiti. Una torre fra le alpi, ma, in certi giorni di neve, tra le nebbie, postresti anche pensare di essere in un faro e sentire sotto di te il mare.
In certi giorni di neve, tra le nebbie, potresti anche pensare di trovarti in un faro e immaginare il suono del mare
É da queste istanze che parte il progetto recupero di questa torre, subito evidente dai colori, il bianco con la sua straordinaria apertura alla luce, l’azzurro-smeraldo dei vetri e il legno naturale. In fondo la vita è dualismo e ambivalenza: notte e giorno, bianco e nero, maschio e femmina. Ce lo ricordano le 2 lampade tra le arcate delle finestre, LightNight & DarkDay, che “scrivono” attraverso la luce l’eterno ciclo della natura. L’attento intervento di recupero e una progettazione d’interni tra arte e design, amplificano il valore esclusivo della torre.
Alcuni arredi di recupero sono stati oggetto di manipolazione. Alle sedie di tipo tradizionale, è stata tagliata una parte dello schienale, rendendole più contemporanee. Questa “ferita” è stata evidenziata da una laccatura bianca e le parti tagliate sono state installate nella parete delle scale, in cerchio, come intorno a un tavolo immaginato, il tutto “immerso” nel bianco del muro.
Contenuta, silenziosa e appartata è disposta su due livelli a pochi passi dal centro storico di Aosta, Collocata al culmine di un originale palazzo degli anni ‘50 con delle originali ed eleganti finestrature, la Torre gode di una vista a 360° sulle montagne e la città. Il living è perfettamente attrezzato attrezzato con elettrodomestici di ultima generazione.
Il livello superiore, grazie alle feritoie orizzontali e verticali a pavimento è ben arieggiato e portano una luminosità diffusa che dà alla zona notte un’atmosfera morbida e rilassante. Di fronte al letto c’è il bagno, un box satinato sospeso su una striscia strutturale in ferro e vetro. La doccia è a scomparsa. L’armadiatura taglia in obliquo il tetto mansardato per dare più profondità a un ripostiglio ad angolo.
La Torre, un tempo, era utilizzata come studiolo di disegno per gli arredi realizzati nei laboratori artigianali che si trovavano al piano terra.
Esistono dei luoghi dove si sta bene, dove è possibile rilassarsi, ritrovare se stessi e ricaricare le batterie: l’ambiente montano è uno di questi. È in tale dimensione che si possono scoprire situazioni in cui ciascuno ha realizzato il proprio “nido”, quel luogo dove passione per la casa, per l’ambiente in cui è inserita e sogno si fondono in qualcosa dove calarsi per stare bene, per sentirsi sicuri, avvolti, protetti…c’è un termine: “cocooning” che descrive egregiamente quanto detto; credo che sia esattamente quello che riassume in una sola parola questo “stare bene in casa propria”, in mezzo a piccole e grandi cose care che fanno dell’abitazione quel famoso “buen retiro” dove si è un po’ in vacanza, un po’ nascosti per sentirsi fuori dal mondo, appartati, in compagnia di ciò che è stato scelto a volte con il cuore a volte con studiata meticolosità, certamente con passione.
c’è un termine: «cocooning» che descrive egregiamente quanto detto; credo che sia esattamente quello che riassume in una sola parola questo stare bene in casa propria
A differenza di quello che facilmente si può immaginare, non sono i grandi spazi, l’area fitness o le trovate ipertecnologiche che rendono queste abitazioni piacevoli ed attraenti, sono proprio solo ed esclusivamente quei dettagli scelti perché appartengono al cuore, una finestra con vista, un camino con il profumo del legno che arde o l’incanto di una grande libreria.
Avvicinandosi ad un paese di montagna la prima cosa che si scorge nel paesaggio è il campanile svettante con l’annessa chiesa. Grandi chiese o piccole chiesette che, presentando dimensioni, proporzioni e colori differenti rispetto alle costruzioni che le circondano, diventano in molti casi l’elemento che caratterizza e contraddistingue l’abitato. Oltre ad essere un riferimento fisico e spaziale, questi edifici racchiudono e conservano al loro interno le testimonianze della storia artistica e delle tradizioni locali sviluppatesi nel corso del tempo e di grande significato per la comunità.
Una volta entrati e superati i due bassi volumi che definiscono un piccolo atrio, avanzando nella cappella si ha, dunque, la sensazione di muoversi verso la luce.
L’ambiente interno regala sensazioni intense e profonde: talvolta si è colpiti dalla purezza e serenità che gli spazi, con le superfici accarezzate dalla luce, infondono, talvolta è il profumo di legni come il cirmolo, usati per gli arredi ed i rivestimenti, a lasciare un ricordo indelebile. All’esterno, il suono delle campane che si diffonde nella valle scandisce la giornata accompagnando gesti e attività quotidiane. A fianco della chiesa si trova tradizionalmente il cimitero in cui memoria personale e memoria collettiva e storica si intrecciano. Al suo interno sorgono spesso le cappelle destinate ai riti di commiato dei defunti, edifici di piccole dimensioni che accolgono i membri della comunità nei momenti più delicati della vita. Per tutti questi aspetti gli edifici di culto assumono un valore rilevante per l’intera comunità, non solo per i credenti.
Al confine con il Parco Nazionale della Vanoise, Méribel è una rinomata località per gli sport invernali situata in Savoia: fa parte del comprensorio sciistico Les Trois Vallées che comprende 8 stazioni di fama internazionale perché qui si tengono numerosi appuntamenti sportivi di vastissimo richiamo come gare di coppa del mondo di sci alpino. Una sola giornata non è sufficiente per conoscere le potenzialità di questo comprensorio che si estende su altitudini tra i 1330 ed i 2300 metri, per un totale di oltre 600 chilometri di piste servite da 183 impianti di risalita. Dopo un’intensa giornata all’aria aperta, è certamente una sensazione piacevole fare ritorno in un ambiente accogliente, dove al caldo tepore del camino è possibile rilassarsi godendo di un magnifico panorama che si può ammirare abbandonandosi nell’immenso salone di questo chalet.
L’abile falegname che ha realizzato la struttura lignea ha anche fabbricato i mobili
Sapientemente progettato e realizzato in legno vecchio, nello stile savoiardo tradizionale, seguendo il naturale pendio del terreno, in modo tale che tutti gli ambienti sono esposti al sole del pieno mezzogiorno, ci troviamo in una realtà fuori dal comune: dalla master suite al piano mansardato, alle quattro stanze per gli ospiti e le due stanze per i ragazzi, lo spazio pranzo collegato con il salone con un volume strepitoso su cui affaccia un soppalco realizzato con travi fuori misura…. Materiali tradizionali scelti nella migliore varietà, lavorati con sapienza e maestria, danno forma ad una realtà dove gli aggettivi si rincorrono per arrivare a dare forma ad un capolavoro dove il comfort più moderno è celato tra vecchi legnami per permettere il riposo più assoluto.
Ecco in questo gran chalet alpino immediatamente si respira una bell’atmosfera domestica, circondati da ammiccanti titoli ordinatamente disposti nella libreria, dolcemente sdraiati su un attraente enorme divano, con l’invitante promessa di preziose bottiglie nella fornitissima cantina scavata nella roccia dove l’imbarazzo della scelta è tra Pétrus, Château Margaux, Château Yquem o Château Smith Haut Lafitte.
una realtà dove gli aggettivi si rincorrono per arrivare a dare forma ad un capolavoro
La convivialità è assicurata dalla cantina; la sala da pranzo è accogliente con il tavolo di legno massiccio di quasi quattro metri di lunghezza, può agevolmente ospitare anche 15 commensali, che potranno gustare specialità cucinate su una stufa tradizionale.
La fornitissima cantina scavata nella roccia dove l’imbarazzo della scelta è tra Pétrus, Château Margaux, Château Yquem o Château Smith Haut Lafitte.
Lo stile dell’arredo è volutamente casuale, con alcuni pezzi d’antiquariato di pregevole fattura ordinatamente disordinati, a dare l’impressione di essere appena stati utilizzati da qualche abile artigiano del posto.
La luce naturale inonda la proprietà e rende morbide e calde le prospettive, i legni vissuti rendono l’ambiente informale ma elegantemente chic nei dettagli di pregiata fattura: diciamo che qui qualsiasi sogno è concesso…