
Tendenze
Published on number 56 of Images, Dicembre 2025
CUORE E TECNOLOGIA
Mettere mano ad un manufatto di famiglia pone interrogativi e dubbi: in questo caso, pur mantenendo un legame imprescindibile con il luogo, la scelta è stata dirompente sotto un punto di vista estetico e tecnologico. Sarebbe stato facile e al limite banale ristrutturare l’esistente; qui la soluzione decisamente audace è stata premiante. L’abitazione oggi rilegge in chiave contemporanea la tradizione alpina senza dimenticare il senso di appartenenza e di identità familiare che lega le persone ai luoghi. Progettazione e realizzazione sono proiettate al futuro, con un’attenzione maniacale all’efficientamento energetico, all’utilizzo e riutilizzo di materiali, alla gestione di risorse ed all’applicazione di tecnologie innovative.
Il progetto ha visto un’opera di demolizione e ricostruzione di una stazione di transito per il bestiame diretto agli alpeggi più alti della conca di Pila. L’intervento insiste sul sedime del precedente manufatto e ne replica lo sviluppo volumetrico.
La posizione di avamposto, di elemento di transizione tra lo spazio aperto del pascolo e quello costruito dell‘insediamento ha obbligato, seppur nei vincoli esistenti e nell’intenzione di continuità con il carattere del contesto, a mettere a tema, nelle scelte architettoniche, una certa condizione ibrida ed incerta. Il sistema strutturale è formato da setti in calcestruzzo armato 20×80 centimetri, ottimizzati per il tamponamento con mattoni alveolari, successivamente rivestiti. Si è proposto di utilizzare questa tecnica costruttiva, tipica della più ordinaria e recente edilizia montana, senza tuttavia effettuare tamponamenti in laterizio e lasciando visibili internamente le opere in calcestruzzo. I dieci setti raggiungono il piano sottotetto e sorreggono le travi binate in larice lamellare della copertura, mentre i solai intermedi, dello stesso materiale, sono sostenuti da un sistema di cordoli e travi in calcestruzzo che costruttivamente e formalmente sono in continuità con i dieci pilastri. Il pacchetto termico, costituito da 20 cm di isolante, è rivestito internamente ed esternamente da doghe di legno di larice a orditura verticale. Non avendo funzioni statiche, è agganciato ai setti con un sistema di barre filettate d’acciaio e comunque distanziato dalla struttura portante da un’orditura di profili 8x8cm di legno lamellare.
Su tutta l’altezza, il fabbricato è attraversato centralmente da un involucro di circa 2×2 metri che accoglie impianti, servizi igienici, e scale e al quale è addossata la cucina; questo divide soggiorno e cucina dalla camera da letto.
Sviluppato su quattro livelli, incluso il seminterrato e il sottotetto, la costruzione oggi presenta un basamento in pietra che emerge dal suolo e che si interrompe a metà del primo piano, sotto il davanzale della finestra a nastro che percorre tre lati dell’edificio. Al di sopra, si svela l’involucro ligneo del pacchetto isolante che sale fino alla copertura.
Per mitigare l’impatto dell’abbattimento del manufatto preesistente, nel corso del processo di demolizione sono stati conservati quanti più materiali possibili, quali la struttura del tetto, gli architravi in legno delle aperture, le lose di copertura e le pietre che costituivano i muri perimetrali. Il materiale ligneo è stato utilizzato per la pavimentazione del piano seminterrato, in forma di mattonelle rettangolari di larice. Le lose di copertura del tetto sono state impiegate sia per la pavimentazione dei percorsi esterni, sia, una volta tagliate e posate di coltello, per completare tutti i nuovi muri di contenimento. Le pietre, che costituivano i muri perimetrali del manufatto demolito, sono state interamente riutilizzate per realizzare il rivestimento lapideo dell‘abitazione come richiesto dalla Soprintendenza.
Per evidenziare l’assenza di funzione statica dei muri in pietra, questi sono sempre inquadrati nell’orditura verticale in larice che sostiene il pacchetto termico e il prospetto orientale ne svela lo spessore minimo. Le acque meteoriche sono convogliate da pluviali in due vasche di laminazione e raccolta collocate ai due estremi dei muri di contenimento, immediatamente a monte e a valle del fabbricato.
La falda est del tetto è in lose di pietra Luserna, come previsto dai regolamenti regionali, e aggetta a sud per schermare l’ingresso. La falda ovest è in lamiera, interamente costituita da pannelli fotovoltaici per una superficie complessiva di quasi 50 mq, che alimentano una centrale a pompa di calore in grado di produrre l’energia necessaria a soddisfare il fabbisogno di circa 6 kW dell’abitazione.















