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Editoriale

Published on number 43 of Images, Giugno 2019

Quando si parla dell’abitare in montagna, inevitabilmente, il pensiero rimanda ad un’architettura fortemente connotata da case con tetti a doppio spiovente, comignoli fumanti e deliziose finestrine con le tenducce a quadri… Senza nulla togliere a quest’immagine vernacolare, in questo numero della mia rivista vorrei accompagnare i lettori ad esplorare anche altri modi di vivere nel territorio montano, attraverso inaspettate architetture che, anche rifacendosi a canoni di tradizione nei materiali di costruzione, permettono di considerare altre tipologie di forme e possibilità. Vediamo così che soprattutto negli ultimi 10-15 anni l’architettura nei territori alpini è mutata radicalmente, sia nelle nuove edificazioni che nei recuperi di volumi esistenti.


il legame con il luogo del vissuto ha un’importanza basilare per quanto attiene al benessere del quotidiano


Non che la parola d’ordine sia “osare”, ma viceversa sia “mantenere”, perà contestualizzando l’intervento nella realtà di oggi. Se è vero che l’architettura fa parte di uno sviluppo ben più ampio che va oltre l’abitare, è tuttavia certo che storicamente il legame con il luogo del vissuto ha un’importanza basilare per quanto attiene al benessere del quotidiano. Qui si possono trovare forme innovative e altre volutamente custodite intonse, per arrivare a poter considerare davvero la montagna come luogo in cui ritrovarsi, tanto nella semplicità quanto nell’autenticità

Marinella Vaula
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Published on number 43 of Images, Giugno 2019
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Grintosa ed accogliente

Published on number 43 of Images, Dicembre 2018

Siamo a Sestriere, dove l’intervento ha previsto la totale ristrutturazione di due appartamenti ormai vecchi, trasformati in un ambiente moderno e confortevole. L’appartamento si trova in un condominio degli anni ‘50, caratteristico del grande sviluppo che la località sciistica ha avuto in quegli anni; è stato necessario smantellare completamente l’esistente, lasciando solo l’involucro e realizzare un moderno layout. I proprietari desideravano un appartamento pratico e comodo, dove trascorrere tutti i fine settimana dell’inverno per potersi dedicare allo sci e quindi poi rilassarsi nell’intimità delle mura domestiche.

Grintosa ed accogliente

Il plus dell’appartamento è rappresentato dalle grandi vetrate che affacciano direttamente sulle piste da sci, con una visuale libera a 180° sulle montagne. In seguito alla ridefinizione degli spazi si sono venute a creare sostanzialmente due zone, una giorno e una notte: alla zona giorno si accede attraverso un ampio ingresso dove sono state posizionate capienti armadiature ed un grande specchio che ne moltiplica lo spazio. Il living è connotato dal rivestimento in legno vecchio ingrigito realizzato a portale che ne sottolinea lo spazio all’interno del quale sono stati posizionati un maestoso divano di velluto verde e un tavolo realizzato su disegno in legno e ferro, che può ospitare fino a 10 persone; le sedie di design vintage sono state recuperate, restaurate e rifoderate con un tessuto di lana cotta. Sullo sfondo è visibile un rivestimento in pietra, unico elemento mantenuto nel corso della ristrutturazione, di fronte troviamo una lampada appoggiata a pavimento e una poltrona di design. Sulla parete che divide il living dalla cucina sono stati realizzati due tagli nella muratura, di cui uno utilizzato come passaggio, entrambi schermati con vetri grigi riflettenti; nella cucina, il pavimento e il piano di lavoro sono in microtopping e sulla parete si trova un’originale maschera da sci di plexiglass ad uso decorativo. Attraverso una porta a filo muro si accede alla zona notte, dove sono tre le camere da letto e due i bagni. La camera principale è completata con una vasca idromasaggio sotto la finestra ed un bagno turco.

Grintosa ed accogliente

Nella progettazione si è prestata attenzione all’utilizzo del legno nei rivestimenti e nei controsoffitti, con un impiego moderno e misurato che rendesse accoglienti gli ambienti come solo in legno può. Sono state utilizzate due essenze: il rovere spazzolato e seghettato per gli arredi e l’abete vecchio prima patina ingrigito per i rivestimenti ed i soffitti. I pavimenti sono in doghe di rovere di notevoli dimensioni, spazzolate e seghettate, con finitura light. Una nota del progetto la meritano le luci, posizionate per valorizzare i vari elementi architettonici, con barre led dietro le velette nel rivestimento o i proiettori ad incasso dimerabili nel controsoffitto del living. Il progetto è riuscito con questo risultato grazie all’accordo tra architetto e committenza al fine di rispettare l’inventiva del primo e le esigenze del secondo. L’esecuzione e le finiture sono praticamente sartoriali, per un’abitazione grintosa ed accogliente.

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Un appartamento molto curato

Published on number 43 of Images, Dicembre 2018

Siamo a Cortina d’Ampezzo, nella celebre conca circondata da cime dolomitiche che per la loro bellezza lasciano senza fiato… l’edificio oggetto dell’intervento era un vecchio possedimento di un unico proprietario, situato in una posizione panoramica rispetto al centro del paese, con una vista stupenda a 360° su tutte le montagne della conca ampezzana!

Un appartamento molto curato

La ristrutturazione di questo vasto storico edificio è cominciata cinque anni orsono ed è ad oggi in fase di conclusione; da una casa padronale di dimensioni eccezionali si è giunti ad un frazionamento di tipo condominiale di 10 appartamenti con metratura di tutto rispetto. Il committente in quest’abitazione ha scelto di utilizzare un legno di rovere antico a listoni di varia larghezza e lunghezza per pavimento e scala, finito con piallatura a mano e spazzolato. Quest’essenza, praticamente priva di nodi è naturalmente elegante e robusta. Per gli arredi sono stati recuperati il tavolato interno ed i travi di un antico Tabià: la travatura è stata pulita e utilizzata tagliata su misura secondo il progetto in differenti zone della casa; mentre il tavolato non è stato usato massiccio ma tagliato ed impiallacciato in modo da ottenere una perfetta stabilità e robustezza. La realizzazione dell’imbotte dell’ingresso è stata una lavorazione che ha richiesto particolare attenzione nella piegatura a caldo del legname per seguire in maniera millimetrica le linee già preesistenti del vano scala esterno. L’appartamento è ripartito su due livelli: si accede da quest’ingresso del tutto originale su un ampio spazio living con zona pranzo e divani ad angolo cui frontalmente si trova il caminetto.

Un appartamento molto curato

La cucina è racchiusa in uno spazio attiguo al soggiorno e a questo livello è stata ricavata una stanza con bagno. Al piano superiore si trovano la zona notte e la stanza padronale con il suo bagno. E’ stato sapientemente valorizzato l’originale assito che riprende nel movimento le aperture degli antichi fienili, ed oggi incornicia una vista impareggiabile dalla stanza principale, permettendo alla luce naturale di insinuarsi tra le doghe di legno e illuminare in modo discreto la stanza. Le porte sono state realizzate su misura e di forma trapezoidale per esigenze strutturali e scelte nella tipologia filo muro in modo da fondersi con il tavolato del rivestimento. Inserti di corten per varie finiture e maniglie, marmi di travertino per top e doccia del bagno padronale e cucina, rendono questo appartamento particolarmente grintoso e contemporaneo. Completano l’alloggio tutte le più avanzate dotazioni di illuminotecnica con faretti a sensori, lampade dimerabili, illuminazioni indirette a led, sistema wifi, comandati con un sofisticato impianto domotico.

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Una perla al limitare del bosco

Published on number 43 of Images, Dicembre 2018

Siamo nella costruzione che storicamente era il punto di raccolta del latte proveniente dalle vicine stalle del villaggio di Dolonne, frazione di Courmayeur, strade strette tra le case dall’architettura tradizionale: il vecchio lavatoio, il forno per il pane, e questa che era la latteria, un luogo di riferimento per un antico rito quotidiano, la mungitura.

Legni, luce e colori

Oggi un attento e meticoloso recupero ha restituito intatta la sua identità, esaltandone il fascino della sua autenticità. Ogni fase del restauro è stata studiata nei minimi dettagli, per rispettare fedelmente l’architettura tradizionale della zona, a cominciare dall’utilizzo dei materiali più veri: la pietra e il legno. La sistemazione interna, così come l’arredo sono essenziali per le loro funzioni. 
Le decorazioni, i tessuti dalle calde tonalità e il profumo del legno, creano un’atmosfera unica e caratteristica. La suddivisione degli spazi sottolinea lo stile montano di questa residenza a dimensione umana.

Legni, luce e colori

Ristrutturata con attenzione, quest’abitazione offre il piacere di calarsi in un mondo genuino, un minuscolo soggiorno con cucina è lo spazio comune, quindi le stanze, ripartite su due livelli, curate nei dettagli, armoniosamente coordinate con tessuti ricercati che le caratterizzano. Ai muri sono riprodotti animali del bosco con disegni sapientemente eseguiti, a richiamare l’attenzione verso una natura straordinaria appena fuori dalla robusta porta d’ingresso… È una piccola casa questa, con un’anima profonda, una storia, delle radici: un rifugio caldo e solido come la pietra durante il freddo inverno, una fresca, autentica e graziosa oasi di pace nella bella stagione, dove ritrovarsi con la famiglia e provare a fermare il tempo.

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Una realizzazione contemporanea

Published on number 43 of Images, Dicembre 2018

Questa realizzazione ultimata in Val di Fassa riguarda la ristrutturazione di un appartamento dove si è scelto un arredamento in legno su misura in cui il legno è stato lavorato seguendo un gusto contemporaneo, progettato con un software 3D e creando dei fotorendering per permettere di vivere virtualmente l’intervento. La richiesta principale della committenza era quella di porre attenzione alla praticità del quotidiano, mantenendo un’armonia estetica di livello; per questa ragione si è studiata nel dettaglio la partizione degli spazi disponibili.

Una realizzazione contemporanea

L’ingresso suddivide l’appartamento tra zona notte e giorno, questa partizione è stata creata mediante due colonne armadio, utili per riporre attrezzature e abiti per la quotidiana vita in montagna… L’abilità degli artigiani che hanno realizzato l’intervento si è misurata con l’esigenza di creare degli spazi necessari pur operando su un appartamento di appena 80 metri quadrati, inserendo ogni dotazione
utile per uno standard elevato di abitabilità. Il risultato si è conseguito anche grazie a vetri e specchi, utili a moltiplicare e ad allargare gli spazi; è il caso del retro alzata cucina, e soprattutto del bagno, che non essendo molto grande, mediante questo artificio, riporta una piacevole sensazione di ampiezza.

Una realizzazione contemporanea

Le essenze impiegate per l’arredo sono il legno di abete vecchio proveniente dall’arco alpino, qui utilizzato in prima patina detta anche ”tavola bruciata”, ovvero tavole di vecchi fienili esposte agli agenti atmosferici alpini, esposte a sud, ovvero al sole. Questo legname è stato sapientemente recuperato, lavorato con passione e rispetto per la sua preziosa patina; quindi applicato mediante la tecnica della “cartella” cioè la parte nobile della tavola incollata su un pannello, questo per rinforzare la materia e darne stabilità nel tempo.
Per i pavimenti si è posata un’essenza di rovere a grandi doghe, nella finitura affumicata e spazzolata, quindi oliata; l’aspetto è elegante ed emana un senso di robusta sicurezza. Per dare ariosità all’abitazione il soffitto si alterna tra spazi pieni lavorati con il legno e vuoti lasciati ad intonaco di calce bianca, questo permette di definire gli spazi nel living creando una piacevole alternanza sottolineata da un’illuminazione puntuale. Per conseguire quell’immagine di modernità richiesta dalla committenza per la cucina è stata scelta una soluzione total white, che crea un delicato contrasto con l’abete vecchio.
Il top è in Krion solid surface, composto da lastre spesse solamente 12mm e conferisce l’aspetto contemporaneo voluto da progetto; una delle peculiarità apprezzate di questo materiale è la continuità ottica che crea, poiché non si vede nessuna giunzione, inoltre risulta essere estremamente pratico nella pulizia.  Il tavolo da pranzo, ideato dai committenti, è stato creato con travi vecchie per la struttura portante, quindi finito con una piano in vetro. Per sottolineare l’esecuzione praticamente sartoriale del progetto, dove non ci sono cornici di riporto ma pezzi eseguiti a misura, gioca un ruolo determinante l’illuminazione, studiata in modo attento, utilizzando per lo più elementi ad incasso con spot a led ed alcuni punti luce a pavimento.

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Semplicemente montano

Published on number 43 of Images, Dicembre 2018

Architetti e decoratori hanno lavorato strettamente fin dalle prime fasi del progetto per creare un design integrato senza soluzione di continuità per questo chalet semplicemente unico, nei pressi di Morzine, sulle Alpi francesi. Il cliente ha fornito una chiara indicazione: un interno minimalista e contemporaneo con suggestivo contrasto tra i materiali. La copertura in ardesia di 400 m2 ripara dalle intemperie invernali uno chalet lussuoso e innovativo, ma allo stesso tempo robusto e pratico.

Semplicemente montano

È stato così scelto l’utilizzo del legno antico, molto importante visivamente, e ne sono stati impiegati ben 80 metri cubi tagliati a mano, successivamente poi lavorato con sistemi d’assemblaggio tradizionali savoiardi. Questo materiale così rustico è stato abilmente mixato con il vetro, trovando soluzioni per la disposizione interna della cucina, degli spazi comuni, fino ai grandi elementi architettonici come le scalinate e le balaustre, che nell’enorme soggiorno a doppia altezza giocano un ruolo fondamentale con le travature in legno a vista lavorate “a cattedrale”. Il centro benessere con la sua maxi doccia emozionale e la piscina interna/esterna lunga 23 metri completano un quadro di grande impatto visivo. L’obiettivo è stato quello di realizzare qualcosa che rispettasse la tipicità ed il patrimonio locale, per questo sono state impiegate tecniche di costruzione tradizionali, per assicurare che lo chalet risultasse integrato nell’ambiente montano che lo circonda. Lo stile usato per la progettazione è stato deliberatamente mantenuto semplice: legno antico, vetro, e metalli grigio antrace e grigio neutro.

Semplicemente montano

Particolari e preziosi i punti luce iconici in vetro prodotti da famosi designer, abbinati ad elementi imbottiti contemporanei. La progettazione illuminotecnica è stata studiata per enfatizzare la complessa e importante struttura lignea con faretti strettamente focalizzati, uniti ad elementi luminosi significativi come il lampadario sospeso nell’atrio a doppia altezza o come alcuni elementi di design italiani. I molti dettagli del progetto, dagli impegnativi scalini di vetro del salone che permettono di guardare in basso verso la piscina, alle finiture come la galleria di opere di artisti locali lungo il corridoio nel seminterrato, o l’immensa doccia della zona fitness e tutto l’arredo eseguito su disegno, portano a sottolineare la cura che è stata posta in questa realizzazione di altissimo livello.

Semplicemente montano

Lo chalet, principalmente dedicato allo sci, offre ai suoi ospiti ampi spazi dedicati alla convivialità cosi come una privacy assoluta, in uno stile architettonico tradizionale sapientemente accordato ad un gusto maschile e contemporaneo, meritevole del suo nome di “Chalet James Bond”.

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Tendenze

Published on number 43 of Images, Dicembre 2018

Il paesaggio alpino è punteggiato di architetture rurali e di piccoli villaggi che, persa la loro funzione originaria, sono inutilizzati e degradati, se non addirittura in fase di ruderizzazione. Quanto rimane conserva un fascino indiscusso e trasmette delle emozioni difficili da conservare quando si interviene per recuperarli con nuove destinazioni. La volontà di operare col massimo rispetto di quanto ancora presente, con un’attenzione quasi archeologica di ogni “traccia” del passato, può restituire un’immagine, perlomeno esterna, degli edifici, discreta ma decisamente particolare.

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I progetti migliori sono forse quelli in cui gli architetti sanno recuperare gli edifici con interventi minimi, seppure il rispetto per l’esistente non escluda la possibilità di esprimere nei dettagli e nei completamenti una contemporaneità matura e colta. Così il lavoro sugli edifici storici spesso testimonia la ricchezza inventiva dei progettisti che da queste stesse strutture hanno preso ispirazione. E ciò vale sia per edifici tutelati che per quelle architetture minori che costituiscono la maggior parte degli insediamenti presenti sul territorio che ci circonda.

Roberto Rosset ARCHITETTO

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Editoriale

Published on number 43 of Images, Dicembre 2018

In montagna la luce è sempre un elemento determinante, in qualsiasi stagione, maggiormente in inverno: illumina le rocce delle vette di giorno e la notte alla sua mancanza ne conseguono fantastici giochi d’ombre. La stessa cosa avviene nelle abitazioni: al loro interno la luce naturale che si insinua dalle aperture rende scenari che la sera mutano totalmente con la luce artificiale. In questo susseguirsi infinito si inseriscono oggetti che possono essere decorativi o puramente tecnici, scelti per enfatizzare, sottolineandoli, elementi architettonici o più banalmente per rischiarare dal buio. La bellezza e la riuscita dell’aspetto illuminotecnico di un progetto sta nell’abilità di rendere godibili gli ambienti, giungendo a modulare la luce tanto quella naturale che quella artificiale unendo valore in termini di benessere.


È il gioco infinito degli equilibri della vita, non stanchiamocene mai!


Partendo dall’assunto che la perfezione non esiste, la sfida dell’illuminazione degli ambienti è uno studio in equilibrio tra materiale e immateriale: prove e ricerche puntigliose fino ad ottenere risultati che in qualche caso si rivelano stupefacenti… Tornando alla perfezione che non si raggiunge praticamente mai è bello sottolineare quanto una candela con la sua luce imperfetta possa a volte arrivare a sopperire dove “la tecnica non ubbidisce al tecnico” alla ricerca di una testarda perfezione. È il gioco infinito degli equilibri della vita, non stanchiamocene mai!

Marinella Vaula
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