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Editoriale

Published on number 55 of Images, Giugno 2025

Abbiamo mai realizzato che lo spazio edificabile non è infinito? Specialmente in montagna questo è un tema su cui riflettere: non è che se un territorio non è antropizzato è perché nessuno ci aveva pensato prima o non aveva le risorse economiche per costruire… le cause possono essere molteplici, a cominciare da fattori ambientali e idrogeologici, per finire con semplici motivi di convenienza. Oggi assistiamo all’arrembaggio delle “Terre Alte” da parte di chi crede, sbagliando, che la montagna sia un lunapark. Non è così!
Esiste un patrimonio architettonico che può e deve essere riqualificato, rivalutando costruzioni già esistenti ma degradate e riportandole, attraverso soluzioni tecnologiche all’avanguardia, a nuova vita.


“… L’emozione di far rivivere un immobile …”


La conservazione e riconversione degli edifici in disuso non è solo un recupero storico e culturale imperativo, ma una valorizzazione e riabilitazione di scelte che furono. L’emozione di far rivivere un immobile permette di recuperare volumi e spazi per una nuova opportunità abitativa. La salvaguardia dell’ambiente alpino, così fragile nonostante la maestosità degli immensi massicci rocciosi, impone la riqualificazione degli ambiti già edificati e abbandonati o non utilizzati, mediante interventi appropriati e rispettosi del contesto d’origine, con tipologie architettoniche contemporanee e con l’utilizzo di materiali innovativi e sostenibili, capaci di creare ambienti dal comfort inimmaginabile al momento della prima costruzione del manufatto…

Marinella Vaula