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CONTRASTI

Published on number 40 of Images, Novembre 2017

La roccia delle Dolomiti, dette anche monti pallidi, è essenzialmente costituita da carbonato doppio di calcio e magnesio, ed è questa composizione chimica che dà origine al fenomeno dell’enrosadira che tanto appassiona turisti e non all’alba ed al tramonto.
Questa roccia dolomitica è chiamata Dolomia e per le sue caratteristiche di pregio è molto apprezzata come materiale da costruzione; è infatti resistente, impermeabile, durevole nel tempo, facilmente lavorabile e poco porosa.
Per la sua versatilità è impiegata largamente dagli architetti che accostano il suo intrinseco colore grigio a vetro, acciaio e legno. Troviamo un egregio impiego di questa pietra naturale in un appartamento ricavato dalla ristrutturazione di un alloggio nel centro storico di Moena; qui sono stati utilizzati materiali tradizionali quali legno di larice acidato o sabbiato, pietra Dolomia levigata o con finiture a spacco, intonaco minerale a base di calce e argilla con inserimento in malta di scaglie di legno, tutti elementi sapientemente lavorati dagli artigiani locali. La proprietà è ripartita su due livelli all’ultimo piano della costruzione che sono stati collegati da una scala interna che non ha solo un ruolo funzionale ma anche decorativo.

Contrastes

Al piano inferiore l’open space con l’importante banco cucina di impronta professionale ed un immenso tavolo da pranzo, al livello superiore la zona notte per il cui posizionamento si sono cercate di rispettare anche alcune regole dettate dalla filosofia del Feng Shui collocando le stanze da letto a nord, delimitando i volumi con tagli di luce suggestivi.
Il rimanente spazio è un living completamente aperto che segue l’orditura del tetto, qui il gusto della decoratrice con la supervisione della proprietà ha portato all’accostamento di arredi in contrasto per genere ed epoca: cassapanca antica, arredi moderni in resina e corten, elementi di design, tappeti berberi ed il sapiente inserimento di svariate opere d’arte contemporanea.

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Per il riscaldamento sono stati utilizzati tre caminetti e pannelli radianti orizzontali e verticali che consentono una notevole facilità e comodità di gestione. A completare il quadro montano sono stati fondamentali i tessuti in cotone grezzo e le lane dei tendaggi in un tartan sofisticato, oltre ai pezzi di decoro che hanno ingentilito e ravvivato l’ambiente, realizzato appositamente per trascorrere rilassanti vacanze in montagna senza dimenticare la leggerezza implicita nel termine “vacanza”…

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REINTERPRETARE LO SPAZIO

Published on number 40 of Images, Novembre 2017

Siamo a Courmayeur e questo brillante intervento è il risultato di una ristrutturazione derivata dalla parziale demolizione del muro portante di una villa storica degli anni ‘20; particolarità della progettazione è stata quella di sostituire il muro portante preesistente con una più moderna e performante struttura a telaio in travi e pilastri di acciaio, questi ultimi ricoperti con fasciature lignee sospese e da un gioco di luci che di fatto ne alleggeriscono la percezione visiva nello spazio complessivo.

A completamento della struttura è stato previsto un ampliamento volumetrico della proprietà, con una vetrata continua minimal-windows a porte scorrevoli.  Questo è stato il “plus” che ha reso quest’appartamento non solo più grande e spazioso, ma ha apportato una quantità enorme di luce naturale. In generale il progetto si è sviluppato con una composizione di materiali sobri e moderni che imprimessero una forte caratterizzazione alpina, ma con un taglio decisamente nuovo e reinterpretato.

Il pavimento è stato realizzato mediante l’impiego di legno di rovere bio con taglio sega nel suo colore naturale.
L’appartamento è composto da tre camere con tre bagni, soggiorno surdimensionato con camino e enorme vetrata, cucina e pranzo; al piano interrato dispone di un’ampia area benessere, ski room e locali di servizio. Tutte le lavorazioni in legno sono state realizzate con essenza di abete antico spazzolato, scelta che pur conservando la naturalità della vena apporta una piacevole tridimensionalità della materia. Anche per il rivestimento delle zone umide dei bagni, è stato utilizzato il Microtopping, malta di micro cemento, con un effetto totalmente opaco.
L’illuminazione di tipo radente evidenzia la spatolatura a mano. Tutti i top dei bagni sono realizzati in Corian con vasca integrata, la rubinetteria rispecchia le linee essenziali e pulite di tutta la casa. Anche in cucina il piano di lavoro è di Corian bianco neve e vuole simulare con un piacevole effetto dentro/fuori la continuità con l’ampio giardino innevato. Boiserie e rivestimenti sono stati realiz-zati mediante il recupero di legname di abete antico, spazzolato ed opportunamente trattato con una verniciatura all’acqua totalmente opaca, chiamata Zero Gloss: questa lavorazione non invasiva a livello cromatico ha permesso di enfatizzare la naturale stonalizzazione dei legni,  creando una scala di sfumature all’interno dello spazio abitato.

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Il tavolo da pranzo è un pezzo unico, che ha funzione di utilità, ma risulta anche essere un importante elemento decorativo: è stato realizzato con un’unica tavola massiccia di pino cembro, montato su due piedistalli in metallo continuo. Si tratta di una vera e propria opera originale, che esalta la bellezza della vena e la materia stessa che è estremamente piacevole al tatto. Un camino bifacciale è stato posizionato strategicamente ad unire e separare la zona soggiorno, lo spazio Tv e la zona ingresso, grazie ad un sistema progettato ed eseguito su disegno. Il divano angolare, surdimensionato, straordinariamente comodo ed avvolgente, è stato realizzato su misura con particolare attenzione al rivestimento, studiato in modo tale da riprendere i dettagli tessili delle tende. Un ruolo importante è giocato dall’illuminazione, prevalentemente a luce indiretta, ottenuta con barre led e faretti; tutto dove possibile è stata incassata per risultare il più discreta ammissibile. La Spa è attrezzata con bagno turco, sauna e doccia, su tutto ha un ruolo primario la vasca design in Corian di Antonio Lupi con carico dallo scarico, che è stata montata a filo di una pedana in legno di rovere. La parete frontale della zona Spa è stata realizzata con un intercalare di legno e specchio, in modo tale da apportare una curiosa e piacevole profondità al locale. Uno studio meticoloso dell’esistente e la volontà di reinterpretare gli spazi disponibili hanno portato ad un risultato gradevole ed al contempo molto vivibile.

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L’ARMONIA FRA NATURA E ARTIFICIO

Published on number 40 of Images, Novembre 2017

L’architettura contemporanea è sempre più frequentemente un progetto che tiene conto della geografia, come del contesto topografico, che dialoga direttamente con i caratteri orografici e idrografici del sito, così da istituire forti relazioni fra i volumi e il terreno. In questa casa unifamiliare è stata chiara la necessità di progettare organicamente i nessi spaziali e fisici, fra il suolo e l’edificio, in maniera da fondere l’esterno con l’interno, l’aperto con il coperto, sino a creare un tutt’uno armonico fra la natura e l’artificio. Il rapporto dell’edificio con il paesaggio è volutamente sostanziale: la qualità del contesto paesaggistico ha suggerito alla progettista l’idea di non alterare il profilo topografico con forzati volumi fuori terra, ma di assecondare l’andamento naturale del versante, dando origine ad un’architettura caratterizzata da forte equilibrio.

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In un ambiente di rara bellezza la progettista è intervenuta su un piccolo edificio esistente, trasformandolo in un’abitazione unifamiliare capace di trasmettere pace, attraverso una nuova spazialità sulla base delle preesistenze e del nuovo programma funzionale. La sensibilità nella progettazione di questa architettura è dimostrata dalla sua capacità di inserirsi con grande delicatezza in un ambiente che si vorrebbe incontaminato. Si è così ottenuta una raffinata e unica casa unifamiliare, di dimensioni contenute, ma ricca nella proposta di servizi e soprattutto nella ricercatezza degli spazi, concepiti per offrire intimi momenti di evasione, benessere e relax immersi in uno straordinario contesto naturale. La superficie progettuale e la conoscenza delle tradizionali architetture alpine, che per ragioni ambientali venivano concepite come aggregazione di volumi di piccole dimensioni, sono stati validi spunti iniziali. La casa è sviluppata su tre livelli, adibiti distintamente a zone pubbliche e private, collegati da una scala che li unisce e che salendo progressivamente si smaterializza grazie all’uso di legno, ferro e vetro. Il risultato è una sequenza di vani contenuti, pensati per offrire ai padroni di casa e ai loro ospiti l’opportunità di rilassarsi. La scelta dei materiali ha rispettato la tradizione locale, ma gli stessi sono stati miscelati abilmente per ottenere il massimo confort e un layout architettonico tipico montano, al fine di creare un “luogo di odierna identità” in una realtà fortemente marcata da clichés vernacolari. Un’aperta dichiarazione di contemporaneità, senza timore di stravolgere le sensazioni generate dal contesto. L’impianto planimetrico si articola con una sequenza di spazi che si prolungano matericamente all’esterno sulla terrazza, in un continuum tra interni ed esterni in cui le geometrie rigorose della pianta originano ambienti caldi e domestici.

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I volumi definiscono gli ambienti della casa e si dispongono in successione lungo un percorso verticale con affaccio panoramico sul ghiacciaio e sulla valle inquadrato da grandi vetrate. La distribuzione interna tende a garantire la massima autonomia degli abitanti, attraverso ambienti indipendenti, accessibili direttamente dal terrazzo e dal giardino. L’intervento punta sulla qualità dello spazio e della luce; il gioco delle luci naturali e artificiali crea ombre e caratterizza l’architettura che non risulta mai scontata. La leggera variazione nella posizione, forma e dimensione delle aperture, consente alla luce naturale di penetrare in modi diversi: i lucernari del terrazzo fanno sì che il chiarore penetri attraverso le lastre di vetro dilatando gli ambienti e aumentando la smaterializzazione delle pareti, la passarella vetrata interna collega i volumi del piano terreno e primo e porta all’interno la luminosità del ghiacciaio e una stupefacente vista verticale, mentre la finestra angolare permette all’illuminazione orizzontale di penetrare nell’area più privata e intima. La luce invade con tutta la sua intensità gli ambienti della casa, infrangendosi sulle superfici realizzate in legno di conifera, ben rifinito in 3d; l’intonaco e il ferro piegato con maestria realizzano la simbiosi tra la casa e il paesaggio circostante, per portare l’emozione della natura dentro gli spazi abitativi.

Conservando la configurazione originaria del terreno, il progetto con la sua composizione volumetrica essenziale prova ad essere il segno di un naturale e unico artificio, creato con coinvolgimento emotivo in evidente sinergia tra progettista, committenti e artigiani.

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Tendenze

Published on number 40 of Images, Novembre 2017

L’esperienza della montagna, intesa come spazio di piacere e svago per il fine settimana e le vacanze, incomincia lontano dai suoi luoghi quando, rubando attimi alle incombenze quotidiane, cominciamo a pensare a come sarà, a ciò che ci aspetta. è in questi momenti che diamo forma alla nostra personale idea di montagna e, in particolare, creiamo aspettative che, per il nostro pieno gradimento, dovranno essere soddisfatte.
E L’industria del turismo ben sa quanto potenti e persuasive siano le immagini che si costruiscono prima dell’esperienza reale dei luoghi. Queste immagini nascono per lo più per contrasto con la vita di tutti i giorni. Eccoci presi da ritmi frenetici, immersi in rumori e bombardati di informazioni, all’interno di spazi neutri concepiti per essere funzionali – gli uffici – o caotici e pieni di oggetti – le abitazioni – in ogni caso sempre tra pareti a confinare il campo visivo.

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Ci chiediamo cosa troveremo “in montagna” e subito la mente immagina uno spazio in cui il tempo rallenta e si dilata, in cui domina il silenzio e lo sguardo può spaziare senza limiti sul paesaggio circostante. Chiediamo evasione e un contatto profondo con le cose. è in parte per questo che i materiali nelle costruzioni di montagna assumono un ruolo così importante per le sensazioni che sanno trasmettere. Nella calma ne apprezziamo infatti a pieno la matericità. Pietra e legno ci parlano dei luoghi e ci ricordano l’origine delle cose. Il fuoco dei camini, anch’esso impiegato per caratterizzare gli ambienti interni, rimanda a tempi passati. Presentiamo tre architetture, anche diverse fra loro, che rispondo pienamente a queste aspettative. Una scatola che si smaterializza completamente per consentire il massimo godimento del panorama, un accogliente rifugio che offre viste incorniciate sulle montagne e una casa in cui spazi intimi e protetti si sporgono verso la natura circostante.

Roberto Rosset ARCHITETTO

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Editoriale

Published on number 40 of Images, Novembre 2017

Ogni volta che penso a cosa scrivere in questo editoriale vorrei che uscisse qualcosa di speciale, di nuovo e davvero interessante…
Non so se è scontato ma mi pare inevitabile parlare qui della straordinarietà di quest’avventura che è iniziata con la leggerezza e l’incoscienza di una ragazzina che, forte di una piccola fortunata esperienza editoriale, ha pensato di provare ad intraprendere questa strada da sola.

Da quel memorabile momento ad oggi, sono passati 20 anni, più che passati sono volati… strade, autostrade, chilometri, soddisfazioni ed imprevisti, case stupefacenti e colori che ogni anno cambiano… emozioni, stati d’animo da fermare e di cui scrivere. E ogni volta la stessa irrequietudine, gli stessi dubbi… ho avuto la fortuna e il privilegio di pubblicare fotografie e articoli guardati e letti da migliaia di persone, ed è grazie a tutti loro se siamo qui a raccontarci…
Una responsabilità enorme e nello stesso tempo un orgoglio senza pari; sono stata adottata da un luogo meraviglioso che è la Valle d‘Aosta, io, nata nella capitale sabauda, ho scelto la montagna per realizzare un sogno.

La mia fortuna è stata una cocciutissima curiosità, il non accontentarmi mai, la voglia di fare e di rinnovare subito dopo. è un progetto che funziona images, mi scuso se ho portato scompiglio negli equilibri familiari fatti molto frequentemente di seconde case vissute distrattamente per anni, di stanzette anguste e perline di pino ingiallite dal tempo. Mi si deve il merito della provocazione… Certamente qualcuno sfogliando la mia rivista ha considerato l’eventualità di cambiare qualcosa! è con emozione che guardo avanti, ed è con entusiasmo che progetto i prossimi numeri a venire, perché non si è mai arrivati, ogni novità è una sfida: energie e idee non mancano.

Grazie a chi con pazienza sta lavorando con me da tutti questi anni, a chi è nuovo nella squadra e a chi mi ha dato dispiaceri tali che mi hanno fatta crescere e guardare avanti con più grinta.

Marinella Vaula
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Published on number 40 of Images, Novembre 2017
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TRACCE DAL PASSATO

Published on number 40 of Images, Giugno 2017

Nelle nuove edificazioni è determinante la scelta dell’immagine dell’opera intesa come struttura e come intervento inserito in un nucleo abitato, e conseguentemente di come verrà percepito il manufatto. A seconda della scelta l’edificio assume una forma ed un significato che svelano la concezione ed il pensiero del progettista per quel dato intervento.

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Qui la struttura riconduce al savoir-faire degli artigiani costruttori di un tempo che erano abili nel mettere in opera strutture solo all’apparenza semplici, con enormi travi di colmo su cui documentavano la data di costruzione dell’edificio incidendone l’anno. Le tracce del passato si ritrovano nei dettagli costruttivi di questa proprietà, le elaborate tecniche di costruzione sono state riprese e nuovamente applicate con le caratteristiche peculiari come gli incastri legno/legno e cavicchi in legno, al posto dei chiodi metallici. La successiva costruzione dell’arredo, un tempo era eseguita con legni più teneri rispetto alle strutture portanti, ma racchiudeva gli stessi principi e le stesse elementari tecniche di assemblaggio. In questo intervento si è pertanto cercato di interpretare il passato con le sue tradizioni costruttive nello studio di un moderno equilibrio tra tipicità ed eleganza. La ricerca è stata quella di racchiudere nelle stanze la magia del materiale ligneo con l’attualità di elementi tecnologici che contribuiscono al benessere fisico, da qui la scelta di realizzare un ampio soggiorno da vivere in assoluta libertà, e uno spazio fitness attrezzato.

Blurred imageTracce dal passato
Tracce dal passato

Il legno ha la grande capacità di invecchiare bene modificando il suo colore superficiale, creando così una vera e propria patina; per questo motivo è stato deciso di non utilizzare vernici per le finiture lignee, ma solo cere naturali che ne ravvivano la venatura senza compromettere il processo di spontanea ossidazione. Conseguentemente l’appartamento non risulta cristallizzato ma si trasformerà seguendo lo scorrere del tempo. Legno e pietre di recupero caratterizzano questo intervento nell’antica frazione di Verrand, dove l’espressione architettonica è stata eseguita con maestria da artigiani che hanno saputo dare forma ad una proprietà che pur nella sua moderna realizzazione, con le sue conseguenti irrinunciabili dotazioni tecnologiche più avanzate, risulta inserita nel tessuto preesistente come se si fosse sempre trovata lì.

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UN RECUPERO STRAORDINARIO

Published on number 40 of Images, Giugno 2017

Questa è una proprietà straordinaria, il cui anno di costruzione è il 1465… oggi si presenta come la vediamo, dopo un restauro paziente e laborioso iniziato nel 2009 usando materiali antichi per legno, vetri, ferramenta, pavimenti, malte e vernici, calce viva per i muri e ovunque possibile. In passato la casa era utilizzata come abitazione e contemporaneamente anche come maso. Il tetto in paglia, più tardi è stato coperto con le scandole di legno, quindi nell’intervento di restauro sono state ripristinate le stesse, spaccate a mano.

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La costruzione, proprio per il suo trascorso, è massiccia ed articolata in numerosi e differenti vani: il cuore pulsante ancora oggi è rappresentato dalla cucina, con il soffitto murato ad arco, originariamente qui si cucinava e si effettuava la fumigazione delle carni come lo speck. Nel restauro il soffitto è stato pulito, però si è cercato di mantenerlo più autentico possibile e di non togliere completamente la fuliggine esistente. Per il pavimento si è posata una pietra locale, mentre l’arredo è stato eseguito recuperando il legno di vecchi salotti tirolesi. Il forno grande, utilizzato per il pane, è quello antico, attentamente restaurato; un secondo forno, più “moderno” vecchio solo di circa 120 anni, è stato restaurato ed anch’esso usato quotidianamente per cucinare. Dalla soglia d’ingresso della cucina si vede molto bene la storia della casa, gli anni di passaggi e di usura della pietra… tracce che durante i lavori si è conservate con cura. Tutte le porte della casa sono quelle d’origine, con telaio recuperato da case antiche. La stube è un altro fulcro in queste antiche abitazioni; qui ne troviamo due: quella principale è utilizzata quotidianamente dai proprietari come sala da pranzo.

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une restauration extraordinaire

Qui il soffitto antico è stato recuperato da una casa del 1600, i rivestimenti ed i materiali sono in stile gotico, con arco tricentrico e varie decorazioni scolpite a mano nel legno. Le finestre sono originali, doppie e scorrevoli, con vetri piombati antichi. Nella stube piccola il soffitto è quello originale della casa, recuperato e restaurato, gli arredi neogotici provengono da un castello austriaco, leggermente schiariti per adattarli al colore del soffitto. L’ingresso principale si apre su un volume a tutta altezza, dove è stata realizzata una scala nuova con sistema di incastro a coda di rondine eseguita secondo metodi antichi, il legname è vecchio, recuperato da balconi tipici tirolesi, con sagomature della ringhiera caratteristiche, l’attacco è molto particolare e riproduce una testa d’ariete, scolpita a mano.

La stanza padronale si trova al piano primo ed essendo il tetto molto inclinato era impossibile inserire armadi o altri mobili alti, per cui sono stati utilizzati cassapanche e cassettoni antichi, il bagno è molto spazioso, con vasca con piedini e moderna doccia aperta. A questo livello si trova un ampio soggiorno in quello che originariamente era il granaio; nell’intervento di recupero si è ricercata il più possibile la luce naturale. L’arredo qui è costituito da una combinazione di mobili nuovi ed antichi in stile gotico e neogotico. La stufa ha colonne antiche, in pietra, costruita su disegno. Qui è stato realizzato un grande balcone coperto aprendo un volume originariamente chiuso ed è stato piazzato un importante tavolo con le sedie della collezione privata del padrone dell’abitazione, celebre artigiano del legno. Le sedie, in legno antico, differenti una dall’altra, sono delle autentiche opere d’arte. Questo edificio è un manufatto in cui la storia è fortemente presente e dove la passione per il legno e l’abilità artigianale si intrecciano in un equilibrio perfetto… Le serrature della casa, comprese quelle delle porte interne e dei mobili, sono antiche, cercate con pazienza presso collezionisti locali. Il proprietario non si è occupato esclusivamente degli elementi lignei, ma ha coordinato l’intero progetto di recupero, come per esempio le stufe, il tetto, i pavimenti, per armonizzare ed ottimizzare l’intervento, così importante e complesso: d’altra parte la fortuna di aver trovato un maso così speciale per la forma e per lo stato di conservazione, richiedeva tale impegno, che ha condotto a questo risultato spettacolare, mantenendo scrupolosamente, dove possibile, l’originale.

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UN LUOGO UNICO

Published on number 40 of Images, Giugno 2017

Pavimenti irregolari, travature in legno, ogni camera differente con ambienti studiati nei minimi dettagli… Una vecchia casa di montagna giunta al termine della propria esistenza provoca un colpo di fulmine alla famiglia di un discendente ereditario e torna a nuova vita dopo sette anni di accurati restauri. Amante di architettura medievale valdostana, studioso di oggetti d’arte antica e antiquario da due generazioni, Marco Bessone con la famiglia, si dedica al restauro di dipinti, sculture lignee ed opere policrome laccate e dorate. Siamo a Grand Villa, villaggio del Comune di Verrayes, in Valle d’Aosta, situato a circa 1.500 mt. di altitudine, da qui partono numerosi sentieri panoramici immersi nella natura.

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Un luogo unico

L’origine medievale della dimora di famiglia è stata il punto di partenza per la realizzazione di un articolato intervento di restauro. Sono state eliminate tutte le sovrapposizioni costruttive di epoca recente che non permettevano una chiara lettura della struttura originaria. La muratura, a forte spessore, è in pietra, i pavimenti sono irregolari, le finestre sono piccole e con inferriate. Alcune di esse sono contornate da blocchi in tufo lavorato con angoli smussati, altre scolpite a chiglia rovesciata. Le porte chiodate sono basse, con voluminose serrature a catenaccio e grandi chiavi. La croce è il simbolo ricorrente di questa abitazione, a partire dal perimetro dell’intera struttura. Le numerose croci che si trovano applicate su porte, incise su montanti in pietra, dipinte sul muro o eseguite in ferro battuto ed inserite sul comignolo, conferiscono a questo regno di pace e serenità montana il misticismo degno di un antico monastero. La struttura dopo anni di restauro, oggi è gestita come affittacamere a conduzione familiare, e ricrea l’autentica architettura medievale montana: è composta da sei camere matrimoniali, sala da pranzo, enoteca, sala rappresentazioni, biblioteca, zona fitness con grande vasca idromassaggio.

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Attraverso lo studio dell’iconografia tardo medievale illustrata su testi antichi, incisioni e dipinti, che rappresentano interni familiari o ambientazioni con figure religiose, sono state ricostruite camere intime, curate in ogni dettaglio: soffitti in legno antico con travi a vista, pavimenti realizzati con vecchie assi di conifera segate a mano, murature intonacate a calce, pareti in boiserie, finestrelle con imposte interne in legno, inferriate e vetri lavorati a rombi. Arredamento, dipinti, sculture e oggettistica presenti in ogni camera sono antichi. I letti, sebbene moderni e confortevoli, sono rivestiti con tessuti i cui colori ricordano quelli d’epoca. Nei bagni, il box doccia è stato sostituito da pareti rivestite in pietra e da tende impermeabili che ricordano le tende medievali da campo, complete di mantovana a greca. Il lavabo è in pietra con rubinetto in ottone. Solamente il water ed il bidet sono di ultima generazione. Gli impianti sono stati nascosti per un miglior risultato di atmosfera e poesia complessiva. I nomi e le decorazioni delle sei camere si ispirano a personaggi, leggende e vicende storiche del territorio.

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L’ANNEXE

Published on number 40 of Images, Giugno 2017

È questo il nome, semplice ed evocativo, di una struttura che non è un albergo e nemmeno affittacamere o bed & breakfast… È una vecchia casa di famiglia, oggetto di un importante restauro, dove si può pernottare e consumare una piccola colazione. Storicamente, grazie alla posizione strategica, i proprietari detenevano la concessione per le visite alle attigue grotte de Balme; il Café de Balme con le sue stanze erano un punto di riferimento, in prossimità della stazione ferroviaria. Oggi il colore giallo del Café de Balme affacciato sulla strada tra Sallanches e Cluses, è nuovamente un indirizzo da scoprire, non solo per il ristorante, ma anche per il negozio di articoli per la cucina integrato, in una felice proposta di concept-store. Café e Annexe sono dunque due edifici storici che oggi conoscono una nuova vita grazie ad un intervento decisamente contemporaneo, nel progetto e nei contenuti.

Come il Café, anche questa costruzione è del 1888 e il suo colore oggi è esattamente quello d’origine, attentamente riprodotto nel suo giallo ben identificabile. Si è trattato di un restauro conservativo, infatti oltre al colore della facciata, sono stati ricreati, seguendo un filo vintage, gli ambienti dell’epoca con i loro colori, riproducendo le molure decorative in legno, e ricercando anche nella decorazione un filo conduttore con i manifesti didattici degli anni ’50. Le piastrelle di cemento sono nuove ma richiamano quelle già utilizzate nella regione nel 1900, con il fortunato caso, oggi, di averle trovate con un tocco di giallo che è esattamente quello del colore di facciata!

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Dove non c’era possibilità di recuperare le strutture pregresse, come nel caso delle scale, si è ricostruito a nuovo con le tecniche dell’epoca. Le stanze lato giardino hanno un tema dominante floreale e bagni bianchi, mentre le stanze lato montagna seguono un’ispirazione più materica ed epurata. Lo spazio per la piccola colazione è un riuscito mélange di modernità, con pezzi d’arredo design e non tralascia anche qui l’autenticità ricercata nel recupero della costruzione. L’illuminazione segue una tendenza retrò con alcuni lampadari in porcellana bianca ed altri in vetro soffiato come delle enormi gocce che ricadono in cascata rischiarando la scala. Attiguo alla zona colazioni è stato ricavato uno spazio attrezzato con una cucina professionale, adatto per tenere dei corsi o da utilizzare come pertinenza tecnica per ricevimenti. Un anno e mezzo di lavori è stato necessario per restaurare questa costruzione, in cui si legge la mano fortunata della decoratrice e proprietaria che è riuscita ancora una volta a stupire con questo intervento innovativo e non scontato: la qualità degli oggetti di design sapientemente accostata con la realtà esistente, restaurata e portata a nuova vita con originalità e grinta.