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Intimità e condivisione

Published on number 56 of Images, Dicembre 2025

Siamo in un piccolo comune alpino della Val d’Ala, una delle tre Valli di Lanzo, a circa 50 chilometri da Torino, qui in un ampio pianoro con una vista privilegiata sulla valle e sulle cime circostanti si trova questa realizzazione. Le linee guida dell’intervento di recupero sono state quelle di mantenere l’atmosfera originaria del posto; per questo si è cercato di non stravolgerne l’esterno con aperture sproporzionate o modificando le dimensioni, a parte due grandi finestre nella zona giorno che a seconda della stagione incorniciano boschi innevati, prati o rossi pendii autunnali.

Intimità e condivisione

Essendo in origine stalle o luoghi per produrre formaggi le altezze interne si presentavano inadatte per ambienti abitabili, si è dovuto quindi intervenire per ovviare a questo limite oggettivo… inoltre sono state accorpate internamente le prime baite verso valle per fare un’unica abitazione. Le baite rimanenti oggi sono spazi per ospiti, o magazzini o forno a legna. L’attenzione principale è stata quella di recuperare tutto il materiale possibile: pietre per i muri esterni, legni per gli architravi, lose per i tetti… Si sono cercate maestranze locali in grado di costruire particolari (camini, davanzali ecc..) tipici dell’architettura vernacolare. La casa è stata dotata internamente di tutti quegli agi per vivere piacevolmente i momenti di relax e con gli amici… una sauna in legno di cedro con vista verso valle, una grande cucina con ampia zona pranzo separata da un mobile filtro che dona all’ambiente una sensazione di intimità e di condivisione al contempo. Il piano di lavoro è in legno di tek per resistere all’acqua. Vi sono camini che permettono il riscaldamento dell’aria in quasi tutte le stanze, quello del soggiorno a piano terra è stato inglobato in una costruzione in pietra che maschera bocchette per il ricircolo dell’aria riscaldata.

Intimità e condivisione

I muri perimetrali oltre alla parte esterna in pietra hanno un isolamento in fibra di legno ed un muro interno intonacato a calce chiara, ruvida e non lisciata. I tramezzi sono interamente in legno di larice così come la maggioranza degli arredi (letti, piani lavabo, armadiature a scomparsa). I pavimenti a pianterreno sono tutti di pietra in lastre di dimensione variabile, posate senza stuccatura tra una e l’altra in modo tale da mantenere lo spirito rurale. Ai piani superiori i pavimenti sono in parquet ottenuto da vecchie assi di legno. Le camere sono “monacali” solo letto, comodino e armadi, il più delle volte integrati nelle pareti, tutto assolutamente in legno, solo qualche tappeto o tessuto etnico a riscaldare l’ambiente, piumoni bianchi e lenzuola bianche. Una caratteristica dell’arredo è che in tutta la casa, dai bagni alle camere, dai soggiorni alla cucina corre una modanatura lignea a circa 190 cm da terra dotata di pioli a cui si può appendere ogni cosa: giacche, pentole, accappatoi, quadri, ombrelli… a seconda della necessità. Arredo tipico degli Shaker, popolazione che ha vissuto nel Nord America e negli anni ’30 ha sviluppato un suo design di mobili. Un’altra caratteristica ricorrente, che invece ci può ricondurre al Bauhaus e al suo concetto di modulo è il “cubotto” una scatola di legno 40x40x40 che ricorre in tutta la casa e che a seconda delle necessità e a seconda di come viene assemblato diventa comodino, tavolino, scaffale per scarpe, dispensa, sgabello, panca, base per ombrellone… insomma un jolly indispensabile e discreto. L’illuminazione a luce calda è affidata a corpi in corten invisibili tra le travi del soffitto, o fuoriesce da fessure nel tamponamento laterale del tetto così da offrire una luce diffusa ma tenue ovunque. Vi sono lampade aggiuntive per usi specifici come sul tavolo da pranzo e sulle poltrone per lettura.