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Editoriale

Published on number 38 of Images, Novembre 2016

Oggi non è facile trovare parole adeguate per l’editoriale della mia rivista, dopo i ripetuti severi eventi sismici che hanno scosso il cuore dell’Italia, devastando case ed edifici pubblici: un territorio ampio, enormemente danneggiato. Quella stessa naturaincantevole che in quei luoghi ha inanellato perle di rara bellezza si è scatenata con una forza anomala, lasciando distruzione e desolazione.
Gli abitanti delle località coinvolte sono gente di carattere, sincera, con un animo straordinario, di storica operosità, sorretti dalla viva impazienza di recuperare le loro radici. Il crollo della quotidianità, di case, luoghi di lavoro, interi paesi devastati e ridotti in macerie, sono immagini che vanno oltre la notizia di cronaca, che lacerano l’anima e con essa sogni, aspirazioni, progetti… vita.

A nome mio assicuro la massima attenzione e solidarietà verso queste popolazioni così duramente colpite, invitando i miei lettori, sensibili verso il tema delle abitazioni, a trovare nella forma suggerita dal loro cuore un modo concreto per non dimenticare il dramma di chi il privilegio di una casa ad oggi non l’ha.

Marinella Vaula
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Published on number 38 of Images, Novembre 2016
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Autenticità d’Altri tempi

Published on number 38 of Images, Giugno 2016

Ai margini del fantastico e magico bosco del Peuterey, ai piedi del massiccio del Monte Bianco, a 1560 metri di altitudine, in una vasta prateria contornata dalle vette della lunga catena del Bianco, troviamo questa minuscola semplice baita, costruita nel 1863. Inizialmente adibita a ricovero per i pastori, intorno al 1900 documenti storici testimoniano che è stata utilizzata nel periodo invernale, per le rigide temperature che si raggiungono nella zona, da Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, esploratore ed alpinista, per acclimatarsi in previsione della sua celebre spedizione al Polo Nord.

Nel 2009, dopo vari passaggi di proprietà, è stata ristrutturata radicalmente, con un sapiente intervento frutto di pazienza, di passione di professionalità, cercando di mantenerne le autentiche caratteristiche di unicità e recuperando materiali dalla stessa, tra cui le interessanti tavole di legno riutilizzate per il pavimenti e la pietra della struttura.
Per non stravolgere la sua storia si è mantenuta la ripartizione degli ambienti: al piano terra in quella che probabilmente in origine poteva essere una stalla è stato creato il “dortoir” tipo rifugio, con più letti, abilmente realizzati e posizionati in modo da ottimizzare lo spazio ma al contempo rispettare la possibilità di usufruire dell’ambiente anche per altri utilizzi; è stato aggiunto un ampio servizio, totalmente ricavato dal volume della vecchia cantina preesistente, conservando il rivestimento d’origine, quindi con le pietre apparenti.
Attraverso una scala interna si accede al piano superiore: il cuore della baita, nella zona giorno è stato utilizzato il pavimento originale con le tavole in vecchio larice larghe 40 cm. risanate e posate all’ancienne. Un piccolo funzionale caminetto riscalda l’atmosfera e anche durante la stagione estiva rende apprezzabile la temperatura di questo ambiente.
Una vera e propria cucina è stata realizzata dove nel tempo passato si trovava la stufa che allora serviva sia per preparare i cibi che per riscaldare. A rendere suggestivo l’ambiente contribuiscono dei corpi illuminanti molto particolari, dal sapore retrò che rimandano una luce ovattata e un’atmosfera d’altri tempi.
Il balconcino esterno con la sua scaletta, è stato mantenuto totalmente fedele all’originale: smontato, restaurato e rimontato meticolosamente, conferisce un’allure particolare a questa minuscola e affascinante piccola casetta.
I legni di larice lavorati dalle intemperie di stagioni dal clima decisamente severo si stagliano fi eri sulla calce chiara della facciata da cui affi orano le pietre di recupero. La vecchia baita oggi è diventata un comodo rifugio di quiete e relax per evadere dalla quotidianità, situata a pochi minuti dal centro di Courmayeur in un ambiente decisamente unico, immerso nella natura più autentica e selvaggia, con panorami mozzafi ato.
Realizzata in un sito privilegiato, ai margini di un bosco imponente e silenzioso, da dove si può godere di uno scenario ineguagliabile sul Monte Bianco e su tutta la sua maestosa catena ma nel contempo a pochi minuti a piedi dalla rinomata via dello shopping mondano di Courmayeur, questa residenza si fonde magicamente nella natura circostante in cui si staglia con le sue luci scenografi che e i suoi colori attentamente studiati nelle tonalità delle pietre locali.

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Unicità e Ricercatezza

Published on number 38 of Images, Giugno 2016

Nelle residenze di montagna l’intervento di ristrutturazione è un esercizio professionale che mette l’architetto di fronte a delle vere e proprie sfi de: l’obiettivo è quello di trovare, anche negli ambienti di limitate dimensioni, soluzioni di alta qualità e comfort, garantendo al tempo stesso un ottimo standard abitativo.
È il caso di questa accogliente dimora per le vacanze, ricavata al piano attico di uno stabile situato nella prestigiosa zona residenziale di Cianderies, a Cortina d’Ampezzo, dove la passione dell’architetto incaricato per il mondo della nautica e del design navale è stata utilizzata a servizio del progetto: ne è derivata una sapiente ottimizzazione degli spazi, come solitamente si applica nei contesti di progettazione navale.

Una perfetta e studiata organizzazione del distributivo ha permesso di ricavare due camere, un bagno ed un’ampia zona giorno con soppalco. La rivisitazione delle aperture sull’esterno esistenti ha consentito di rendere più funzionali gli spazi della zona giorno.
L’inversione della porta che conduce alla terrazza e l’ampia fi nestra che guarda verso la conca ampezzana hanno permesso di realizzare una zona pranzo ampia e luminosa. La zona living ospita anche l’angolo cottura, di dimensioni minime, ma completo grazie anche all’inserimento di elettrodomestici compatti e assemblati tra loro con un perfetto incastro. Completano l’insieme una zona divani, con un ampio lucernario che inonda di luce naturale questo angolo, dove trova spazio anche una tradizionale stufa a legna, in maiolica, che funziona da elemento di supporto al sistema di riscaldamento.
Molto interessante la porta del fuoco, realizzata su disegno, che ripropone il decoro classico dei fi enili ampezzani, ripreso anche come motivo sulle porte.
L’altezza della zona giorno ha consentito di ricavare un soppalco – area relax, alla quale si accede mediante una scala illuminata con strisce led posizionate sotto i gradini ed esattamente come in uno yacht anche i gradini sono stati sfruttati come elementi contenitori.
Sul lato verso monte sono state invece ricavate la camera padronale, dove gli armadi realizzati su misura e sagomati secondo l’andamento della copertura consentono di sfruttare tutto lo spazio in altezza, una cameretta per i ragazzi con due letti sfalsati così da ottenere un ulteriore armadio sotto ad uno dei due e il bagno, con pareti resinate in una calda tonalità di grigio a riprendere le sfumature della pietra Dolomia impiegata nella doccia ricavata in nicchia le cui pareti sono rivestite in listelli con fi nitura a spacco e illuminata scenografi camente da un lucernario.
L’attenta progettazione di ogni singolo elemento d’arredo e l’esecuzione artigianale precisa della lavorazione su misura hanno consentito di sfruttare ogni angolo dell’abitazione; ne sono un esempio le panche della zona pranzo con integrati dei cestelli estraibili o i mobili e i cassetti ricavati sotto la scala di accesso al soppalco e sotto i divani. La scelta dei materiali impiegati conferma il legame stretto dell’architetto con la propria terra: gli elementi connessi alla tradizione cortinese sono rivisitati ma fortemente presenti.
Il legno utilizzato per arredi, porte e pavimenti è il larice cotto, trattato in autoclave, con il preciso obiettivo di aumentare la resistenza della materia e di conferirgli una colorazione dai toni più caldi senza l’utilizzo di vernici colorate, tutto l’arredamento della casa è realizzato con quest’essenza, spazzolata e con fi nitura a “taglio sega”. La pietra, impiegata in lastre levigate per il piatto doccia, per i piani del mobile cucina e bagno ed i listelli con fi nitura a spacco per il rivestimento delle pareti interne della doccia è la pietra Dolomia, la stessa che forma le pareti rocciose dolomitiche e che all’alba e al tramonto si colora di rosa, dando origine al famoso fenomeno dell’enrosadira, tipico di queste valli; materiali dunque fortemente radicati nel costruire locale.
A completare l’intero quadro concorrono i tessuti, scelti con estrema cura dalla committenza con l’architetto, con cromie neutre e rassicuranti: la leggerezza e la purezza dei tendaggi in lino bianco che fi ltrano delicatamente la luce del sole si sposano con il tessuto operato grigio dei rivestimenti del divano, coordinato con i cuscini della seduta pranzo. Per la testata del letto è stato utilizzato il cuoio vintage in un caldo color cioccolato, che in pelle, nelle sue molteplici sfumature è ricorrente nei diversi ambienti della casa e che, insieme agli altri materiali scelti in questo intervento, contribuisce a creare una continuità ed un’armonia degli spazi di questo “nido” per le vacanze, dove però ogni ambiente mantiene la sua unicità e ricercatezza.

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Beato Isolamento Alpino

Published on number 38 of Images, Giugno 2016

La Baita è situata sulle rive della diga di Cancano, bacino artifi ciale nei pressi di Bormio costruito nella prima metà del ‘900 al fi ne di generare energia elettrica per tutta la Lombardia.
La valle delle Torri di Fraele, dove sono presenti delle rovine risalenti alle guerre mondiali, è una zona incantata, incredibilmente ancora non raggiunta da elettricità e collegamenti telefonici. La completa mancanza di inquinamento luminoso e questo “isolamento” assolutamente benvoluto, la rende magica soprattutto all’imbrunire, orario in cui ci si sente avvolti da un’atmosfera di altri tempi.

La costruzione della baita risale agli anni ’70, periodo in cui si presentava come una tipica villetta edificata con materiali e arredi di recupero.
La seconda generazione di proprietari ha recentemente proceduto ad una completa ristrutturazione utilizzando legni antichi e mobili ricercati con passione negli anni lungo tutto l’arco alpino. Le poltrone del soggiorno sono invece originali e risalgono agli anni ’70.
Gli oggetti presenti, tutti frutto di accurata selezione, provengono in larga parte dal negozio di proprietà della famiglia specializzato nell’arredo della casa di montagna. I complementi tessili sono stati affidati alla solida esperienza dell’azienda torinese di amici di famiglia, affermato punto di riferimento per gli arredi di livello.
La baita si presenta come un posto costruito e arredato con amore: amore per il luogo, per le origini e la storia famigliare lì vissuta; un rifugio accogliente, realizzato con passione e dedizione, da tutti considerato un ritrovo del cuore e dell’anima.

Beato Isolamento Alpino
Beato Isolamento Alpino

La casa è dedicata, oltre che ai momenti intimi famigliari, alla convivialità. Ci sono infatti molti spazi a sedere e posti letto, anche di fortuna, ma tutti ben pensati. Si coglie la mano esperta dei componenti della famiglia, professionisti del settore, che hanno reso l’ambiente funzionale e confortevole al tempo stesso, senza snaturarne l’origine.
Il legno vecchio è stato lavorato da artigiani locali che l’hanno saputo portare a nuova vita, utilizzando ad esempio la balaustra recuperata da un vecchio balcone come parapetto del ballatoio.
La cucina è spartana e adatta ad essere utilizzata anche quando la compagnia è numerosa, come nella migliore tradizione alpina. Il soggiorno è rallegrato da un grande caminetto ed una tipica “pigna” la stufa in muratura presente in quasi tutte le case dell’Alta Valtellina, che assicura un sano tepore a tutta l’abitazione.

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Il “Contenitore” Ideale

Published on number 38 of Images, Giugno 2016

Realizzare il proprio sentire è un lusso riservato a pochi: qui una coppia ha davvero costruito il suo rifugio perfetto. Perfetto fi no a quando non ne penseranno un altro…. In Alta Savoia, terra amata da entrambi, in una zona un po’ fuori dal chiasso delle più note stazioni tanto conosciute e frequentate; siamo davvero nel “posto dei sogni”! Lui è uno dei colossi delle costruzioni di legno in montagna, lei della montagna ha espresso nella decorazione di interni la filosofia più epurata ed autentica.

Non poteva che essere realizzata da loro questa costruzione che ha richiesto 120 metri cubi di legno di larice, utilizzato per la struttura e per i rivestimenti. Non è una casa come tutte le altre: tanto per cominciare dalla forma, un parallelepipedo, una manica in legno allungata, con il fi anco al sole completamente vetrato e con la copertura inerbita.
L’attenzione quasi maniacale all’ambiente ne ha fatto un vero e proprio esempio di abitazione ad impatto zero: l’energia proviene da pannelli fotovoltaici e solari combinati ad una pompa di calore che provvede al riscaldamento, che è stato progettato a pavimento con acqua a bassa temperatura, ed anche alla piscina.
L’acqua piovana è recuperata in una cisterna apposita e adoperata per l’irrigazione del giardino e per le toilettes. La coibentazione del tetto si avvantaggia della scelta di vegetalizzare la copertura nella porzione a nord.
Sempre nell’ottica di ottenere le migliori performances energetiche è stato utilizzato il cemento che funge anche da regolatore termico, oltreché come elemento di architettura: lasciato a vista nella zona nord dell’abitazione, questo ha richiesto una lavorazione particolarmente meticolosa.
A pavimento è stato posato parquet in larice ad alta performance, tranne che nelle zone tecniche come la cucina, la lavanderia e la doccia esterna, dove c’è della kerlite in maxi formato da 1 metro per 3; per il bagno padronale marmo di Carrara e parquet in continuità con la stanza da letto.

La particolarità di questa abitazione e la sua unicità sono dovute alla sua concezione innovativa dello spazio: un contenitore che contiene un altro contenitore, il secondo è un parallelepipedo che racchiude la stanza matrimoniale con la sua zona attrezzata a cabina armadio ed il bagno.
Il rimanente volume è un vasto spazio soggiorno con una cucina a vista che gode di un’enorme vetratura sia verticale che in parte inclinata, dotata di un sistema automatizzato per il controllo delle schermature per il sole, ma che di fatto permette di vivere in perfetta libertà visiva, seguendo il ritmo delle stagioni che si susseguono.
Il concetto dello spazio vuoto all’interno di questa abitazione-scatola è qui idealmente espresso; troviamo davvero l’essenziale per vivere, gli arredi, la tecnologia della cucina e l’illuminazione di raffinato design tradiscono il “mestiere” consumato della padrona di casa!

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Il Paradiso Della Creatività

Published on number 38 of Images, Giugno 2016

Quando si dice di abitare in una realtà fuori dal comune tutti immaginiamo qualcosa di eccentrico; credo, dopo aver pensato agli oggetti più stravaganti, che nessuno mentre sta leggendo non si sia potuto far venire in mente che qui siamo davvero agli estremi… È così: questo simpatico ed originale antiquario ha realizzato la sua abitazione in una vecchia costruzione in una piccola radura al limite di un fi tto bosco tra le montagne della Savoia! Certo, raggiungere la casa, per sua stessa ammissione, è tutt’altro che semplice…

Un po’ per mestiere, senz’altro moltissimo per passione, nel tempo qui sono stati portati oggetti che hanno colpito l’immaginario o che fanno parte di quel mondo irrazionale di cui il proprietario ha giudicato fondamentale circondarsi: in effetti la fantasia ha avuto il sopravvento ma l’abitazione sicuramente si presta egregiamente per questo esercizio di decorazione creativa e questo è, a tutti gli effetti, il paradiso della genialità…
Partiamo dalla considerazione che la casa è il rifugio per eccellenza ed è il posto dove necessariamente dobbiamo sentirci a nostro agio: quindi cosa di meglio per riunire tutto ciò che può portare gioia avendone la possibilità? L’abitazione si può sinteticamente defi nire un enorme open-space su due livelli, dove gli spazi sono dilatati all’inverosimile e praticamente tutto è a disposizione di tutti: la casa è un gran palcoscenico in cui il proprietario funge da regista per la rappresentazione quotidiana della vita.

Il paradiso della creatività
Il paradiso della creatività

E cco allora una vera e propria alcova dove trova posto il grande letto ma il volume è privo di vere pareti ed è delimitato solo da armadi antichi; lo spazio rimanente è il luogo in cui va in scena la vita di relazione, con zone dedicate al ricevere, alla conversazione, al gioco ed alla magnifica collezione di tazze.
Nell’ideale teatro i ruoli degli spazi comunemente noti sono sapientemente stravolti e si fondono tra loro formando un tutt’uno separato solo dal fatto che i livelli dell’abitazione sono due, uniti peraltro da una scalainstallazione che magicamente li collega senza interrompere questa armonica continuità d’esposizione che rende davvero l’idea della rappresentazione della quotidianità di ieri e di oggi nel palcoscenico della vita. •

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Tendenze

Published on number 38 of Images, Giugno 2016

Il legno, materiale facilmente lavorabile e dalla superfi cie calda, è da sempre molto presente nella casa di montagna, dove si presta ad applicazioni a diverse scale.
A partire dalle architetture tradizionali è stato materia innanzitutto per le strutture, tetti, solai, pareti, ma anche per le fi niture degli interni, pavimenti e boiseries, fi no agli elementi di arredo ed ai piccoli oggetti d’uso quotidiano e di decorazione. Oggi, in molti interventi di architettura, il legno è messo al centro del progetto: attraverso la ricerca di forme essenziali la sua materialità intrinseca trasmette forti e piacevoli sensazioni.
Alcune case paiono rifugi, luoghi di pausa rispetto al mondo esterno.
I volumi evocano forme archetipe e gli ambienti, per contrasto con il caos esterno e con l’invasione di oggetti per lo più inutili e superfl ui, si svuotano e si fanno essenziali. In questi spazi la qualità dei materiali e le loro peculiarità tattili e cromatiche diventano protagonisti per eccellenza.
Questa nobile materia naturale ha un’altra qualità che ce lo fa apprezzare, è una qualità che ha a che fare con il tempo. Si tratta di un materiale che “sa” invecchiare trasmettendo una sensazione di vissuto, che si modifi ca naturalmente con il passare del tempo reagendo alle sollecitazioni climatiche e che si lascia modifi care dalla presenza dell’uomo che vi imprime scalfi tture e modellamenti.

Balsthal
Balsthal

Il legno si veste del tempo passato diventandone preziosa e solida testimonianza nel mondo che, intorno, corre rapido e veloce.
Questo materiale trova ampia applicazione negli interventi di recupero e riuso degli edifi ci tradizionali a loro volta in legno, ma non solo. L’accostamento di legni vecchi e antichi, con lavorazioni attuali e del passato, mostrando grandi contrasti destinati nel tempo a sfumare, sa emozionare.
In costruzioni in muratura, invece, in virtù del suo aspetto leggero e reversibile, viene impiegato per segnare elementi di nuovo inserimento o modifi che apportate alle strutture esistenti. In entrambi i casi si rivela un elemento importante per la conservazione del patrimonio architettonico e la sua trasmissione alle generazione future.

Roberto Rosset ARCHITETTO

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Editoriale

Published on number 38 of Images, Giugno 2016

Quando pensiamo all’architettura di montagna immaginiamo il classico chalet di legno, se proviamo però ad incrociare elementi tradizionali con linee contemporanee, otteniamo ambienti essenziali, pratici ed accoglienti.
Costruire in montagna presenta oggettivamente dei limiti, prima di tutto per quanto riguarda l’aspetto dello sviluppo nello spazio alpino, territorio fragile a dispetto delle montagne granitiche di cui è parte! Si parla così di salvaguardia dello spirito dei luoghi, di tradizioni, di fi lologia dell’edifi care in terre dalla forte pendenza, di inserimento nel paesaggio di elementi di grande effetto visivo, successivamente ma non in ordine di importanza, dell’evoluzione del concetto di comfort abitativo e delle sempre maggiori richieste di energia, quindi di efficienza e di impatto ambientale del fabbricato… A mio modo di vedere la considerazione principale è che siamo tutti coinvolti nello sviluppo e nella scrittura di una storia straordinaria, ne siamo i protagonisti, e, se siamo convinti di esserlo, l’unicità dell’abitazione è la rappresentazione del nostro sentire più profondo.
Con questa mia rivista sono certa di avere contribuito nel corso di questi ormai quasi 20 anni di pubblicazioni, a creare quel tantino di scompiglio che ha inevitabilmente scosso conscio e inconscio di tanti fruitori del costruito alpino.
Senza volere dimostrare niente a nessuno! Sono consapevole che non c’è niente di facile o scontato, ma solo lavoro e ancora altro lavoro; affidato a professionisti seri, in grado di proporre idee, di indurre a riflettere, ma anche di saper fare emozionare com’è successo a me entrando in alcune abitazioni che propongo in questo numero estivo, straordinariamente ricco, talmente carico di provocazioni che le ho pubblicate tutte, aggiungendo pagine alla rivista!

Marinella Vaula

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Published on number 38 of Images, Giugno 2016