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Published on number 51 of Images, Giugno 2023
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Concept materico

Published on number 51 of Images, Giugno 2023

L’appartamento è situato al terzo ed ultimo piano di una modernissima costruzione affacciata sul laghetto di Madonna di Campiglio; pochi esclusivi appartamenti con un welness in comune, dotato di capiente piscina, situato al piano seminterrato. La giovane coppia che ha scelto questa meravigliosa abitazione per la villeggiatura, a 1500 metri di altitudine tra le splendide e suggestive cime dolomitiche del parco naturale dell’Adamello-Brenta, condivide momenti di svago e relax con un nutrito gruppo di familiari e amici di cui ama circondarsi.

Concept materico

La proprietà ha una metratura di tutto riguardo e la sua suddivisione permette sia la privacy più assoluta con ogni stanza dotata di bagno en suite e capaci armadiature, sia il piacere della condivisione anche per un nutrito gruppo di ospiti. Nella zona giorno, ampia e luminosa, una sequenza di armadiature filo muro permette di riporre tutto il possibile abbigliamento utile in montagna e funge comodamente da contenitore per attrezzature e stoviglie, piuttosto che ogni oggetto che possa rompere l’equilibrio di ordine e pulizia delle linee create per l’immagine di questa sofisticata ma vivibilissima proprietà. In questo accogliente spazio living troneggia la cucina, progettata con un’isola monolitica, scura, in cui l’inserimento dei legni è una elegante punteggiatura. La zona conversazione è caratterizzata da divani a virgola in velluto e lana bouclé nei caldi toni della terracotta: si oppone alla parete in boiserie di legno invecchiato, realizzata in continuità di vena come tutti gli arredi su misura in legno. Il grande tavolo conviviale eseguito artigianalmente su disegno, con base metallica, è corredato da poltroncine nei toni del cuoio e sovrastato da un elemento luminoso spiccatamente anni ’50.

Concept materico

Lame di luce ad effetto “wash wall” su tutte le superfici, ne esaltano le qualità in modo uniforme facendone risaltare l’aspetto materico. La zona notte è caratterizzata da letti con grandi testate tessili e da pareti lignee con texture vibranti. Una studiata luce calda avvolge i bagni ai quali è stata riservata un’attenzione particolare nella scelta dei rivestimenti in lastre di gres in grande formato dai toni pietrosi e cementizi accostati a legni spazzolati e pietra dolomia a spacco. I sanitari in ceramica opaca nelle sfumature della terra, la rubinetteria con finiture diverse per ognuno dei quattro ambienti e l’inserimento di carte da parati a pannelli decorativi regalano unicità ad ogni singolo bagno. Al terrazzo a loggia e al suo arredamento con corde, legni e ceppi grezzi è affidata la missione di creare un ideale ponte tra il calore dell’interno e la prepotente natura dolomitica circostante.

Concept materico

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Tendenze

Published on number 51 of Images, Giugno 2023

Sostenibilità
Sulle alture del Lago d’Orta è una struttura con la massima autonomia energetica mediante l’integrazione tra più moderne tecnologie nel segno della sostenibilità, del risparmio energetico e della bioedilizia. L’edificio è in classe A ed a dodici anni dalla realizzazione, i dati di produzione dell’energia elettrica da impianto fotovoltaico e quelli dei consumi effettivi confermano quanto il sistema sia stato e sia in grado di autosostenersi.
Ai margini del nucleo originario dell’abitato, in un contesto caratterizzato dalla presenza di edifici storici e di completamenti più recenti, la proprietà ha un dislivello complessivo di circa 5 metri, privo di alberature.
Il progetto assume il pendio esistente come condizione da valorizzare e il volume della casa si inserisce direttamente nel terreno, sfruttandone la pendenza per realizzare un piano interrato di servizio. La copertura a falde con manto in tegole di cotto, in armonia con il centro storico dell’antico borgo, ha il colmo centrale inclinato come il terreno.

Tendenze

Il progetto si poneva come obiettivo la realizzazione di una casa unifamiliare ad alte prestazioni energetiche, ottenute dalla combinazione di scelte architettoniche (forma ed esposizione), di materiali costruttivi (struttura in legno ed isolamento termico) e di soluzioni impiantistiche basate su energie rinnovabili.
La casa ha una sagoma compatta, con aperture mirate all’inquadramento dei punti salienti del paesaggio e finalizzate al guadagno termico passivo dato dal soleggiamento invernale.
L’edificio, per il volume fuori terra, è realizzato interamente in legno con struttura portante in X-Lam, lasciato a vista all’interno degli spazi abitativi. Un’unica grande scala in legno collega l’ingresso a quota terreno con il piano primo dell’abitazione e, proseguendo in modo rettilineo, con il piano soppalcato affacciato sul soggiorno a doppia altezza, con una continuità spaziale sottolineata dalla uniformità materica delle superfici delle pareti e della copertura in legno.
Le soluzioni impiantistiche a energie rinnovabili sono poco percepibili all’esterno: l’impianto primario di climatizzazione è alimentato da una pompa di calore collegata a sonde geotermiche che scendono in profondità nel terreno, mentre i consumi elettrici sono coperti da un impianto fotovoltaico incassato nel manto di copertura del tetto. La casa offre un elevato comfort abitativo con costi energetici quasi nulli.

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Un piacevole contrasto

Published on number 51 of Images, Giugno 2023

In un edificio degli anni ’60 situato in centro a Courmayeur, l’appartamento all’ultimo piano, di proprietà di una coppia di newyorkesi innamorati del Monte Bianco, è stato oggetto di una ristrutturazione totale, nella quale sono state riviste partizioni e destinazioni degli spazi, eliminando alcune divisioni frutto di una concezione architettonica oggi ormai superata. In quella che era la cucina è stata ricavata una camera doppia con bagno en suite mentre la camera adiacente al soggiorno è stata aperta per creare un grande living con caminetto e cucina a vista. La casa può accogliere comodamente sei persone in tre camere ed è dotata di due bagni dalle linee moderne ed essenziali.

Un piacevole contrasto

L’elemento che caratterizza questo appartamento molto luminoso è il panorama incredibile di cui si gode dalle ampie vetrate della zona giorno: Col Checrouit, Mont Chetif e l’amato gigante Monte Bianco. Il progetto ha previsto un meticoloso lavoro di falegnameria, eseguito con grande cura per i dettagli, per ottenere un risultato esteticamente omogeneo, estremamente gradevole e accogliente. Le larghe doghe di larice sbiancato a pavimento rivestono anche alcune pareti con uno studiato effetto di continuità geometrica e proseguono sul soffitto di tutta la casa. L’effetto finale è dinamico, grazie all’alternanza di legno e intonaco, enfatizzata dall’illuminazione precisa e puntuale.

Un piacevole contrasto

Elemento centrale del soggiorno e di tutto il progetto di rinnovamento è lo spazio cucina, concepito in modo molto tecnico e realizzato completamente in acciaio inox. L’accostamento cromatico e materico del legno e dell’acciaio dà luogo a effetti visivi inediti, sempre diversi nell’arco della giornata e con l’alternarsi delle stagioni, con luci e colori differenti… Il paesaggio del quale l’acciaio riflette riverberi e scintillii diventa parte integrante del progetto d’arredo; completano l’immagine alcuni pezzi di design e di antiquariato, creando un insieme armonioso e non banale, con note di colore dettate dall’ambiente alpino con il divano in velluto verde e il suo tappeto frontale color terra. Le linee morbide del sofà e della butterfly chair creano un piacevole contrasto con la fredda funzionalità della cucina, dando vita a un alloggio seducente e confortevole.

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Editoriale

Published on number 51 of Images, Giugno 2023

Il paesaggio alpino è un ecosistema fantastico, ricco di moltissime sfaccettature, che sostanzialmente si regge su un ancestrale equilibro tra natura ed esigenze legate alla vita di chi qui vi abita. La montagna si racconta anche attraverso l’edificato: tanti sono stati nel tempo gli architetti che hanno dato un loro significativo contributo a questo tema, da Edoardo Gellner (Cortina d’Ampezzo) a Carlo Mollino (Cervinia e Champoluc) e Henry Jacques Le Meme (Megève) per fare solo qualche nome…


“… Ogni realizzazione è una storia, un miracolo di creatività …”


Oggi sono numerosi i professionisti che si misurano con progettazioni in ambito montano, qui tutti i vari aspetti legati all’ambiente costringono ad affrontare situazioni estreme; il territorio alpino diventa così modello per lo sviluppo di temi legati all’innovazione tecnologica senza perdere di vista la tradizione dei materiali legati specificamente a questo mondo singolare, in cui progettare significa accettare sfide.

Ogni realizzazione è una storia, un miracolo di creatività e, fortunatamente, quasi sempre, una battaglia vinta… Il rispetto per il costruito e per le vicende dell’antropizzazione del luogo non sono solo leggende vernacolari, è importante osservare con scrupolo le scelte operate dagli antenati che non si insediavano in determinate zone perché troppo esposte a eventi naturali o a ragione ne sceglievano altre per le loro peculiarità, prima fra tutte l’abbondanza di acqua e la minore pendenza. Oggi la progettazione si è spinta verso forme e materiali avveniristici: la contemporaneità si assolve quando forme e materiali pur connotandosi nel nostro tempo rispondono a canoni di opportunità e buon senso…

Marinella Vaula
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Una leggerezza fantastica

Published on number 51 of Images, Giugno 2023

Siamo tra le montagne dell’alta Savoia, qui al cospetto di cime maestose tra cui il Monte Bianco, i ghiacciai scintillano al sole, i torrenti scorrono impetuosi con le loro acque limpide attraversando prati punteggiati di deliziosi fiori multicolori… Questo è uno chalet tipico, con solida architettura tradizionale e legni sapientemente lavorati a creare ambienti caldi ed avvolgenti, secondo una tecnica di lavorazione che permette di vivere l’ambiente domestico completamente attorniati da un materiale naturale dalla resa impareggiabile in architettura qual’è il legno.

Una leggerezza fantastica

Doppie altezze ed ampie vetrate caratterizzano questa abitazione che la proprietaria ha deciso di rendere più accogliente e con un’atmosfera volutamente bianca e vellutata, nella ricerca di ambienti marcatamente alpini e rilassanti. è stato così intrapreso un lavoro di meticoloso rinnovamento partendo da queste linee guida, che sono state diligentemente applicate nella filosofia di approccio ad una costruzione di per se già decisamente corrispondente ad un’immagine di naturalità per via dei suoi legni così essenziali e puri… Mantenuta la cucina praticamente tale e quale, modificando solo le maniglie dei mobili, l’intervento si è sviluppato con un nuovo approccio riguardo le materie tessili impiegate: lino bianco per tutti i tendaggi, per creare uniformità e armonia cromatica, punti di colore nelle stanze dove morbidi plaid in tartan ricamato a mano richiamano i fiori colorati che caratterizzano i prati circostanti.

Una leggerezza fantastica

In ogni stanza il rinnovamento ha riguardato le testiere dei letti, realizzate in tessuti che con le loro nuances delicate sono le uniche macchie di colore non-colore concesse assieme ai plaid ricamati. L’ingresso, completamente rivisto, è stato dotato di una pratica panca in tessuto laniero ad effetto bouclée. Le splendide immagini realizzate dal noto fotografo Patrick Blin, in stampe numerate ed originali, già precedentemente nello chalet sono state mantenute poiché nello spirito bianco desiderato. L’insieme dell’intervento risulta di una leggerezza fantastica, frutto di sapiente alchimia e capacità nel proporre materiali che accostati ai nuovi arredi della zona pranzo e soggiorno, nonché ad un’illuminazione precisa e puntuale, rimandano l’atmosfera ovattata e dai toni inconfondibilmente chiari desiderati dalla committenza.

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Editoriale

Published on number 51 of Images, Novembre 2022

Un maso da sogno

 

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Tendenze

Published on number 51 of Images, Novembre 2022

CAD Martin 1850
Questa è la ristrutturazione di una tipica stalla dei Grigioni italiani, oggetto di un intervento completo e trasformata in rifugio privato dagli interni piacevolmente contemporanei; è il fienile emblema dell’architettura locale, che si differenzia dagli altri per una maggiore superficie. Originariamente si sviluppava su due piani, il piano terra per gli animali e sopra il fienile.

Tendenze

Per gli esterni è stata scelta la via del restauro conservativo: è stato inserito un taglio longitudinale verso sud incorniciandolo con delle assi di larice lasciate al naturale che con il tempo assumeranno una tonalità grigia.
Dalla struttura sono stati ricavati due appartamenti: un monolocale autonomo e questo appartamento che comprende una porzione della stalla e il fienile collegato da una scala interna e servito da una esterna (quella originale). L’ingresso avviene dalla vecchia scala esterna. L’ambiente interno è tutto a doppia altezza ed è stato realizzato un piccolo soppalco aperto sul vuoto.

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The last frontier

Published on number 51 of Images, Novembre 2022

The Last Frontier è il nome della ristrutturazione eseguita su questo edificio, l’ultimo fabbricato residenziale nel comprensorio del Monte Bianco, prima del vicino confine francese. L’immobile vanta una lunghissima storia, infatti è presente sul territorio da più di due secoli. Alcune testimonianze fotografiche della fine del 1800 lo ritraggono ad uso agricolo immerso nei verdi pascoli, oggi occupati da una rigogliosa foresta di abeti rossi.

The last frontier

Solo nei giorni nostri è stato nuovamente utilizzato e destinato a dimora di vacanza, in particolare nella stagione estiva. La sua collocazione, infatti, complica non poco l’accesso durante il periodo invernale; forse è proprio la delocalizzazione geografica che rende la sua architettura ancora più unica e speciale. Particolarità dell’intero fabbricato è il tetto a padiglione aperto sui tre lati: ciò crea un naturale “cannocchiale” puntato sulla catena del Monte Bianco con i suoi 4810 metri in primo piano. La realizzazione del tetto con il tronco tondo (uso fiume) è stata ripresa dalle linee architettoniche dell’edificio originale. Il recente intervento di ristrutturazione ha visto l’utilizzo delle più avanzate tecniche costruttive ma ha filologicamente conservato il più possibile l’originale fabbricato, questo almeno, per quanto riguarda i materiali: legno e pietra esistenti, sono stati tutti riutilizzati fino all’ultimo “concio”.

The last frontier

La parte in levazione è stata realizzata in bioedilizia con il rivestimento di pietre recuperate, gli interni sono stati rispettosamente realizzati in legno di abete e larice antico.
Volutamente le parti nuove si sono inserite nel contesto con un netto contrasto cromatico e di materiali, in particolare spicca il rivestimento della cucina in moderno Hpl stratificato ad alta densità (innovativo materiale con eccellenti caratteristiche di resistenza e versatilità, ideale per la realizzazione di sistemi d’arredo autoportanti). Un camino a legna garantisce un’ottima integrazione di comfort nei periodi invernali, anche se le altissime prestazioni energetiche dell’intero edificio accumulano calore quasi in eccesso. Il tavolo da pranzo è stato recuperato dalle travi principali del vecchio fabbricato che un artigiano locale ha saputo interpretare ridando nuova vita ad un elemento che sembrava inutilizzabile a prima vista. Anche in questo caso il basamento è stato eseguito in contrasto, con una centina in acciaio verniciato a polvere. L’illuminazione è prevalentemente realizzata in modo puntuale con spot a semi-incasso che sono stati pensati già dalle prime bozze di progetto, in quanto immediatamente cablati all’interno della copertura: ne risultano spazi pieni e vuoti, con una suggestiva atmosfera quasi museale, fatta eccezione per l’imponente lampadario sul tavolo, dove una sequenza di elementi in vetro illuminati a led crea una luce a 360° nella zona pranzo.
Questa remota dimora, progettata con passione e realizzata con dovizia di dettagli è il luogo perfetto per ritrovare l’intimità della famiglia o per godere della compagnia degli amici in un ambiente suggestivo e accogliente.

The last frontier

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Un angolo di Paradiso

Published on number 51 of Images, Novembre 2022

Ci troviamo a Courmayeur, nella famosa Val Ferret, territorio di rara bellezza ai piedi del Monte Bianco. Sui magnifici pascoli che si stendono al cospetto delle Grandes Jorasses e del Dente del Gigante, un rudere di un antico alpeggio, ormai in disuso, è stato oggetto di recupero. Quell’antica rovina, dopo un’attenta fase di progettazione e un lungo cantiere, è diventata una baita abitata stabilmente. Oggi, anche a distanza di qualche tempo dalla sua inaugurazione, non smette di stupire i suoi ospiti per la magia con cui costruzione e paesaggio naturale comunicano intimamente, fino quasi a fondersi, in un dialogo nuovo e antico che affonda le sue radici nel rapporto dell’uomo con la montagna.

Un angolo di Paradiso

Percorrendo il sentiero che dall’alto della proprietà scende verso valle, si raggiunge la casa, inserita con grande armonia nel naturale declivio del terreno, di cui inizialmente si scorge soltanto il tetto, rivestito dalle tradizionali scandole in legno. Il piano di accesso si apre su un grande ambiente open space, con l’immancabile caminetto, un capiente tavolo per le serate in compagnia e una pratica cucina. Da qui si aprono vetrate panoramiche e si trova l’accesso alla terrazza, da cui si gode di una vista eccezionale sull’intera skyline del Monte Bianco. Un soppalco in legno e vetro al di sopra della zona di ingresso e della sala da pranzo regala alla casa preziosi spazi per lavoro e relax senza togliere luce alla zona giorno, in un mix molto riuscito di materiali e soluzioni costruttive. Le aperture offrono ulteriori scorci sul paesaggio circostante, veri e propri quadri che mutano nell’arco della giornata e delle stagioni, assumendo sfumature sempre nuove. La zona notte e relativi servizi è stata ricavata al piano sottostante, con spazi sfruttati al meglio e pensati per accogliere comodamente la famiglia e gli ospiti.

Un angolo di Paradiso

Gli interni sono dominati dal legno di larice che conferisce una connotazione ed un calore tipicamente montano agli ambienti. Nonostante la costruzione sia a tutti gli effetti una baita, e tale si sia voluta mantenere, nel sapiente intervento di ristrutturazione, la parte impiantistica ha ceduto il passo alla modernità, realizzando un sistema di riscaldamento misto, che ha previsto l’impiego di pannelli solari termici come primaria fonte di energia, gestiti in sequenza con un termocamino abbinato solo in caso di temperature rigidissime ad una tradizionale caldaia. L’intero impianto elettrico è comandato con un sistema domotico che permette di governare tutti i servizi da remoto. L’esterno, seppur costantemente curato, mantiene un aspetto alpino, grazie anche al reimpiego di essenze autoctone spontanee, che esaltano quel senso di naturalezza che si respira: il terreno della proprietà, volutamente, non è stato recintato per permetterne la fruizione ai bovini che a inizio e fine stagione pascolano nei dintorni.