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Spazioso ed accogliente

Published on number 33 of Images, giugno 2014

Siamo in Valle d’Aosta, alla testa della nota vallata che prende il nome dal torrente Ayas che la percorre, lo scenario naturale è affascinante, su tutto domina l’imponente Massiccio del Monte Rosa, celebre per i suoi ghiacciai e per le imprese alpinistiche che qui si compiono. Nella quiete del piccolo villaggio di Cuneaz, a 2032 metri di altitudine, è stata recuperata una costruzione in pietra di grande interesse databile come epoca tra il 1700 ed il 1800, con il suo tipico lungo balcone in facciata.

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L’imponente struttura in legno recuperata dalla costruzione d’origine

Anticamente questa frazione che si trova sulle alture di Champoluc, era abitata tutto l’anno da quasi 80 persone, con una sua modesta autosufficienza per la stagione invernale dovuta all’attività di allevamento, dotata di forno per il pane, cappella votiva e scuola. La casa era pesantemente compromessa, ed il luogo impervio e non facile da raggiungere se non con mezzi 4×4; la classica baita d’alta montagna. Il primo intervento è stato quello di svuotare completamente l’edifi cio, intervenendo sui solai in legno vecchio, in modo da poterli riutilizzare dopo un radicale risanamento. Oltre la metà del piano terreno era invasa dalla terra, con piccoli scavatori è stata rimossa e ribassato il livello.


l’arredo è estremamente semplice e non invasivo


Il lavoro più difficile, delicato e lungo è stato quello di operare un severo rinforzo strutturale, procedendo a piccoli settori con sottomurazioni in cemento armato; questo edificio era veramente in pessime condizioni e naturalmente i muri esterni dovevano rimanere visivamente identici. Procedendo con estrema cautela è stato costruito un robusto esoscheletro interno conservando la sua pelle originaria; quindi è stato eseguito un grande intervento sulle facciate. Seguendo i disegni di posa delle pietre esistenti si sono ripresi con la stessa mano tutti i muri esterni arrivando così fino al tetto; si è trattato di un intervento delicato ma molto emozionante, più da archeologi che da muratori.

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Una cucina molto tecnica e la facciata con la balconata in legno tipicamente Walser

In seguito è stato rimosso il vecchio tetto, il nuovo naturalmente doveva rispecchiare il disegno precedente ma essere prestante per i freddi inverni di Cuneaz, la parte più complessa è stata lasciare gli importanti travi esternamente con le lose a vista e internamente con un pacchetto isolante corrispondente alle normative richieste. Una volta coperto il fabbricato è iniziato il lavoro: all’interno dove il legno è protagonista primario; la richiesta del committente è stata quella di creare un grande ambiente caldo e accogliente. L’imponente camino vetrato su tutti i lati è il cuore della casa, le stanze, come vuole la tradizione del rifugio di montagna, sono piccole e ricavate in modo tale da ottimizzare lo spazio a disposizione. All’esterno della casa una piccola dependance, il cui processo strutturale è stato identico a quello affrontato per la casa, dove è stato ricavato uno spazio benessere.

L’unicità di questa costruzione è certamente data dalla sua posizione, per questo in modo molto rispettoso l’arredo è estremamente semplice e non invasivo, curiosa e originale la scelta di non stirare la biancheria lasciando il lino nel suo aspetto di piega naturale.