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Riflessi

Published on number 46 of Images, Novembre 2020

L’intervento è il risultato di una ristrutturazione derivata dalla totale demolizione e ricostruzione dell’edifico esistente, già utilizzato come primo impianto di arroccamento al comprensorio sciistico di Courmayeur. In generale il progetto si è sviluppato con un sapiente impiego di elementi sobri e contemporanei, che richiamano le basi dei materiali dell’architettura di montagna ma con un taglio decisamente nuovo e reinterpretato. Il pavimento in legno di rovere bio con taglio sega colore naturale è realizzato con l’impiego di plance di media grandezza posate a spina di pesce.

Riflessi

Tutte le lavorazioni in legno sono state eseguite in essenza di abete antico con finitura spazzolata. La scelta dell’HPL stratificato ardesia per il piano cucina, sottolinea la cura dei dettagli che è stata seguita per tutte le parti scure, realizzate nello stesso colore antracite. Medesimo materiale è stato impiegato per le porte dei singoli vani. Per la cucina un rivestimento in legno di abete antico spezzato da una parete funzionale costituita da un’alternanza di specchi e doghe in legno, per riflettere la luminosità naturale della luce, crea una piacevole profondità di campo che rompe la complessa geometria del perimetro del fabbricato.
Questo particolare dettaglio costruttivo d’effetto si accompagna per tutta la casa, dando origine a divertenti giochi di luce. La progettazione, curata nei dettagli, prevede due scale di accesso alle due rispettive porzioni di soppalco abitabili, scale realizzate con una struttura autoportante in acciaio su cui si inseriscono a sbalzo gli elementi gradino con sotto-illuminazione, espediente che rende l’elemento tecnico “scala” particolarmente scenografico.
L’idea progettuale si sviluppa dall’utilizzo dei due materiali base dell’architettura alpina: legno e pietra, quest’ultima opportunamente rivisitata con l’impiego dei nuovi laminati stratificati in HPL, dalle performance decisamente interessanti. Per il legno si è deciso di dare un effetto più elegante e sobrio utilizzando un materiale privo di alterazioni cromatiche e del tutto naturale, finito con una leggera spazzolatura, in modo da lasciare il più possibile la patina di ossidazione d’origine.

Riflessi

Il tavolo da pranzo è stato realizzo con un’unica plancia di rovere con appoggio su lastre in vetro. Per i rivestimenti nei bagni sono state scelte lastre di monocottura in pezzature surdimensionate, nei toni e finiture dei colori della terra con un effetto totalmente opaco; qui per sottolineare la matericità dei rivestimenti l’illuminazione è del tipo radente: tutti i lavandini sono realizzati in Corian, la rubinetteria rispecchia le linee essenziali e pulite di tutta l’abitazione. L’appartamento è un piano attico su due livelli ed è costituito da 6 camere con relativi servizi, un ampio soggiorno con affaccio spettacolare sul Monte Bianco, cucina e pranzo. Il camino trifacciale funge da elemento “cerniera” di separazione/unione della zona soggiorno con la zona più tecnica pranzo/cucina. Il divano angolare è stato realizzato su misura, con specifici accorgimenti cromativi dei tessuti che riprendono i dettagli delle tende. L’illuminazione è prevalentemente del tipo a luce indiretta con barre led e faretti, dove possibile è stata incassata; mentre per la zona pranzo è stato scelto un elemento decorativo che rimanda una luce calda con riflessi che si stagliano nell’intero spazio a doppia altezza.

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Decisamente molto personale

Published on number 46 of Images, Novembre 2020

A pochi passi dal centro di Madonna di Campiglio e con vista panoramica, quest’alloggio di importante metratura è inserito in un edificio di nuova costruzione che si armonizza perfettamente con il territorio circostante. Il complesso è costituito da varie unità abitative, questa si trova sugli ultimi 2 livelli del blocco nord. Il percorso progettuale realizzato, si sviluppa attorno alla scala di collegamento, collocata baricentricamente rispetto alle superfici interessate. Le esigenze espresse dalla proprietà, richiedevano il posizionamento della zona notte principale al livello superiore; al piano sottostante 3 camere da letto, spazio wellness e una piccola zona soggiorno in uso ai figli, servita da ingresso indipendente.

Decisamente molto personale

Al piano soprastante, mansardato, è stata locata tutta la zona giorno composta da un’ampia superficie a soggiorno, tavolo e cucina aperta completamente su un lato e accesso dallo spazio pranzo. Completa la superficie del piano un’ampia zona notte padronale con servizio privato all’interno della camera. La proprietà è completata da balconi sui lati nord ed est e due splendide e profonde terrazze coperte. Un approfondito studio ha portato ad un equilibrato mix nella scelta dei materiali di finitura. L’impiego di elementi naturali come la pietra, il marmo, il legno e il ferro e il vetro alternati alla posa di tessuti e materiali ceramici dalla pezzatura surdimensionata hanno interessato ampie superfici verticali. Il grande camino centrale è aperto su tre lati ed è inteso come elemento divisorio tra la zona giorno/conversazione e lo spazio Tv: sollevato di circa 50 cm. da terra, è posizionato su grande basamento in pietra Stone Grey e pensato come elemento di arredo con funzione anche di seduta per gli ospiti, la cappa è rivestita in materiale ceramico effetto corten.
Marmi particolari sono stati scelti come rivestimento dei bagni, alternati tra Sahara Blanc per gli ambienti dedicati ai figli e Bronze Amami al piano mansarda; così come marmo d’effetto è stato impiegato per la pavimentazione ed il rivestimento della ampia zona Wellness, il Fusion Wow Dark. Nei caldi ambienti delle case di montagna una funzione fondamentale la assume il legno, già presente nei soffitti strutturali a falde a copertura della superficie mansardata.

Decisamente molto personale

Tutte le pavimentazioni sono state realizzate in legno con la posa di listoni di grandi dimensioni, mentre per i rivestimenti in boiserie si è optato per doghe posate orizzontalmente e scelte tra svariate qualità di legnami di recupero della zona. I rivestimenti in tessuto hanno interessato le pareti del corridoio della zona notte, integrati perfettamente con le porte a sistema invisibile filo muro, e parte del rivestimento della parete zona soggiorno. Le pareti non rivestite da legno, tessuto o materiale ceramico, sono state trattate con pitture materiche. Per ottenere continuità visiva tra i locali che caratterizzano la zona giorno, il parapetto della scala è stato realizzato completamente in vetro.
Il ballatoio è posizionato in corrispondenza dell’accesso dall’esterno al piano mansardato, ed è stato eseguito con struttura in ferro e pavimentazione in vetro strutturale trasparente. Tutto ciò permette di creare un effetto visivo di doppio volume che dal piano secondo, in corrispondenza della salita della scala di collegamento, permette di leggere la struttura dell’orditura del tetto di copertura. Particolare attenzione e cura dei dettagli è stata osservata in fase di progettazione dell’impianto illuminotecnico dell’abitazione. Si è optato per elementi ad incasso a soffitto nei locali al piano secondo, integrati con luci all’interno delle pareti verticali nel corridoio notte con funzione di segna passo al livello inferiore, mentre per quanto riguarda la zona giorno si è pensato di alternare soluzioni diverse a seconda della funzione che assumevano i vari ambienti. Nell’ampia zona giorno la valorizzazione della orditura lignea del tetto rappresentava l’elemento cardine della progettazione illuminotecnica, per cui si è optato per l’utilizzo di binari particolari che, posizionati ai lati della struttura principale in legno, mettessero in risalto la copertura attraverso l’uso di strep led continue per un’illuminazione uniforme nella parte superiore, mentre per quella sottostante si è pensato a corpi puntiformi posizionati ad hoc. Effetto scenografico per l’illuminazione della scala, realizzata con elementi sferici trasparenti fissati sul soffitto inclinato ad altezze e distanze tra loro differenti. Una serie di fini accorgimenti progettuali e un’esecuzione magistrale attenta ai minimi dettagli ha reso quest’appartamento unico, accogliente e decisamente molto personale.

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Armonie

Published on number 46 of Images, Novembre 2020

Modernità, autenticità e sapiente mix di materiali sono stati il leitmotiv di questo progetto. Ferro, legno, pietra… punteggiano lo chalet con particolare enfasi sulla scenografica scala che collega i livelli: accoglie i visitatori e li accompagna a tutti i piani con un gioco di linee in ferro patinato, materiale che si ritrova come un filo conduttore dal tetto in vetro della piscina, all’elemento divisorio d’arredo in cui è inserito il camino, come riquadro interno degli infissi, trasformandosi in una giocosa cornice.

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La giusta scelta degli elementi è essenziale affinché l’armonia sia presente, senza esagerazioni o accostamenti multipli che li neutralizzerebbero nella loro rigorosa nobiltà. Il legno a parete è larice a spacco termotrattato, un legno nuovo che dona leggerezza e vita allo chalet, niente battiscopa, lavorazioni di alta qualità. Senza questo accurato lavoro di finitura, il risultato non sarebbe lo stesso. Il legno è onnipresente, i dettagli sono importanti, porte filo muro che spariscono nella vena del legno, armadi che si dissolvono nei tramezzi, nessun sovraccarico inutile, per una visuale senza impedimenti o pesantezze. Nel soggiorno una palette di colori che gioca sulle tonalità di rossi spenti e arancio, quindi altri colori nelle tonalità della terra che piacciono particolarmente ai proprietari. Sopra il divano fronte camino una scultura d’artista in legno come eco di questa montagna del comprensorio sciistico Sixt-Fer-à-Cheval. Due sedute in ferro incorniciano le finestre per leggere accanto al fuoco e perdere lo sguardo oltre il torrente fino alle vette circostanti. Il camino in ferro, bifacciale, separa il soggiorno dalla biblioteca. Il grande tavolo in rovere dai bordi irregolari, cui è stata asportata solo la corteccia, può ospitare la numerosa famiglia dei proprietari. La cucina in Fenix nero, materiale nanotecnologico, opaco, soft touch, moderno, si apre completamente sul soggiorno per una maggiore convivialità.

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Particolare attenzione è stata riservata all’ingresso, che è arredato con armadiature per il deposito sci e attrezzature sportive: un disimpegno tecnico, anche questo costruito con il Fenix, dove è possibile agevolmente prepararsi per lo sport. L’illuminazione è stata particolarmente curata e già all’ingresso colpisce per la sensazionale trovata scenica della scala in legno senza alzate, dietro cui emerge la cantina: trekking, sci, bicicletta, ma anche buon vino! Tutte le camere sono dotate di bagno en suite e declinano dolcemente i colori della terra o i toni dei boschi circostanti, con una dinamica più giocosa per la stanza per i più piccini, sugli ocra ed i gialli radiosi. Alla fine della giornata lo spazio relax focalizza l’attenzione, qui domina il carattere minerale della pietra con cui è stata realizzata la grande piscina dove distendersi ed apprezzare il panorama circostante.

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Tendenze

Published on number 46 of Images, Novembre 2020

La montagna è, nell’immaginario collettivo, un luogo di tranquillità caratterizzato in modo preponderante dal paesaggio. Pendii e boschi, profili di montagne rocciose o coperte di neve sono per chi frequenta o abita la montagna tratti indelebili dell’esperienza dei luoghi. Si tratta di immagini che mutano con le stagioni e con le ore del giorno e della sera capaci di presentarsi davanti ai nostri occhi suscitando sempre rinnovate e vibranti emozioni. Il piacere di queste viste e la serenità che trasmettono spingono chi ama la montagna a desiderare delle case in cui il paesaggio, grazie alla trasparenza dei fronti, possa entrare e diventare elemento caratterizzante e imprescindibile dell’abitazione.

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Le architetture che vengono presentate si fondano su tali presupposti e funzionano come dei dispositivi che catturano il paesaggio facendolo diventare parte integrante della casa e, nel contempo, proiettando chi la abita all’esterno con un senso di totale immersione nella natura circostante. In un caso l’ampliamento di una casa esistente genera un volume di collegamento, interamente vetrato e di dimensioni generose che funziona da elemento di distribuzione ma anche da spazio abitativo completamente immerso nel paesaggio grazie all’involucro trasparente. Un’altra realizzazione presenta tagli con terrazze e trasparenze verso valle che fermano il paesaggio facendolo entrare con forza nella casa.

Roberto Rosset ARCHITETTO

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Editoriale

Published on number 46 of Images, Novembre 2020

Prendendo il tempo per osservare il costruito montano, non di rado, e con grande stupore, ci possiamo rendere conto di quali e quanti cambiamenti si siano rapidamente sviluppati in poco tempo: la meraviglia che mi sorprende e credo sia altrettanto per chi legge, sta nello scoprire che c’è sempre più l’orientamento verso la ricerca di uno stile che definiamo “alpino” per consuetudine, ma che in realtà è semplice coerenza con ciò che è stato edificato e rivisitazione in un’ottica di contemporaneità a partire dai materiali, per arrivare alla progettazione illuminotecnica, aspetto fondamentale in quest’ambiente dopo decenni di case buie a causa delle piccole aree finestrate.


È quindi con entusiasmo che si accolgono progetti in cui la creatività permette nuove prospettive


La tendenza oggi, grazie all’impiego delle più avanzate tecnologie, è quella di approfittare del paesaggio circostante dilatando le aperture su scorci panoramici in abitazioni in cui c’è già praticamente tutto in fatto di dotazioni tecniche. È quindi con entusiasmo che si accolgono progetti in cui la creatività permette nuove prospettive e gli interventi architettonici in ambito alpino tornano a suscitare interesse. E allora se la realtà quotidiana è lo specchio del tempo, ben vengano queste spinte innovative a portare entusiasmo e fiducia nel futuro prossimo.

Marinella Vaula
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Published on number 46 of Images, Novembre 2020
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Contemporanea grintosa e tipicamente alpina

Published on number 46 of Images, Giugno 2020

L’appartamento oggetto della ristrutturazione è situato in uno degli edifici storici di Cortina d’Ampezzo, progettato per l’espansione del centro storico del paese in vista delle Olimpiadi del 1956. L’approccio per la ristrutturazione della proprietà in oggetto si è focalizzato su due strade principali: il rispetto dei materiali locali e della tradizione, e al contempo la valorizzazione in chiave moderna di uno spazio che, nel suo essere ridotto, ha visto sfruttata tutta la potenzialità di ogni area anche attraverso i coni visuali verso il centro di Cortina.

Contemporanea grintosa e tipicamente alpina

Gli ambienti sono stati valorizzati con il materiale principe della tradizione, alpina: il legno antico di seconda patina, con realizzazioni di falegnameria, abilmente eseguite su disegno. L’appartamento è reso unico grazie ai pavimenti, i rivestimenti a parete ed anche a soffitto; le linee verticali amplificano la percezione degli spazi e sapienti esecuzioni moderne e pulite, creano ambienti senza tempo. Una particolare lavorazione di un ramo di larice funge da cornice alla parete divisoria tra pranzo e angolo cottura, lasciata naturale in modo da ‘invecchiare’ con la casa e crescere con essa, richiamando gli ambienti tipici che circondano la nobile “Perla delle Dolomiti”. I toni caldi della pietra Thala beige nelle due lavorazioni sia levigata e trattata per adattarsi all’uso quotidiano delle superfici di appoggio, sia nel suo piano naturale, che regala movimento e matericità agli elementi che definisce, come la doccia padronale, identificano gli spazi caratterizzandoli nella loro importanza.

Contemporanea grintosa e tipicamente alpina

I tagli di luce realizzati mediante faretti ad incasso creano un tutt’uno con il ferro in finitura calamina per le porte scorrevoli, le maniglie ed i rivestimenti del portale tra pranzo e living, creando stacchi, bordi e riquadrature lineari e pulite. Tessuti caratterizzanti, che seguono lo stile della committenza che nel cavallino ha visto un elemento focale per la camera padronale e la zona pranzo, mentre gli altri si tonalizzano con i materiali degli ambienti realizzati. I rulli oscuranti delle finestre spariscono nel soffitto, nei tagli del rivestimento in legno, scendendo meccanicamente solo al bisogno. La grinta dello studio professionale di progettazione si legge anche attraverso l’impronta contemporanea e la modernità che è stata data a questa realizzazione, sapientemente amalgamata allo stile architettonico tipicamente alpino con richiami di design. Specchi che si innestano tra legno e pietra, amplificano i volumi, regalando profondità ad un’unità abitativa che in 60 metri quadri raccoglie un insieme di funzionalità e comfort.

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Un meticoloso recupero

Published on number 46 of Images, Giugno 2020

L’antico “grenier” risalente al 1637 è una costruzione semplice in pietra e legno tipica dell’ambiente alpino, ed è stato acquistato con la chiara intenzione di creare un vero e proprio eremo di pace, per i momenti di relax con la famiglia e gli amici, immerso nei boschi di castagni, nel pieno rispetto della storia e della natura del luogo. La visione – si direbbe anche filosofica – è stata quella di voler dare una “seconda vita” a un edificio storico già ricco di fascino ma trovato in stato di rovina e ribatezzandolo “Casa Augusto”.

Un meticoloso recupero

L’intento è stato quello di cercare di salvare tutti i “testimoni” che si sono potuti recuperare come le pietre, gli elementi costruttivi di legno, le scale a pioli, gli scuri, avvalendosi solo di imprese, di artigiani e di fornitori locali. Allo stesso tempo non si è voluto rinunciare all’innegabile comfort che sa offrire oggi la tecnologia, come il riscaldamento a pavimento, il wifi che mantiene i contatti con il mondo e al salutare relax che si può provare in una sauna in legno di cedro. L’edificio è stato innanzitutto consolidato a partire dalle fondamenta, con l’inserimento di nuovi impalcati in legno e la ricostruzione della copertura in travi di abete e lose di pietra. Negli ambienti interni, distribuiti su tre livelli, si è in gran parte lasciata la pietra a vista e si è riutilizzato tutto il legname recuperato. In questo modo si è voluto rispettare ed enfatizzare il più possibile il carattere prettamente rurale e “primitivo” dell’edificio come valore imprescindibile da esprimere nello stesso, ora trasformato in abitazione.

Un meticoloso recupero

I vecchi listoni in abete del fienile e dei tramezzi, così come le travi di castagno, puliti e piallati, sono stati riutilizzati per creare gli arredi interni su misura e altri elementi fra cui i letti, il tavolo “fratino” della grande sala. Il larice, trattato termicamente e spazzolato, è stato invece impiegato per le doghe del parquet, nei soffitti a vista, nelle boiserie, per le scale. Per il piano della cucina e per i rivestimenti dei due bagni si è fatto uso della pietra di Luserna, disposta a lastre. La grande cappa del camino e quella della cucina, di ferro arrugginito, le rubinetterie e i corpi lampada di color bronzo, sono un esplicito riferimento ai metalli che venivano estratti in Val d’Aosta e in queste zone fin da epoche remote. In facciata sono stati ricostruiti, basandosi su vecchie fotografie e sempre con legname recuperato, i balconi e le strutture lignee come erano in origine, con le tipiche traverse orizzontali che permettevano di disporre ad asciugare le pannocchie di granoturco. Un continuo e proficuo confronto con la storia e la materialità dell’edificio ha permesso la realizzazione di un progetto studiato per soddisfare le esigenze abitative di una famiglia e delle generazioni successive

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Scenografica leggerezza

Published on number 46 of Images, Giugno 2020

Siamo a Courmayeur in prossimità del centro cittadino; questo appartamento è situato nel prestigioso condominio “Petit Massif”, dove, come in una casa sull’albero, le aperture in facciata svolgono un vero e proprio ruolo di cannocchiale naturale, esaltando la panoramicità degli affacci sul magnifico panorama della celebre località valdostana. Il progetto si è sviluppato con una composizione di materiali naturali, sobri e moderni, che richiamano sostanzialmente le basi dell’architettura di montagna ma con forme decisamente nuove e sorprendenti. L’intero appartamento che si sviluppa su due livelli, ha un pavimento realizzato in legno di rovere spazzolato finito con diverse mani di verniciatura colore legno naturale.

Scenografica leggerezza

Parte determinante del progetto di questa confortevole e singolare unità abitativa di alto livello è la scala scenografica che prende proprio ispirazione dal nome del condominio “Massif”: come tale si sviluppa in linea retta riproponendo una sistematica sovrapposizione di “tronchi massicci” autoreggenti su ciascuno dei quali è stata opportunamente “incastonata” come fosse un diamante in un collier una illuminazione indiretta. Il risultato è di una scenografica impressione di leggerezza e questo elemento caratterizza fortemente l’ambiente living. Il camino centrale che si trova in questo spazio vitale dell’appartamento, è stato realizzato in opera mediante il recupero delle pietre naturali rinvenute in cantiere durante i lavori di scavo. Tutte le lavorazioni in legno sono di abete antico, opportunamente selezionate e trattate con verniciature atossiche del tipo super opaco, in modo da esaltare e sottolineare le naturali venature del materiale. Il filo conduttore è rappresentato da un profilo di disgiunzione tra gli elementi verticali e orizzontali, lo stesso materiale è stato anche utilizzato come “portale” nell’evidenziare una suddivisione degli spazi senza evidenti barriere o altre divisioni. La cucina è il risultato di un interessante accostamento di materiali innovativi ad alta resistenza agli urti e agli agenti aggressivi, dove le parti più sollecitate (in scuro), sono realizzate in acciaio crudo artigianale con speciale “decapatura” della naturale calamina del metallo risultando così particolarmente robusto e piacevole al tatto, nonché perfettamente integrato il complesso compositivo dell’insieme progettato.

Scenografica leggerezza

Il tavolo da pranzo è stato realizzato con una tavola surdimensionata di pino cembro, che è stata opportunamente scortecciata e ricalibrata per l’uso in questione; il basamento del tavolo è in vetro stratificato a due piedi, posizionati a T, in modo da controventarlo nelle due direzioni di sollecitazione. L’arredo bagno è stato progettato mediante l’assemblaggio degli elementi lignei ad uso funzionale (contenitore dei lavabi in corian e armadiature), mentre si staccano le parti “umide” con l’utilizzo di Microtopping, un materiale di rivestimento a base cementizia ad altissima resistenza: l’immagine contemporanea si accorda con l’elemento tradizionale ligneo mediante le tonalità utilizzate che si declinano nei toni delle antiche malte ossidate che troviamo negli edifici rurali alpini. Il divano del soggiorno è un elemento su misura di tipo angolare, realizzato con tessuto in misto lana; come pure i tendaggi scelti in una finissima filatura resistente ai raggi ultravioletti. Il sistema illuminante è prevalentemente del tipo a luce indiretta con barre led e/o faretti, dove possibile è stata incassata con elementi a luce led del tipo a 2700 KL. L’illuminazione della zona pranzo è ottenuta con il sistema pendente in sequenza di diffusori a bolla a tre colorazioni e a tre geometrie diverse, ne deriva una composizione che ridisegna un nuovo sky line rovesciato delle montagne.

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L’acqua come elemento di benessere

Published on number 46 of Images, Giugno 2020

Nella Valtournenche, celebre vallata valdostana alla cui testa si trova il Cervino, questo è il sapiente restauro di un antico chalet Walser del 1749, ora recuperato ed utilizzato per un uso innovativo, improntato sul concetto di relax e benessere. Lo chalet è adiacente all’abitazione dei proprietari, un ex mulino del 1768.

L’acqua come elemento di benessere

L’obiettivo era di far rinascere un piccolo gioiello (patrimonio architettonico di pregio ma ormai in pessimo stato) nel più puro rispetto della storia e dei canoni estetici e costruttivi. È stata svolta un’attenta ricerca sulle origini della casa attingendo a pubblicazioni sugli edifici storici L’esterno è rinato in modo assolutamente conforme all’originale conservando legni e pietre, porte e finestre e riscostruendo dove necessario con materiali antichi pazientemente ricercati. Per gli interni, è stata approntata una struttura in acciaio che reggesse il peso dei vari solai. Fra la struttura in acciaio e le pareti esistenti in legno dello chalet, è stata eseguito un isolamento termico con prodotti di alta qualità prestazionale. Questo per garantire un comfort interno notevole ed un risparmio energetico. A supporto di ciò è stato costruito, in zona defilata rispetto allo chalet, un campo solare termico sottovuoto che nelle stagioni primaverile, estiva ed autunnale garantisce la produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento della vasca idromassaggio ed integrazione all’impianto di riscaldamento a pavimento. Per rispettare le quote in altezza dei tre piani, è stato realizzato un sistema radiante a pavimento eseguito in soli 2 centimetri di spessore. La domotica permette di gestire da remoto le partenze della vasca idromassaggio, il riscaldamento ed il trattamento dell’aria con il controllo dell’umidità relativa.

L’acqua come elemento di benessere

Tenendo conto dell’origine e considerata la destinazione finale, la scelta è stata di utilizzare l’abete antico per pavimenti e rivestimenti; a questo sono state accostate le pietre della Valle, a partire da quelle grigie per il pavimento della cucina, i bagni e la SPA e quelle nere per il piano e il bancone dell’angolo bar/cucina. Lo chalet è ispirato ai principi del benessere e del relax e ruota attorno alla SPA, nel seminterrato, con la grande vasca, progettata espressamente, dotata di varie tipologie di getti idromassaggio. Qui si trovano la grande doccia emozionale, la sauna e le poltroncine per rilassarsi e bere una tisana in perfetta armonia. Nei piani superiori si alternano zone relax con ampi divani, bar e grande schermo tv, a zone lettura più soft con chaise longue, librerie e camini. I dettagli sono estremamente curati a partire dagli arredi, ai tessuti ed alle luci, attentamente progettate per enfatizzare la struttura ed i pezzi di design, con faretti diretti e strisce led indirette che illuminano gli ambienti. Le antiche finestre incorniciano e permettono alla natura circostante di creare un decoro con scorci sulle Grandes Murailles. Come detto in apertura si tratta di uno spazio totalmente concepito per il relax, rispettoso dell’interessante documento architettonico d’origine, sapientemente interpretato e realizzato per essere vissuto all’insegna del cocooning, della rilassatezza e del saper prendersi il tempo per recuperare forza ed energia dall’elemento naturale tipicamente alpino qual’è l’acqua di sorgente, qui magnificamente esaltata.